Kastalija

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Autore: Rok Klemše

Artista: Avven
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2011
Durata: 36:54
Voto: 4/5

Gli Avven si sono lanciati sulla scena musicale slovena con il debutto Panta Rhei, uscito nel 2006, e ci sono voluti cinque anni perché la storia avesse un seguito con l’album Kastalija. Anche con Kastalija gli Avven restano ancorati al folk metal, solo che stavolta si sono concessi più audacia, hanno aperto lo spazio musicale a una maggiore sperimentazione e, in generale, hanno alzato l’asticella rispetto al debutto.

 

Anche stavolta gli Avven riescono a unire un suono di chitarre duro e ruvido con strumenti folk ora delicati e malinconici, ora saltellanti e pieni di vita. Sono soprattutto questi ultimi i veri portatori della ricchezza barocca del disco, visto che non c’è da aspettarsi chissà quali escursioni sul manico della chitarra: violino, tin whistle, fisarmonica e perfino la tromba  hanno invece il compito di abbellire e potenziare la base chitarra-batteria-basso. Questa battaglia strumentale viene a galla già nell’opener epicamente pomposa Zmaji, spinta da chitarre un filo più aggressive, sostenute da un’interessante aggiunta di tromba e da un ritornello bombastico e altissimo. Proprio i ritornelli sono i principali portatori della sensazione di adrenalina e battaglia del disco, perché sono scritti apposta per essere cantati in coro ai concerti, e nei pezzi migliori come Zmaji, Ros, Vvile e Hej ti! è più che evidente. Questa sensazione di selvaggia marcia di guerra la creano anche i ritornelli cantati a più voci, che a tratti ricordano un po’ troppo i Siddharta, band tutto sommato affine, anche se a richiamarli è soprattutto il timbro della voce di Anam, che involontariamente fa pensare a quella di Meglič. Le orchestrazioni ricche garantiscono per tutto il tempo un suono vario e scorrevole, ma il plauso maggiore gli Avven se lo meritano soprattutto per il coraggio di creare in sloveno. E non solo: gli Avven riescono a scrivere e cantare testi in sloveno che non suonano affatto goffi, anzi, risultano efficaci e convincenti (solo i titoli dei brani risultano parecchio pretenziosi). Nel loro habitat naturale, lo sloveno, i pezzi suonano molto meglio dei due cantati in inglese: gli Avven raggiungono un’autenticità vera soprattutto con i testi sloveni, mentre Tarak, cantata in inglese, ricorda fin troppo la robaccia alla Korpiklaani/Alestorm (questa rincorsa alle tendenze del folk metal agli Avven non fa proprio bene). Kastalija gira per lo più su tempi veloci, ai momenti di dolcezza e malinconia pensano le morbide voci femminili, che emergono splendidamente soprattutto nella ballad Nuala (con un intreccio di voce maschile e femminile costruito alla grande), mentre secondo me agli Avven fallisce l’esperimento con Ibo, che con quel ritmo di polka fastidioso e disperatamente semplice starebbe meglio a una sagra di paese che in un album folk metal/rock più serio. Se la cava meglio, con un approccio un po’ diverso, sPain, che con il suono delle trombe accende un fuoco temperamentale dal sapore spagnolo.      

 

Se ti consideri un fan del folk metal, Kastalija è senz’altro un disco che devi mettere in collezione. Nella mitologia greca Castalia è una ninfa che Apollo trasformò in una sorgente nel santuario di Delfi, consacrandola così a musa della poesia – chiunque bevesse alle sue acque veniva reso partecipe dei suoi talenti. Anche se c’è ancora margine di miglioramento, soprattutto nel tenere la barra dritta sulla propria strada autoriale senza piegarsi ai ritornelli folk metal già masticati e rimasticati, agli Avven con Kastalija è riuscito di tirare fuori da quella sorgente un sorso bello consistente.

Formazione

Aillan – batteria, percussioni, voce

Anam – voce, chitarra

Galvin – chitarra, fisarmonica, voce

Ierlath – basso, voce

Jocc – tastiere, voce

Morrigan – violino, voce

Anej I. – tin whistle irlandesi, flauto

 

MUSICISTI OSPITI:

Eva Dobravec – Evelyn (voce)

Helena Vidic (arrangiamenti d’archi; 3, 4, 6, 10)

Samo Dervišić (violoncello; 3, 4, 6, 10)

Eva Dukarić (violino; 3, 4, 6, 10)

Gašper Namestnik (tromba; 1, 8)

Jernej Poglajen (cori; 3)

Gašper Kačar (tastiere aggiuntive; 3)

Produzione

Matej Režek

Tracklist

1. Zmaji

2. Ros

3. Nuala

4. Vvile

5. Ibo

6. Tarak

7. Hej ti!

8. sPain

9. L.78

10. Tornach

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