JFD
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: John F. Doe
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2015
Durata: 34:54
Voto: 4.5/5
I John F. Doe sono una formazione alternative rock di Bled nata nel 2010. All’inizio suonavano sotto il nome John Doe, poi di recente hanno infilato nel nome della band anche una »F« e un punto. Cosa ci sia dietro questa scelta non lo so, ma si può supporre che i ragazzi l’abbiano fatta perché una band di Varaždin, in Croazia, porta lo stesso identico nome.
»JFD« è un ottimo album d’esordio, il disco di una band che si è davvero sbizzarrita con arrangiamenti ricamati e dettagli sonori a non finire. Si sente quanta dedizione e impegno ci abbiano messo i ragazzi per tirare fuori il meglio di quello che sanno e possono fare oggi. Quello che colpisce subito dell’album è l’ottima miscela tra un’atmosfera alternative rock cupa, attraversata da malinconia, delusione e anche da nere passioni erotiche di desiderio, e una musicalità fuori dal comune, che la band sviluppa a sua volta nella costruzione dei pezzi. Dei John F. Doe si può dire che siano una risposta credibile e diretta al concetto di indie rock, cucinata sul lato soleggiato delle Alpi ma con influssi britannici. L’album “JFD” ha un tocco di autenticità e originalità negli autori, ed è questo l’essenziale per le prossime mosse della band e per un eventuale salto nelle classifiche. A spalancargli la porta è l’ascoltabilità eccezionale di pezzi vari e ricchi di spunti, legati sì dalla già citata coltre atmosferica cupa, ma anche da una produzione calda e organica, dove chitarra e tastiere intrecciano un sottofondo davvero esemplare. È proprio questo completarsi dei due elementi a riempire i pezzi di una marea di dettagli e ornamenti che cominciano a venire a galla quando fai girare il disco più volte nel lettore CD.
Il basso è messo bene in risalto ed è uno dei mattoni fondamentali del contrasto sonoro della band. Ha quell’impostazione tipica dei tempi dark e post punk degli anni Ottanta . I ragazzi hanno il fiuto giusto per padroneggiare l’assioma compositivo di base »meno è meglio«. I pezzi piacciono già al primo ascolto, ti si infilano subito sotto la pelle, e i ritmi semplici su cui poggiano e che »con leggerezza« li fanno ruotare provocano il corpo a muoversi in passi di danza. Con tocchi brevi ma essenziali l’album ottiene quindi un effetto espressivo convincente e un grande impatto. Ed era proprio questo lo scopo di base dei John F. Doe quando hanno creato il disco.
Marko Zemljič con la sua voce di tonalità media, che ogni tanto viene giocata in contrasto con effetti di distorsione o suona come se arrivasse da una cornetta telefonica lontana, offre uno dei primi motivi di fascino nell’ascoltare l’album. I versi infatti prendono vita e ti afferrano con passioni e vissuto. Un sostegno enorme alla voce lo danno gli elementi strumentali del suono. La chimica del quintetto funziona e dimostra che i cinque vibrano sulla stessa lunghezza d’onda, creando un’intesa e una percezione reciproca eccezionali tra i membri della band. Questo elemento è arrivato per la via naturale dell’evoluzione del gruppo, il che è importantissimo per dare corpo a un’identità d’autore originale. Per com’è rifinito, l’album offre alla band ottime potenzialità, anzi un trampolino per bussare anche alla porta della scena musicale internazionale. La combinazione di musicalità contagiosa, ritmi leggeri e atmosfera cupa di calore organico funziona su »JFD« nelle dosi giuste. Nel giusto equilibrio. Un lavoro davvero bello e, per essere un debutto, compositivamente maturissimo, con un indie rock a tutto sangue che lascia ben sperare per il futuro.
Formazione
Marko Zemljič – voce
Aleš Svetina – chitarra, cori
Luka Zemljič – tastiere, cori
Tilen Knaflič – basso
Bojan Marinko – batteria, percussioni
Produzione
Matej Wolf
Tracklist
1. Purple Velvet (03:22)
2. From Russia To China (02:58)
3. Drive Song (03:48)
4. Rider (03:27)
5. High Hopes (04:03)
6. My Addiction (04:39)
7. Black Glitter (02:39)
8. December Lights (02:46)
9. Fantasy Road (Bye Bye Baby) (03:22)
10. Crminal Mind (03:15)