Baby Snakes

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1982
Durata: 36:13
Voto: 4/5

Leggendario compositore, chitarrista, cantante, regista e satirico americano, Frank Zappa ha messo a segno nella sua carriera ricca e quanto mai turbolenta parecchi film musicali indimenticabili, che in un modo o nell’altro continueranno a lungo a far sognare tutti gli amanti della buona musica, della perfezione musicale, della satira sociale e, non ultimo, dell’umorismo da cesso. La maggior parte dei suoi lavori da regista rientra tra i film di finzione, che oltre alla colonna sonora di Frank contengono anche scene recitate, perlopiù bizzarre, da parte dei membri della band e di veri attori, come nel caso di “Uncle Meat” (1969)” e “200 Motels” (1971), mentre gli altri sono molto più ‘innocenti’ e contengono solo riprese di quello che succedeva sul palco durante il tour in corso.

A quest’ultima categoria appartiene la compilation dal vivo “Baby Snakes”. La registrazione live, uscita originariamente in VHS, contiene tra le altre cose una scaletta che sarà sicuramente familiare a chiunque conosca il leggendario doppio album dal vivo “Zappa in New York” (1977). Non c’è da stupirsi, perché il concerto da cui sono tratte le singole esecuzioni era una delle tante date consecutive di Frank al Palladium di New York. L’esibizione immortalata su “Baby Snakes”  si è tenuta, come da copione, proprio la notte di Halloween del 1977.  Frank, ovviamente, non aveva bisogno di nessuna maschera, visto che la maschera migliore del palco era lui stesso. A dargli una grossa mano nell’intrattenere il pubblico c’era ancora una volta un’ottima band di accompagnamento.

 La formazione era quasi identica a quella di “Zappa in New York”, il che vuol dire che a far compagnia a Frank sul palco ci sono leggendari  scavezzacolli come Terry Bozzio  (batteria), Tommy Mars (tastiere) e Patrick O’Hern (basso). Tra i compagni di viaggio c’erano anche il cantante e bassista originale dei The Mothers Of Invention Roy Estrada e il leggendario  chitarrista e cantante Adrian Belew, che si sarebbe costruito la sua fama più grande nel prosieguo della carriera come membro dei colossi del prog rock britannico King Crimson. I restanti brani di “Baby Snakes” erano comparsi per la prima volta già sul disco di culto “Sheik Yerbouti” (1979).

Ogni esibizione di Frank e dei suoi compagni, anche quando non si facevano più chiamare The Mothers Of Invetion, era un vero banchetto per orecchie e occhi: uno spettacolo che sfiorava la commedia nera, la burlesque da film in bianco e nero, un reality show tra palco e pubblico, il tutto unito a un’incredibile dimostrazione di capacità musicali e di superiore sapienza tecnica da parte di alcuni dei musicisti più dotati e versatili della storia del rock. Ma a tenere insieme tutto, a dirigere e a dettare legge c’era sempre lui, il carismatico compositore, chitarrista e cantante, che non si lasciava sfuggire un’occasione per mettere il pubblico in imbarazzo con qualche sketch improvvisato, buttato lì tra un pezzo e l’altro. L’umorismo è sempre stato una parte obbligata dello show di Zappa e “Baby Snakes” si vanta di contenere alcune delle trovate più spiritose di tutta la carriera di Frank.

Il dialogo d’apertura tra Adrian Belew e il suo datore di lavoro, “Intro Rap”, che con il rap non c’entra niente (anche se Frank nella sua carriera, per la precisione sull’album “Broadway the Hardway” del 1988, si è divertito pure con questo genere ‘musicale’), è un esempio brillante di parodia a proprie spese. Segue il passaggio alla satira pop rock di “Baby Snakes”, dove le armonie vocali in falsetto, distese su un riff duro e rockettaro, danno sempre il ritmo giusto allo scherzo. Gli intenditori di umorismo da cesso capiranno al volo dove va a parare la metafora dei “serpentelli”. Poi arriva la jam “Titties ‘n’ Beer”, che anche dopo tanti anni ha ancora il meraviglioso potere di far ridere l’ascoltatore fino alle lacrime, e il “colpevole” è l’indimenticabile, succosissimo dialogo tra Terry Bozzio nei panni di un diavolo arrogante e un Frank ancora più arrogante nel ruolo dello sfidante. Come sempre in questo sketch, alla fine Frank porta il ‘diavolo’ sull’orlo della rabbia e in un imbarazzo tremendo con le sue ‘modeste’ richieste in cambio dell’anima.  Ovviamente non manca nemmeno la jam “Punky’s Whips”, un altro classico di “Zappa in New York”, dove Frank mette in guardia dalle gravi conseguenze del mancato (ovviamente immaginario) amore di Bozzio per il chitarrista del gruppo glam rock Angel. Il dialogo è di nuovo recitato alla grande e si incastra a pennello in un accompagnamento musicale scherzoso, ma intelligente e dalla struttura complessa.

L’atmosfera burlesque viene ulteriormente rinfocolata dai classici di “Sheik Yerbouti” “Jones Crusher” e “Disco Boy”, satira delle mode disco di fine anni Settanta, mentre la sorpresa più grande dell’intera registrazione è un’ottima versione del classico di “Over-Nite Senzation” (1973) “Dinah Moe Humm”. Una vera delizia per le orecchie è anche l’eccellente esecuzione dell’assolo di batteria difficilissimo intitolato “Black Page #2”, su cui più di un batterista di Frank, Bozzio compreso, ‘si è rotto i denti’. Solo Vinnie Colaiuta è stato capace di suonare questo geniale parto di Frank a occhi bendati, mentre mangiava il curry.

“Baby Snakes” cattura alla perfezione l’essenza della band di accompagnamento di Frank nel 1977, guidata dall’incorreggibile “diavolo” della batteria Terry Bozzio. Per questo il disco entusiasmerà innanzitutto tutti gli estimatori del leggendario batterista, che in quel periodo era senza dubbio il pupillo di Frank tra i compagni di banda e la forza trainante di qualsiasi follia, sul palco e dietro le quinte, con il sostegno della moglie Dale Bozzio, ex coniglietta di Playboy e musicista a tempo perso.

Frank e Terry sono senza dubbio le due star dell’intero album, ma le loro imprese sul palco non mettono affatto in ombra gli altri musicisti, che nella registrazione lasciano la loro inconfondibile impronta strumentale. L’unico neo di “Baby Snakes” è che in realtà non contiene niente di nuovo: a parte “Intro Rap”, nessun brano mai sentito prima, il che per le abituali maniere creative di Frank, che a ogni uscita presentava qualcosa di nuovo, è piuttosto insolito. In fin dei conti si tratta ‘solo’ di una compilation dal vivo, che alla fine è un compagno più che dignitoso del DVD di “Baby Snakes”, il quale contiene un numero di esecuzioni tre volte maggiore.

Formazione

Frank Zappa – chitarra, voce
Terry Bozzio – batteria, percussioni, voce
Adrian Belew – chitarra, voce
Roy Estrada – voce
Ed Mann – percussioni
Patrick O’Hearn – basso
Tommy Mars – tastiere, voce
Peter Wolf – tastiere

Produzione

Frank Zappa

Tracklist

1. Intro Rap (0:37)
2. Baby Snakes (1:45)
3. Titties ‘n’ Beer (6:13)
4. The Black Page #2 (2:51)
5. Jones Crusher (2:54)
6. Disco Boy (3:51)
7. Dinah-Moe Humm (6:37)
8. Punky’s Whips (11:29)

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