Keeping the Nite Light Burning
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Magnum
Etichetta: 57 Records
Uscita: 1993
Durata: 48:38
Voto: 4/5
Nel 1993 i fenomeni del melodic rock britannico Magnum hanno chiuso la lunga collaborazione con il manager Keith Baker, l’uomo che aveva aiutato la leggendaria band a passare dai pub fumosi di quartiere agli stadi sold out, e hanno preso le redini in mano. Il nuovo manager è diventato niente meno che il tastierista Mark Stanway, il che ha garantito alla band un controllo al cento per cento sul processo creativo e una libertà artistica totale. L’inizio di questa nuova fase è segnato da »Keeping the Nite Light Burning«, il loro decimo album in studio, che contiene dodici classici dei Magnum rivestiti di abiti acustici e riarrangiati per violoncello e sezione fiati, con la regia della formazione ospite The Red Lemon Horns. Pare che il chitarrista, paroliere, produttore e compositore principale Tony Clarkin abbia preso l’ispirazione per questa mossa dal programma TV allora popolarissimo MTV Unplugged, che mostrava artisti famosi alle prese con vari strumenti acustici.
Su »Keeping the Nite Light Burning« i Magnum hanno scelto una manciata di vecchi favoriti del loro periodo di maggior successo, li hanno riarrangiati e ampliati con una sezione orchestrale, e così questi evergreen si sono contaminati con elementi jazz, funk, blues, soul, reggae e a cappella/corali. Nelle loro nuove vesti la maggior parte dei classici dei Magnum risulta decisamente interessante, a partire dalla versione orchestrale di apertura di »The Prize«, che con i ruvidi arrangiamenti rustici guidati dal violoncello suona addirittura più mistica dell’originale. Gli accordi di Tony alla chitarra acustica sono convincenti come se avesse in mano una elettrica, mentre Bob Catley, in compagnia delle armonie vocali di accompagnamento davanti al microfono, si trova alla grande anche con un accompagnamento acustico. La versione blues di »Heartbroke And Busted«, con un tocco jazz alle tastiere, non è meno interessante, mentre l’approccio jazz di »Foolish Heart« è inaspettatamente divertente e sembra quasi che questo standard dei Magnum fosse nato da sempre per il sax.
La versione soul della splendida power ballad »Lonely Night« mette in risalto l’enorme forza contemplativa della voce di Bob, mentre la sezione acustica di piano e chitarra si occupa in modo convincente di una malinconia contagiosa. Grazie ai gustosi arrangiamenti di piano e alle stuzzicanti vocalizzazioni di accompagnamento, »Start Talking Love« in forma acustica è forse perfino più sentita dell’originale. La versione a cappella di »Only A Memory«, con le sue drammatiche armonie vocali corali, suona quasi sacra e intrisa di misticismo, e a qualcuno farà subito tornare in mente certi indimenticabili esperimenti dei leggendari Queen.
La versione reggae di »Need A Lot Of Love« è particolarmente divertente: questo evergreen melodrammatico e pacifista, anche grazie agli arrangiamenti d’archi in primo piano, si è ritrovato con un ambiente ritmico completamente nuovo, che evoca l’atmosfera incoraggiante dello spirito di cameratismo attorno al falò. Non è una sorpresa che la dolce ballad d’amore »Maybe Tonight« suoni convincente anche in versione acustica, mentre un esperimento ben più azzardato è l’ottima versione soul-funk di »One Night Of Passion«, che contiene una serie di divertenti arrangiamenti “da bar” per piano e chitarra acustica. »Without Your Love«, grazie ai decori acustici dalle tinte mistiche, ha ampliato ancora di più la sua tradizionale aura di mistero, mentre l’incalzante »Shoot«, senza gli arrangiamenti orchestrali dell’originale e con la chitarra acustica in primo piano, si è trasformato in una creatura molto più intima. Uno degli esperimenti più grossi è senza dubbio »Soldier Of The Line«, che da pezzo da novanta dello standard NWOBHM si è trasformato in una possente power ballad con delicati arrangiamenti di piano, mentre il riff di chitarra principale suona deciso come nella versione elettrica. È anche l’unico momento del disco in cui Mickey Barker si scatena con temperamento alla batteria. Ci sta pure che questa raccolta di classici dei Magnum in versione acustica si chiuda con l’evergreen che aveva segnato l’inizio della loro ascesa tra i grandi.
»Keeping the Nite Light Burning« è stato un interessante esperimento acustico per mettere alla prova le potenzialità sonore a lungo raggio di alcuni classici dei Magnum, oltre che un bel tributo al loro periodo d’oro tra il 1982 e il 1992, quando hanno toccato le stelle sia a livello artistico che commerciale. Tutti i fan dei Magnum di mente aperta, quando si tratta di provare direzioni musicali diverse, e di sicuro non sono pochi, si godranno ancora oggi questo riuscito album di interessanti riletture acustiche firmato dai loro leggendari beniamini, una delle band rock chiave degli anni Ottanta, che ancora oggi entusiasma con album in studio solidi, se non proprio eccellenti.
Formazione
Bob Catley – voce
Tony Clarkin – chitarra
Wally Lowe – basso
Mark Stanway – tastiere
Mickey Barker – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Paul Roberts – trombone
Bob Poutney – tromba
Rob Hughes – sax
Gill Stevenson – violoncello
Produzione
Tony Clarkin
Tracklist
1. The Prize
2. Heartbroke And Busted
3. Foolish Heart
4. Lonely Night
5. Start Talking Love
6. Only A Memory
7. Need A Lot Of Love
8. Maybe Tonight
9. One Night Of Passion
10. Without Your Love
11. Shoot
12. Soldier Of The Line