La resurrezione di Jimi Hendrix alla Cvetličarna (2011)

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Luogo: Cvetličarna MediaPark / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 12.11.2011
Numero di spettatori: 850
Prezzo del biglietto: 17.00€ (prevendita) / 19,00€ (la sera del concerto)

Un sabato pomeriggio grigio e noioso si è chiuso con una decisione al volo: andare al concerto degli Are you experienced?, tribute band del leggendario Jimi Hendrix. Purtroppo la grande leggenda non potremo vederla dal vivo mai più, quindi perché non farci un giro a vedere la cosa più vicina che l’Europa possa offrire, visto che passa pure da Lubiana? E così siamo andati.

L’arrivo davanti alla Cvetličarna poco prima delle otto e mezza di sera non prometteva granché, almeno per quanto riguarda l’affluenza.  Qualche anima solitaria fumava davanti all’edificio e, una volta entrati, il colpo d’occhio non era per niente più incoraggiante. Qualche fan tra i più scatenati si era già prenotato il posto in prima fila sotto il palco, ma per il resto la sala era un vuoto desolante. Mentre ci sorseggiavamo una birra, abbiamo visto la sala riempirsi lentamente fino a ottenere una folla più che decente, e dopo una mezz’oretta era chiaro che sul fronte presenze il concerto non sarebbe stato un disastro. Mi faceva anche piacere il fatto che finalmente, per una volta, fosse un concerto in cui l’età media del pubblico si avvicinava alla mia vera età e non avrei fatto di nuovo la figura del punto esclamativo invecchiato che spunta da una massa di teenager.

Man mano che il pubblico si infittiva, in sala si infittiva anche la nebbia artificiale. Okay, so che negli anni ’60 si fumava dappertutto a tutto spiano e le cortine di fumo non erano niente di strano, ma davvero non capisco cosa volessero ottenere alla Cvetka con una concentrazione di nebbia del genere. In ogni caso, per la mia povera macchina fotografica in fin di vita, che proprio a questo concerto ha cominciato a esalare l’ultimo respiro, era un pessimo presagio, e il fumo non le ha fatto per niente bene. Comunque, le luci del palco hanno fatto in modo che, nonostante la cortina fitta, riuscissimo a vedere il palco. Poco prima delle dieci la musica della DJ si è spenta e sul palco sono entrati gli Are you experienced? La somiglianza del frontman John Campbell con Hendrix è evidente e non può nascondere di essere lui stesso un grande fan di Jimi. Guida la tribute band da più di 12 anni e con lei gira tutta l’Europa in tour, rievocando uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. Campbell stesso ha affinato la sua tecnica con parecchie band britanniche. Con il suo modo di suonare non ha lasciato indifferente nessuno in sala, e lo hanno seguito in modo corretto Mark Arnold al basso e il batterista Kevin O’Grady. La compagnia sul palco ci ha riportati nostalgicamente negli anni Sessanta con hit come Are you experienced?, Come on, Fire, Manic depression, The wind cries Mary, Bleeding hearts, Red house,… Dopo una buona oretta di concerto si sono concessi una pausa di 20 minuti. Quando sono tornati, abbiamo sentito subito ancora più energia, sia da parte della band che da sotto il palco.

Questa volta Campbell ha coinvolto nel canto anche il pubblico, e così tutti insieme abbiamo urlato a squarciagola How do you feel? mentre suonavano il vecchio classico di Bob Dylan Like a rolling stone. Durante Foxy Lady Campbell ha invitato sul palco delle ragazze slovene dal pubblico, che interpretassero le Foxy Ladies. Qui all’inizio è venuta fuori la tipica timidezza slovena: ci sono volute parecchie suppliche e insistenze prima che la prima ragazza si facesse finalmente vedere sul palco. Rotto il ghiaccio, il resto è andato molto più liscio e a Campbell, ancora prima che iniziasse a cantare, si sono unite sul palco quasi 10 ragazze, che hanno portato a termine con sicurezza il compito di scaltre volpine. Ovviamente la band non ha dimenticato di eseguire una splendida Woodoo child, e per finire abbiamo cantato di nuovo tutti insieme Wild thing, la leggendaria hit dei Troggs.

Campbell, con il suo look tipicamente hendrixiano — pantaloni di velluto blu scampanati, giacca bianca con le frange e fascia colorata sulla fronte — ha sicuramente riportato in vita il ricordo della leggenda del blues. E con la chitarra mancina suonata al contrario, su cui ha sfoderato ogni sorta di acrobazia, dal suonare con la lingua al suonare dietro la testa, mentre scorrazzava per il palco avanti e indietro, ha davvero fatto rivivere di nuovo il ricordo di Jimi Hendrix. Noi del pubblico siamo stati sicuramente contenti di questa esperienza rivissuta, anche se è vero che di Jimi Hendrix ce n’è sempre stato e sempre ce ne sarà uno solo.

fotografie: Greg Žagar

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