Krog
Artista: Društvo mrtvih pesnikov (DMP)
Etichetta: ZKP RTV Slovenija
Uscita: 2010
Durata: 56:17
Voto: 4/5
Quello che ho in mano è un inatteso scatto in avanti nell’osare artisticamente e nel coraggio di esplorare sé stessi. Come fa una band come Društvo mrtvih pesnikov, che sulla scena rock slovena c’è da 25 anni, con un nome solido e al sicuro lì dentro e un bel numero di fan fedeli, ad agganciare il suono moderno di stampo alternativo? Possiamo dire indie rock, che pesca senza vergogna l’ispirazione dal post punk rock della seconda metà degli anni Ottanta?
Non c’è nessuna formula speciale. Servono solo voglia e slancio. Idee, motivazione. Quello che ho in mano è una grossa sorpresa per la scena slovena. Come restare fedeli alla propria base di fan, che ti conosce per certi evergreen che risuonano nelle teste dei creatori da tempo immemore, ormai triti e ritriti, e allo stesso tempo fare un passo avanti qualitativo restando competenti in quello che si fa? Anzi, di più. Chiudere col passato, lasciarselo alle spalle e imboccare l’inizio di una nuova strada. L’album si intitola “Krog”. Difficile trovare un nome più azzeccato, stavolta.
Con l’album “Krog” i DMP si sono lasciati alle spalle l’opera passata, il che significa che il cerchio si è chiuso e ne è iniziato uno nuovo. Un nuovo cerchio di apprendimento! Le 13 tracce dell’album (tre del tutto nuove, dieci riarrangiate per una nuova epoca) presentano i DMP nel 2010 come una band rinata, che con “Krog” possiamo tranquillamente collocare nell’indie rock maturo, attuale persino per il mercato “mainstream” estero, se fosse cantato in inglese. Probabilmente ora state già prendendo un bel respiro profondo, ma è proprio così.
Saper suonare e riarrangiare da zero i pezzi 25 e Rabim, in modo che diventino entrambi ascoltabili e accessibili a generazioni diverse nel 2010, e trasformarli in modo che ad ascoltarli non siano sempre e solo le stesse 100 matte della Bassa Carniola a strillare e strapparsi i capelli? La risposta la dà “Krog”. Dalle canzonette pop piatte tiri fuori la modernità alter pop sulla scia di Killers, Snow Patrol, Editors,… Un ritmo ballabile semplice, da medio a veloce, che consolidi con la programmazione e con cui porti l’atmosfera al livello di una navigazione sognante verso l’avventura. Movimenti brevi e ponderati. Leve musicali di minimalismo, per arrivare alla concisione e mettere in risalto l’essenza. Ma in una luce completamente nuova, diversa da quella a cui eravamo abituati e che ci saremmo aspettati dai DMP in base ai lavori precedenti.
Il momento di svolta, oltre al fatto che Vitezič e compagnia bramavano un cambiamento, è l’ingresso di un chitarrista eccellente e unico mago della musica come Peter Dekleva. Peter Dekleva, se non lo aveva già fatto prima, quest’anno ha confermato di essere un essere perfettamente iperattivo e un vero stakanovista della musica, visto che “Krog” è la sua terza uscita in studio dell’anno, e con la terza band (prima dei DMP ci sono stati Adam e Srečna mladina). Dekleva è quel genio creativo che sviluppa un approccio del tutto unico alla chitarra e che, arrivando in una qualsiasi band alter rock, diciamo così, può rivoltarne lo stile da cima a fondo, aggiungendo un tocco di intelletto e di alto contenuto musicale, che, come nel caso dell’album “Krog”, disegna una nuova espressione musicale sul volto dei DMP. Come detto. Questa nuova faccia non piacerà solo al pubblico standard delle ragazze urlanti della Bassa Carniola (che i DMP con “Krog” si sono lasciati alle spalle), ma anche ai buongustai viziati della musica che consumano purezza sonora e perfezione. Dekleva è versatile, con un ottimo feeling feconda ogni passaggio con ornamenti chitarristici appoggiati a una tavolozza di effetti sonori, che portano la maggior parte delle novità al suono rinato dei DMP. Peter è uno dei pochi chitarristi sloveni che dà sempre la sensazione di potersi trovare benissimo in qualsiasi acqua di genere, quando si parla di rock.
Come già detto, su “Krog” la programmazione ha avuto un ruolo importantissimo. E i tre brani nuovi? Kaviar è il pezzo più rock e a nudo dell’album, che avvicina direttamente le novità della band alla vibrazione dell’album “Saga” (2009) dei Siddharta. Personalmente lo propongo come secondo singolo da “Krog”, e il pezzo in questo punto dell’album, tra le altre cose, non nasconde il legame espressivo dei DMP con i Dan D. Il brano Pingvin, insieme a Kaviar, è un’anticipazione di cosa possiamo aspettarci in futuro dai DMP. Indie rock moderno. Da mandare in rotazione libera su MTV, a ritmo di pinguini che dondolano. Approccio semplice e conciso. Fatto di movimenti brevi ma eccitantemente carichi di significato. Nebo nad Berlinom è un esempio di ottima ballata confessionale, di ragazzi rinati in maturità (in senso artistico).
Tra il materiale più vecchio che ha vissuto una rinascita negli arrangiamenti, ideale è il brano Pod oblakom. Ottimo da ascoltare, altissima atmosfericità, un velo di nostalgia e malinconia e una compattezza melodica che ti si attacca al primo ascolto. Contorno indie rock perfetto. La band ne è stata consapevole e ha già pubblicato il pezzo come singolo (bravi!). Il primo colpo dell’album “Krog” lo serve già la magistralmente movimentata Ko prižgeš nov dan (“Simple Minds meets Coldplay”), che apre il disco. Merito anche di un esperimento vocale che si adagia benissimo nell’ossatura del pezzo. V tvojih rokah segue una vibrazione simile a Pod oblakom, ma nel nuovo vestito prepara la ragazza ancora meglio a cogliere il messaggio sottile del culmine serale nei giochini a letto, tra diabolica umida lussuria e stuzzicanti tentazioni di una fantasia rigogliosa.
Una delle metamorfosi più interessanti per la nuova era l’ha vissuta senza dubbio l’antichissima Vse reke tečejo, dal debutto in studio “Iskanje” (1993). Il brano fluttua sui sintetizzatori ed è guidato dalla voce del bassista Tomaž Kancilje, mentre la vecchia di soli tre anni Naftalin ha subito un rallentamento totale. In mezzo c’è infilata un’altra melodia sognante, Jaz grem s tabo. L’album si chiude con Ti si vse, cantata dallo Slovenski oktet, senza la partecipazione dei DMP.
Proprio sul finale dell’album c’è qualche appunto da fare. Dopo Rabim 2, il nono brano in scaletta, il disco si trascina un po’ per la somiglianza di vibrazione tra i pezzi dal 10 al 12, mentre Ti si vse, nell’esecuzione dello Slovenski oktet, è una mossa di troppo, perché si discosta al punto da starci bene solo come B-side di un qualsiasi potenziale singolo hit estratto dal disco “Krog”. Non che ci sia qualcosa che non va nei pezzi della parte finale. No. Possiamo comunque continuare a constatare con entusiasmo il grande successo nell’audacia e nel coraggio di una band pronta alla rinascita e all’inizio di una nuova storia di sviluppo artistico. Ma qui bisognava spezzare la vibrazione monotona del finale. Per esempio infilando, in mezzo alla “coda sognante dell’album”, pezzi tipo Kaviar o 25 e Rabim II (in vesti nuove) e mantenendo così la dinamica sempre alta dei primi due terzi del dischetto.
Comunque la giri, davanti a noi c’è una band nuova. Posso dire tranquillamente “DMP II.”. I ragazzi hanno attraversato la metamorfosi senza scossoni. Nel nuovo vestito si sentono a loro agio e si godono la pelle nuova dell’immagine artistica della musica d’autore. “Krog” è l’annuncio di nuove imprese creative, che attireranno anche gli ascoltatori più esigenti. I DMP sono maturati artisticamente. Per questo sarà estremamente interessante vedere cosa serviranno col prossimo album, il primo vero album in studio dopo questa rinascita di svolta, che è stata più che riuscita.
Formazione
Alan Vitezič – voce, chitarra, tastiere
Peter Dekleva – chitarra, programmazione, cori
Tomaž Koncilija – basso, voce
Marko Zajc – batteria, percussioni, cori
MUSICISTI OSPITI:
Žare Pak – programmazione, chitarra, cori
Martin Janežič (Buco) – percussioni
Maja Martina Merljak – voce (brano n. 9)
Slovenski oktet
Produzione
žare Pak & Jože Vidic (brano n. 13)
Tracklist
1. Ko prižgeš nov dan
2. Pod oblakom
3. Nebo nad Berlinom
4. V tvojih rokah
5. Tvoj svet
6. Kaviar
7. Pogum
8. 25
9. Rabm 2
10. Vse reke tečejo
11. Jaz grem s tabo
12. Naftalin
13. ti si vse