Just One Night

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Artista: Clapton, Eric
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1980

Just One Night porta quattordici “pezzi da saltare” di Eric Clapton, registrati nel lontano dicembre 1979 al Budokan, in Giappone. Anche se l’album non rappresenta un vertice creativo degno di nota nella carriera di Eric (cosa che, con una concorrenza così spietata, non sorprende nemmeno), resta comunque un documento musicale storicamente importante e a tratti entusiasmante, che tra le altre cose svela per la prima volta la veste dal vivo di alcuni dei più grossi successi commerciali dell’autore. In questo periodo, pieno di guai personali di ogni tipo, Eric alza gradualmente il tiro della sua espressione musicale, e va detto che è un risultato da invidiare. La sua cifra espressiva, che negli anni Settanta era sembrata più o meno instabile, a cavallo del decennio torna a farsi più personale, ispirandosi in modo marcato ai maestri del blues che Clapton ha sempre tanto stimato e ammirato. Anche se a volte sembra che Eric esageri un po’ nel calcare questo elemento, non si può negare il fascino della sua musica, spesso trasfusa in motivi blues quasi consolatori che, a un orecchio più attento, sotto la maschera del gentiluomo ordinato e dominante, rivelano un ritratto pittoresco delle insicurezze dell’io più intimo di Clapton.

Di Eric Clapton difficilmente si può dire che con Just One Night scopra nuovi territori nell’universo musicale infinito, soprattutto di fronte alle eredità ben più imponenti di E. C. Was Here (recensione di RockLine qui) e Rainbow Concert (recensione qui), ma in fin dei conti probabilmente non era nemmeno questo il suo intento. In sostanza, Just One Night mostra per la prima volta un Clapton in una veste (fin troppo) curata, completamente in pace con se stesso, una “gentlemanità” che nel decennio successivo non farà che aumentare. Il denominatore comune di tutte le sue scorribande dal vivo resta ovviamente il blues, il cui modo spesso nonchalant di essere servito domina anche i brani più country come Tulsa Time e Lay Down Sally. Stavolta entrambi i pezzi traboccano di quella testarda, inconfondibile e tutta claptoniana capacità di convincere se stesso, che finora in Eric eravamo abituati a sentire solo nelle interpretazioni più sentite del suo lato bluastro, che nella prima metà dell’album vede regnare Worried Life Blues e Early In The Morning. Serenità e pace interiore adornano una Wonderful Tonight allungatissima che, accanto al martellare spietato di Double Trouble di Otis Rush e a una versione davvero incredibile di Blues Power, avvolta da un umorismo raffinato, dà all’intero show un carattere particolarmente estroso. Quella che si prende più simpatie è senza dubbio la già citata Double Trouble, un lamento confessionale senza patetismi, con cui Eric, nel suo sincero interrogarsi, tocca con cura l’anima di ogni singola persona.

Il più grande amore di Clapton (dopo Pattie Boyd deve per forza essere Robert Johnson), con l’ennesimo fenomenale poema “bluastro”, Rambling On My Mind, perla inestimabile del blues con cui Eric, tra tutti gli interpreti blues, si è identificato più di chiunque altro, porta una piacevole dose di freschezza. Questo è Eric Clapton. Sempre sulle tracce di nuove direzioni musicali, torna a convincere col suo incredibile senso dell’interpretazione. Suonata stavolta in modo più garbato e più amichevole, Rambling On My Mind acquista nuove dimensioni, ovviamente senza il timore di perdere il fascino del suo messaggio originale. La ciliegina su questo sfogo emotivo personale la mette la scaltra ma, a modo suo, altrettanto spietata e diretta Cocaine, la cui realtà crudele, in una tipica parata blues di indifferenza, a tratti quasi di ottimismo, viene chiusa in grande stile da Further On Up The Road.

Formazione

Eric Clapton: chitarra, voce
Henry Spinetti: batteria
Chris Strainton: tastiere
Albert Lee: chitarra, voce
Dave Markee: basso

Produzione

Jon Astley

Tracklist

Disco 1.

1.Tulsa Time
2.Early In The Morning
3.Lay Down Sally
4.Wonderful Tonight
5.If I Don’t Be There By Morning
6.Worried Life Blues
7.All Our Past Times
8.After Midnight

Disco 2.

1.Double Trouble
2.Setting Me Up
3.Blues Power
4.Rambling On My Mind
5.Cocaine
6.Further On Up The Road

Durata dell’album: 83.57

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