David Andersson, chitarrista dei death metaller melodici svedesi Soilwork e degli AOR revivalisti The Night Flight Orchestra, che si era unito da poco alla formazione death metal australiana Gang Of Old Ladies (con loro era riuscito a registrare e pubblicare il primo singolo Disease of the Undead), è morto a soli 47 anni.
La triste notizia è stata confermata sia dai Soilwork che dai The Night Flight Orchestra attraverso i social (qui sotto trovi i comunicati ufficiali).
David Andersson ha suonato la chitarra anche nei power metaller Mean Streak, con cui ha pubblicato due album, “Declaration Of War” (2011) e “Trial By Fire” (2013). I Mean Streak non sono mai andati ufficialmente in pausa, anche se dopo il 2013 non hanno più fatto uscire nessun disco.
Andersson era entrato nei Soilwork nel 2012 e con loro ha pubblicato quattro album in studio: “The Living Infinite” (2013), “The Ride Majestic” (2015), “Verkligheten” (2019, recensione di RockLine) e l’ultimo, “Övergivenheten”, uscito all’inizio di agosto di quest’anno.
Già prima dei Soilwork, Andersson aveva fondato insieme al cantante dei Soilwork Bjorn Strid gli AOR revivalisti The Nigth Flight Orchestra. L’idea di mettere su una band era venuta ai due nel 2007, mentre erano in tour insieme (Strid con i Soilwork, Andersson con i Mean Streak). Il gruppo ha pubblicato il primo album, “Internal Affairs”, nell’anno in cui Andersson è entrato nei Soilwork. I The Night Flight Orchestra hanno conquistato il grande pubblico soprattutto dopo il passaggio a Nuclear Blast Records. La strada verso il successo gliel’ha aperta l’album “Amber Galactic” (2017), e la band è diventata sempre più popolare con ogni disco successivo: “Sometimes The World Ain’t Enough” (2018), “Aeromantic” (2020, recensione di RockLine) e “Aeromantic II” (2021, recensione di RockLine).
Nella foto: David Andersson durante il concerto dei The Night Flight Orchestra l’11. 7. 2019, nel programma del primo giorno del Bang Your Head!!! festival a Balingen, in Germania (RockLine fotoarhiv 2006-2022, tutti i diritti riservati). La recensione completa di RockLine di quella giornata del festival la trovi QUI.