La magia dei Toto a Verona (2011)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Peter Podbrežnik

Luogo: Castello Scaligero / Villafranca (Verona) / Italia
Data del concerto: 16.07.2011
Numero di spettatori: 10
Prezzo del biglietto: 36,00€

Villafranca è una cittadina italiana idilliaca e un po’ addormentata, a due passi da Verona, che può vantare un passato pittoresco e qualche gioiello architettonico niente male. Tra questi, con le sue possenti mura, spicca senza dubbio il castello Scaligero, diventato in epoca moderna il palcoscenico principale di tutti i grandi eventi live. Non sorprende più di tanto che l’aura mistica che avvolge queste mura, con un’area enorme pensata per accogliere la folla più larga possibile, abbia convinto la leggendaria band americana di rock melodico (definizione parecchio semplificata del loro stile) Toto a scegliere questo posto per registrare un DVD dal vivo. Dovrebbe uscire verso la fine dell’anno.

Dopo la reunion del 2010, i Toto girano con una formazione davvero interessante che, oltre ai membri originali, il chitarrista Steve Lukather e i tastieristi David Paich e Steve Porcaro, comprende il batterista Simon Phillips, il cantante Joseph Williams e, come ospite speciale, Nathan East al basso. Sul palco ci sono anche due voci di supporto, Jenny Douglas e Mabyuto Carpenter. Lo storico bassista Mike Porcaro, che la band ha ricordato più volte durante il concerto mandandogli tanti auguri, purtroppo non ha potuto partecipare al tour a causa di una grave e subdola malattia.

Mentre aspettavamo l’inizio del concerto, le nuvole cariche di pioggia sopra le nostre teste hanno minacciato più volte di rovinare il buonumore e l’atmosfera magica che si respirava nell’aria. E anche se più tardi, durante lo show, ha iniziato a piovere un paio di volte, come se fosse fatto apposta, nel giro di qualche minuto smetteva di nuovo, così nemmeno gli acquazzoni estivi sono riusciti a guastare la splendida serata con la leggendaria band, in grandissima forma. A contribuire c’era sicuramente anche il fatto che avessero intenzione di immortalare la serata su DVD. I Toto sono saliti sul palco con la drammatica strumentale “Child’s Anthem”, accolta nel modo più pomposo possibile, e hanno così scatenato subito un entusiasmo senza freni, perché ogni brano del loro leggendario album omonimo d’esordio ancora oggi ottiene una reazione pazzesca.

Il ritorno di Joseph Willaims, che nella band ha sostituito ancora una volta lo stanco Bobby Kimball, ormai chiaramente in calo vocale, ha offerto l’occasione perfetta per dare di nuovo più spazio, nei concerti di questo tour, ai pezzi dei due album in cui  Willaims ha lasciato il suo marchio vocale, cioè “Fahrenheit” (1986) e “The Seventh One” (1988).

Già con l’opener “Till the End”, il carismatico cantante, figlio del leggendario compositore di colonne sonore John Willaims, salito sul palco con occhiali da sole, un lungo cappotto e una sciarpa che quasi toccava terra, ci ha convinti che le sue corde vocali dopo tutti questi anni gli obbediscono ancora benissimo, anche se ha preferito evitare le note più alte, che da giovane raggiungeva senza sforzo, lasciandole volentieri ai due vocalist ospiti. Oltre a Lukather, Paich e Porcaro, a dargli una mano nei cori c’erano l’ottima Jenny Douglas, che i fan ricordano soprattutto per il suo contributo all’album “Tambu” (1995), e Mabyuto Carpenter, che hanno preso più volte l’iniziativa con delle parti soliste. Con il loro approccio vocale, i due hanno dato il meglio nei brani con più elementi funk, soul, jazz e r’n’b.

Ovviamente non ci è voluto molto prima che si ricordassero del loro album più famoso, “Toto IV” (1982), da cui hanno suonato per cominciare “Afraid Of Love” e “Lovers in The Night”, che non sono proprio tra i classici più noti di quel disco indimenticabile e pluripremiato, ma hanno comunque scatenato un’ovazione da stadio. Nel loro tipico stile sonoro perfezionista, i Toto hanno praticamente chiuso ogni pezzo allungandolo con qualche inserto strumentale solista o una jam di gruppo, una cosa che da sempre è uno dei grandi punti di forza dei loro concerti.

In tanti ci siamo emozionati un sacco per l’indimenticabile ballad di “Fahrenheit” “Somewhere Tonight”, suonata sulle ali della voce di Williams con un trasporto speciale e arricchita verso la fine da una breve jam reggae con due interpretazioni interessanti di classici di Bob Marley, “No Woman No Cry” e “I Shot the Sheriff”. Durante il suo breve assolo Simon Phillips ha confermato il suo status di uno dei migliori batteristi rock di tutti i tempi e a fine performance ci ha lasciati a bocca aperta. L’eccellente power ballad “Pamela”, il pezzo più noto di “The Seventh One”, ha ricevuto come previsto un’accoglienza calorosissima. Una scelta un po’ più a sorpresa è stata la ballad di “Fahrenheit” “Lea”, che per tutte le anime romantiche tra il pubblico è stata uno dei momenti più intimi della serata. In uno show dominato dai classici dei Toto anni Ottanta, spiccava come un corpo estraneo l’ottima “Gift of Faith” da “Tambu”, che la Douglas ha insaporito ancora con le sue straordinarie acrobazie vocali. È seguita una scenografica extravaganza di tastiere tra i due maestri dei tasti, Paich e Porcaro, che con le loro mosse da lasciare di stucco su piano elettrico e sintetizzatori non hanno lasciato indifferente nessuno tra il pubblico.

Il momento centrale, quello più atteso dalla maggior parte dei presenti, è arrivato con “Africa”, il classico più amato e conosciuto dei Toto, che non ha certo bisogno di presentazioni. David Paich, che anche stavolta non è rimasto senza il suo immancabile cilindro, ha preso con sicurezza la voce principale. Hanno allungato l’immortale classico in modo interessante, aggiungendoci una serie di decorazioni fusion. E alla magia e all’effetto del ritornello principale ha dato una mano anche un improvviso acquazzone. Tra le esecuzioni curiose della serata c’è stata anche “Human Nature”, hit di Michael Jackson dall’album “Thriller” (1982), scritta per lui da Steve Porcaro e John Bettis. Neanche il prossimo grande successo da “Toto IV” si è fatto attendere a lungo. “Rosanna”, dove per un attimo la voce principale è passata a Steve Lukather, con il suo ritornello senza tempo ha di nuovo conquistato senza fatica grandi e piccoli. Lukather, quella sera, suonava la chitarra con una lucidità incredibile e in perfetta sintonia con i compagni di strumenti. Neanche una volta si è lasciato portare troppo lontano in qualche assolo improvvisato tirato per le lunghe. I suoi problemi con l’alcol, a quanto pare, ormai sono acqua passata.

Un dolcetto speciale per tutti gli amanti della musica eclettica è stata la prelibatezza funk-jazz “Georgy Porgy”, in cui a farci impazzire di più è stata la Douglas con le sue acrobazie vocali dal sapore soul. Qui è arrivato anche il momento del mago del basso Nathan East, che ha lasciato tutti i presenti a bocca aperta con il suo assolo. Il culmine della serata, per molti di noi, è stata l’esecuzione dell’epica “Home of the Brave”, allungata ancora con un inserto jam finale. 

Nel bis è arrivata, come previsto, “Hold the Line”, l’unico grande successo che mancava nella parte regolare dello show. Qui ai membri della band si è unito al basso anche Sam Porcaro, figlio dell’assente per malattia Mike Porcaro, che si è inserito bene nella jam finale e con la sua performance ha confermato di essere un altro rappresentante della prossima generazione di musicisti di talento. Il concerto dei Toto a Villafranca, come previsto, è stato fenomenale. Siamo stati testimoni di una magia live totale, che possono creare solo maestri del perfezionismo sonoro e della finezza strumentale come i membri dei Toto. Le circa diecimila persone che quella sera hanno riempito i bordi delle mura del castello sono la bella prova che ancora oggi, nonostante da tempo non abbiano più un grande successo commerciale, riempiono i loro concerti, per lo più sold out, come niente.

foto: Dušan Sajovic

Scaletta

1. Child’s Anthem 2. Till the End 3. Afraid Of Love 4. Lovers In The Night 5. Somewhere Tonight 6. Pamela 7. Lea 8. Gift of Faith 9. Keyboard Extravaganza (solo) 10. Africa 11. Human Nature 12. Rosanna 13. Georgy Porgy 14. Stop Loving You 15. Home Of The Brave —bis— 16. Hold the Line

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