Kornelije ‘Bata’ Kovač (1. 1. 1942 – 13. 9. 2022)

Kornelije Kovač (osebni arhiv)
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Kornelije Kovač, noto compositore serbo, è morto ieri, 13. 9. 2022, all’età di 81 anni.

Dopo che le sue condizioni di salute avevano iniziato a peggiorare, il celebre produttore musicale, compositore, arrangiatore e, prima di tutto, pianista è stato portato il 20. 8. 2022 all’ospedale di Batajnica, a Belgrado, dove le sue condizioni, anche a causa dell’infezione da nuovo coronavirus, sono peggiorate di giorno in giorno.

Kornelije Kovač era considerato compositore, pianista e arrangiatore. Nato nel 1942 a Niš, aveva scritto la sua prima composizione, intitolata Pusti trotoari, già nel 1956, a soli 14 anni.

Kornelije e suo fratello Mihajlo venivano da una famiglia di musicisti. Il nonno Kornel Kovač era un musicista e lavorava come direttore d’orchestra all’opera di Subotica, il padre Josip suonava il violino in filarmonica ed era anche professore di musica, mentre la madre era una cantante lirica.

Entrambi i fratelli, quindi, già da piccolissimi mostravano un grande interesse per la musica. Tutti e due frequentarono la scuola di musica di grado inferiore e studiarono pianoforte. Mihajlo entrò a far parte della band Delfini, poi si dedicò al giornalismo e dal 2001 in poi fu ambasciatore jugoslavo in Austria.

Kornelije, di formazione classica, si appassionò presto anche al rock e al jazz. La carriera musicale professionale iniziò nel 1961, quando a Sarajevo fondò la sua prima band, i BKB. Il gruppo suonava jazz a tutto spiano, e questo nel 1963 li portò perfino a un festival jazz che si teneva a Bled, in Slovenia.

Dopo aver diretto varie orchestre in giro per la Bosnia, si unì agli Indeksi, all’epoca la formazione pop più popolare di Sarajevo, considerati di fatto i pionieri jugoslavi del rock psichedelico. Con loro partì per un tour di due mesi in Russia. Nel 1968 si trasferì a Belgrado e fondò una delle formazioni jugoslave più importanti di tutti i tempi: i Korni Grupa.

I Korni Grupa pubblicarono il loro album di debutto in studio, “Korni Grupa”, nel 1972. Suonarono in numerosi festival musicali nell’ex Jugoslavia e anche in Europa, e una delle esibizioni più importanti di questo tipo la band la mise a segno nel 1974, al festival di Opatija. Lì si portarono a casa il primo posto e nello stesso anno si assicurarono un posto all’Eurovision, che si tenne a Brighton, in Gran Bretagna, dove con il brano Generacija 42 (anche Moja generacija) arrivarono al 12° posto (il primo posto andò allora agli ABBA con Waterloo). Nel 1974, sotto il nome Kornelyans, uscì un album in lingua inglese intitolato “Not An Ordinary Life”, ma Kornelije Kovač, deluso dal piazzamento all’Eurovision e anche dall’accoglienza tiepida del nuovo album, decise di sciogliere il gruppo nello stesso anno. Nel 1975 per l’etichetta RTB uscì il doppio vinile dal vivo “Mrtvo more”. Nel 1977 Kornelije Kovač provò a mettere in piedi un supergruppo rock chiamato K2, che avrebbero dovuto formare: Josip Boček, Dado Topić, Sloba Marković, Čarli Novak e Ratko Divljak. Ma non ci riuscì. Secondo alcune fonti, per le esitazioni di Topić. Nel 1979 uscì su vinile a parte la colonna sonora dell’episodio TV “1941”, che i Korni Grupa avevano registrato già nel 1971. Il disco, intitolato “1941.”, contiene appena due lunghe composizioni. L’episodio “1941” faceva parte della serie TV “Jedan čovek jedna pesma”, per la regia di Jovan Ristić.

Più avanti la strada portò Kovač anche in Spagna. Lì collaborò a molti progetti musicali come produttore, compositore e arrangiatore. Lavorò con emittenti televisive come TELE 5 e Antena 3, dove fu direttore musicale del popolare show TV “De Tu, A Tu”.

Seguì una carriera solista di successo. Nel 1980 si trasferì in Gran Bretagna, dove collaborò a molti progetti musicali e con le stelle della scena pop e rock britannica, come l’allora chitarrista dei Whitesnake Bernie Marsden e l’ex cantante dei Manfred Mann Paul Jones. Lavorò anche con il compositore Hans Zimmer. Cominciò inoltre a scrivere musica per cinema, teatro e televisione.

Kovač si dimostrò un compositore rock e pop straordinariamente abile e di successo. Le sue composizioni sono finite su un sacco di dischi, non solo in Jugoslavia ma anche, tra gli altri paesi, in Spagna, Francia, Finlandia, Norvegia, Grecia e Stati Uniti. Molte hanno raggiunto in Jugoslavia lo status di disco d’oro e di platino.

Tornato in Jugoslavia, ha riunito vecchie e nuove stelle della musica nel suo studio e ha continuato a lavorare a molti progetti.

Ha scritto tre libri a tema musicale: “Tamne dirke” (2003), “Falko i druge priče” (2007) e “Fusnota” (2010).

Kornelije Kovač è l’autore di molti successi, ovvero di composizioni incise da altri artisti, tra cui: Zdravko Čolić, Lepa Brena, Generacija 5, Kemal Monteno, Davorin Popović, Neda Ukraden, Željko Joksimović, Zdenka Kovačiček e Severina.

I tifosi del Partizan non lo dimenticheranno mai, perché ha scritto anche l’inno del club.


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