Judas Priest: Defenders Of The Faith
Etichetta: Columbia Records
Data di uscita: 4. 1. 1984
Produzione: Tom Allom
Durata dell’album: 39.43 min
Genere: Heavy Metal
Voto: 10/10
Personalmente, questo è il mio album dei Judas Priest preferito. Un successore pazzesco di “Screaming For Vengeance”. Nel complesso “Defenders Of The Faith” non è carico di un’esplosività come quella del predecessore “Screaming For Vengeance”, ma è un disco che in ogni punto porta con sé un’aria di straordinaria malinconia e un’eterna nostalgia nascosta, che ti arriva dritta al cuore soprattutto in Night Comes Down. Per atmosfera, carica emotiva, raffinatezza e cura maniacale dei pezzi, “Defenders Of The Faith” è l’evoluzione perfetta di “Screaming for Vengeance”, ed è per questo che tanti amanti dell’heavy metal lo apprezzano ancora più di “Screaming For Vengeance” o “British Steel”. È il momento in cui i Judas Priest classici hanno toccato il loro apice creativo nello scrivere musica. È un disco dove aggressività e “feeling” convivono in ogni istante in una simbiosi ideale!
Un nuovo manifesto di stravaganza metal senza compromessi, che passa per le supersoniche Freewheel Burning e Sentinel, le diaboliche Love Bites e Eat Me Alive, le scariche melodiche ad alta atmosfera di Rock Hard Ride Free e Some Heads Are Gonna Roll, fino al finale inno-nico, o marcia satanica (come preferisci), Heavy Duty/Defenders Of The Faith: ancora una selvaggia mischia ad altissima dinamica firmata dai Priest classici.
“Fast And Furious….” non c’è che dire, pura verità. Questa è Freewheel Burning. Un selvaggio assalto su una corda sola, una batteria di profondità espressiva totale, produzione fantastica. I contrasti eccezionali sono messi in risalto in modo nitido e riempiono insieme tutto lo spettro sonoro. K.K. e Glenn hanno portato ancora più in là quello di cui si parlava nel disco precedente, cioè tutti i “lead break” di chitarra a più parti brillano nei pezzi con un’intensità ancora maggiore. I vertici di perfezione del duo di chitarre sono: The Sentinel con ben sette “lead break”, Eat Me Alive, Rock Hard Ride Free e Some Heads Are Gonna Roll. Dopo Freewheel Burning arriva un altro fulmine a ciel sereno. Jawbreaker, velenosa come una vipera, sputa fuoco con un’intensità che non cala mai. Con pezzi come The Sentinel e Rock Hard Ride Free i Judas Priest hanno raggiunto uno dei culmini epico-romantici della loro carriera. Sono due canzoni costruite e messe insieme da cima a fondo in modo da non poter essere migliori. Tutti i passaggi di chitarra decisi, gli assoli, le uscite, le entrate, il canto sottilmente sentito, i rullate di batteria e tutto il resto è perfetto. Entrambe sono condite con una dose generosa di melodia, ma mantengono tutta la botta del fenomeno Judas Priest. I ritornelli di entrambe, oltre a linee uniche, portano con sé una magia tale che sono senza dubbio tra le canzoni meglio composte rimaste ignorate nella storia dell’heavy metal fino a oggi.
Il livello del remaster ha di nuovo migliorato l’originale in modo scioccante. Oltre ai contrasti più nitidi e valorizzati, risaltano di più anche alcuni ornamenti che nell’originale non si facevano notare abbastanza da attirare davvero l’attenzione (per esempio la risata beffarda di Halford all’uscita di Love Bites, i campioni echo di Rob in Eat Me Alive e Love Bites).
Il remaster offre il geniale bonus track mai uscito prima Turn On Your Light, con un ottimo intro dal vivo metallico-acustico in cui senti il plettro che batte sulle corde, un effetto che crea un’atmosfera particolare e si trasforma in un vero rendez-vous di elettrico e acustico, dove Rob entra con un canto sentito al centro del pezzo, che si chiude con un’uscita di straordinari assoli di chitarra classici. L’altro bonus track è una rarità interessante. Si tratta di una registrazione “live” del pezzo Heavy Duty/Defenders Of The Faith dal tour di “Defenders Of The Faith”.
Un disco fatto solo di composizioni superiori, mix perfetto tra approccio “feeling” e la postura d’acciaio sempre indemoniata della band. Ogni singolo pezzo è espressivamente potente e lascia nell’ascoltatore un’impressione davvero speciale, perché stavolta i Judas Priest sommergono letteralmente di emozioni tutte le loro canzoni. Per gli amanti della melodia che apprezzano l’eccezionale senso di raffinatezza della band, che brilla con il suo fascino particolare, tra tutti gli album dei Judas Priest è proprio su “Defenders Of The Faith” che brilla con più intensità!
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Freewheel Burning
2. Jawbreaker
3. Rock Hard Ride Free
4. The Sentinel
5. Love Bites
6. Eat Me Alive
7. Some Heads Are Gonna Roll
8. Night Comes Down
9. Heavy Duty
10. Defenders Of The Faith
tracce aggiuntive nella ristampa rimasterizzata, 2001:
11. Turn On Your Light
12. Heavy Duty/Defenders Of The Faith (live)
Formazione:
Rob Halford – voce
K.K. Downing – chitarra
Glenn Tipton – chitarra
Ian Hill – basso
Dave Holland – batteria
