Last Autumn’s Dream

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Jade Warrior
Etichetta: Repertoire Records
Uscita: 1972
Durata: 37:51
Voto: 4.5/5

“Last Autumn’s Dream” è stato il terzo album dei leggendari rocker progressive Jade Warrior, una band che è sempre stata difficilissima da incasellare in un qualsiasi (sotto)genere specifico. Nei primi anni si sono fatti notare soprattutto per un mix tutto loro di prog rock a tinte ambient, caratterizzato da una fusione di world music, sinfonico, folk, rock classico e, ogni tanto, pure jazz. I Jade Warrior hanno sperimentato con elementi di world music ancora prima che diventasse un grande trend a metà anni Settanta, quindi in questo campo si possono considerare a pieno titolo dei pionieri. A differenza della maggior parte degli altri gruppi progressive rock, arrivati quando il prog era ormai diventato “in” (intorno al 1971) e quindi saliti in ritardo sul primo treno dei pionieri del genere (1966-1970), loro hanno sempre coltivato un approccio sonoro del tutto personale e non sono mai andati a cercare ispirazione dai connazionali più affermati.

Va detto che “Last Autumn’s Dream” è stato l’ultimo album regolare dei Jade Warrior con il batterista Allan Price. Con la sua uscita di scena la batteria sparisce praticamente del tutto dal loro linguaggio sonoro e come base ritmica restano solo le percussioni (a parte qualche sporadica collaborazione con musicisti ospiti). Allo stesso tempo, è stato anche l’ultimo lavoro in studio regolare per il bassista, chitarrista acustico e cantante Glyn Havard, che insieme a Price e agli altri due ha partecipato attivamente alla scrittura dei brani di “Last Autumn’s Dream”.  Fino al suo ritorno quasi miracoloso, 26 anni dopo, con l’album “Now” (2008), i Jade Warrior hanno funzionato come band strumentale formata dal duo Jon Field-Tony Duhig. Ho scritto ‘regolare’ perché la formazione classica a quattro, poco prima dello scioglimento nello stesso anno (1973), aveva registrato altri due album, “Eclipse” e “Fifth Element”. Entrambi, per le complicazioni della casa discografica Islands, responsabile anche della trasformazione del gruppo in un duo strumentale votato all’ambient e alla fusione creativa di world music, sono usciti ufficialmente solo nel 1998.

Come i due lavori precedenti dei Jade Warrior, anche “Last Autumn’s Dream” sfoggia un’offerta più eclettica che mai di composizioni complesse e creative, che superano con inventiva i confini di genere. La ballata melodica e pastorale “A Winter’s Tale”, dove brilla soprattutto la voce introspettiva di Havard adagiata su una delicata melodia di chitarra acustica, ci regala uno sguardo sul lato più sottile della band, che per l’atmosfera della maggior parte delle sue opere si è spesso distinta per un’energia positiva senza freni.

“Snake” porta un contrasto efficace, perché all’improvviso ci troviamo davanti a un hard rock quasi puro, dominato da affilati fraseggi di chitarra blues firmati Tony Duhig. Le ‘illusioni’ hard rock finiscono quando entrano gli intermezzi di flauto di Field, mentre il drumming finale ci porta del tutto in acque jazz. “Dark River” è il prototipo perfetto dello strumentale introspettivo dei Jade Warrior su base world music (stavolta da qualche parte dell’Estremo Oriente), come quelli che dominavano più o meno tutti i loro lavori successivi a orientamento strumentale. L’atmosfera tesa e misteriosa, creata dal sottile ‘pizzicare’ le corde della chitarra acustica con un flauto nervoso sullo sfondo, fa presagire l’arrivo di un temporale. L’ottimo accompagnamento delle ‘percussioni sciamaniche’, elemento irrinunciabile della world music, approfondisce ancora di più il clima drammatico.

“Joanne” è un altro pezzo più duro, salato di hard rock vero, con un fraseggio di chitarra blues assonnato, che diventerà del tutto atipico per i loro lavori futuri. Per i normali standard di questa band di culto non è niente di speciale, ma resta comunque una bella prova del fatto che, in una dimensione alternativa, i Jade Warrior avrebbero potuto diventare anche una hard rock band valida e convincente. “Obedience” è un intreccio movimentato di percussioni tradizionali e passaggi di chitarra ringhianti, il cui risultato finale è un’atmosfera dai colori orientali, quasi solenne. “Morning Hymn”, ricarica ambient di energia positiva, contiene una splendida melodia sognante di chitarra acustica e flauto, mentre il canto incredibilmente sentito di Havard, almeno sul versante introspettivo, qui è forse addirittura il migliore della sua carriera nei Jade Warrior.

Nell’eclettico “May Queen”, oltre alla world music, si gioca anche con elementi di sinfonico e funk, e l’atmosfera sconfina in un ritmo quasi caraibico. L’esperimento funk “Demon Trucker”, dove a dare un ritmo giocoso, quasi ballabile, ci pensano i campanacci, è forse addirittura il brano più commerciale della loro carriera. Con un breve assolo di chitarra ci ha lasciato il suo segno anche il fratello minore di Tony, David Duhig. La delizia ambient “Lady of the Lake”, dove una melodia pastorale di chitarra acustica e le particolari linee di chitarra elettrica di Duhig si incrociano con sottigliezza, è un bell’esempio della magia originaria dei Jade Warrior. Lo strumentale conclusivo, “Borne on to the Solar Wind”, con la sua atmosfera orientale romantico-ipnotica, dove le armonie di chitarra sfiorano addirittura il koto, tradizionale strumento giapponese a corde, offre un bel assaggio del futuro della band

“Last Autumn’s Dream” rappresenta il culmine dei primi Jade Warrior, quando il loro linguaggio sonoro poggiava in egual misura sul rock e sull’ambient, e quest’ultimo non aveva ancora preso il sopravvento. L’album ha ricevuto da pubblico e critica dell’epoca un’accoglienza sorprendentemente buona, in particolare i brani “A Winter’s Tale” e “Demon Trucker” (usciti entrambi come singoli), e per questo dal punto di vista commerciale è considerato il loro maggior successo. Ma è anche il punto più lontano a cui si sono spinti nella ricerca di simpatie di massa, perché presto è arrivato un cambio di stile piuttosto drastico, con cui si sono alienati del tutto i rocker più fedeli, ma in compenso hanno conquistato ancora di più chi ha gusti musicali ad ampio spettro. Il loro basso profilo commerciale ha purtroppo fatto sì che una delle band progressive rock più originali degli anni Settanta oggi venga spesso trascurata, ma in compenso così ha conservato intatta la propria autonomia artistica.

Formazione

Tony Duhig – chitarra elettrica
Jon Field – flauto, pianoforte, percussioni, chitarra acustica
Glyn Havard – voce, basso, chitarra acustica
Allan Price – batteria

MUSICISTA OSPITE:
David Duhig – chitarra (1 e 8)

Produzione

Jade Warrior

Tracklist

1. A Winter’s tale (5:11)
2. Snake (3:02)
3. Dark river (6:33)
4. Joanne (2:53)
5. Obediance (3:19)
6. Morning hymn (3:36)
7. May queen (5:22)
8. The demon trucker (2:34)
9. Lady of the lake (3:17)
10. Borne on to the solar wind (3:02)

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