Layla And Other Assorted Love Songs
Artista: Derek And The Dominos
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1970
Eric Clapton, all’inizio degli anni Settanta, si ritrova di nuovo a un bivio. Gli anni passati a suonare nei supergruppi erano diventati alla fine un peso insostenibile, di cui però Eric si libera in grande stile. Contro ogni aspettativa, Layla And Other Assorted Love Songs oggi è considerato uno dei vertici della carriera del maestro, nonché uno dei migliori dischi rock di tutti i tempi. Se c’è una cosa che Layla non è riuscito a ottenere, è proprio il tanto desiderato passo indietro di Eric dai riflettori, e questo la dice lunga sulle sue incredibili doti di autore. Una dimostrazione migliore di questa, da Layla, non la avrete.
Per capire la situazione che si era creata bisogna conoscere i motivi principali di quella che potremmo chiamare una svolta radicale di Eric nel modo di fare musica. Mentre per il chitarrista il blues resta sempre il più grande amore, ai suoi occhi, come per la maggior parte degli altri grandi maestri, cominciano a contare di più le composizioni semplici, nel segno della filosofia della nota sola. Clapton, stufo delle lunghe esibizioni improvvisate in mostra di bravura, stavolta si affida soprattutto a una melodia forte. Tutti gli altri elementi musicali che nei giorni dei celebri Cream e Blind Faith lo avevano reso immortale passano stavolta in secondo piano.
Parlando di melodia, penso soprattutto a brani dalla costruzione semplice come I Looked Away. Una creatura di Eric Clapton poco tipica per molti, che trasuda semplicità, senza la minima traccia di virtuosismi solisti complicati. Tutto quello che è “rimasto” del vecchio Clapton è il suo inconfondibile suono di chitarra vibrato. Il forte affidamento sull’interpretazione vocale, di cui brani impostati così hanno ovviamente un bisogno assoluto, mostra un lato nuovo, fino ad allora sconosciuto, dell’espressività musicale di Eric. La sua interpretazione è intrisa di una retorica malinconica, sostenuta con forza da un modo di suonare la chitarra magistrale e sorprendentemente colorato. Sulla stessa strada vanno Anyday e Keep On Growing, dove la vera potenza dei Derek And The Dominos riceve una spinta in più dai maestosi inserti di slide di Duane Allman. Sarebbe comunque ingiustissimo attribuire la maggior parte dei meriti alla presenza di Allman, ma resta il fatto che la sua presenza ha una bella fetta di responsabilità nella creazione del fenomenale suono di Clapton. Energia e melodia legano Tell The Truth e Why Does Love Got To Be So Sad, che con la loro atmosfera da alta quota regalano una marea di duelli di chitarra pazzeschi.
Certo, è difficile immaginare un qualsiasi album di Clapton senza il blues. A differenza delle composizioni intricate, e per molti di conseguenza meno accessibili, dei giorni passati, ora il blues si presenta in una forma più delicata, forse anche per questo più malinconica. Disperazione e malinconia si specchiano adesso nel modo cauto di posare gli accordi di chitarra, accompagnati dal misterioso suono dell’hammond. Ci avviciniamo di più ai vecchi approcci più duri con Have You Ever Loved A Woman di Billy Miles, mentre uno dei momenti migliori del disco è la splendida Bell Bottom Blues. Da qualche parte nel mezzo c’è Key To The Highway, tipico blues di base che accontenterà gli amanti degli assoli lunghi e dei suoni di chitarra taglienti e in primo piano, conditi a dovere dall’irripetibile intreccio chitarristico tra Eric e Allman. Pura fantasia blues!
Clapton rende omaggio al suo grande amico Hendrix con Little Wing. Una cover eccellente, con un fantasioso duetto vocale tra Clapton e Whitlock che, insieme al solito suonare di Eric carico di emozione, vi lascerà di sicuro a bocca aperta, in muta ammirazione. Nonostante tutti questi complimenti, però, è davvero difficile trovare qualcosa all’altezza di Layla. Oggi con ogni probabilità la creazione più riconoscibile di Clapton, frutto del suo grande amore per Pattie Boyd, è un risultato degno di ammirazione, energia pura in cui Clapton versa definitivamente tutte le sue emozioni. La follia di un caos emotivo totale, rafforzato dallo slide mozzafiato di Allman, alla fine si fonde, in tutta la sua perfezione, nella celebre coda di pianoforte, che con la sua pace chiude uno dei momenti più splendenti della carriera di Clapton.
Formazione
Eric Clapton: voce/chitarra
Bobby Whitlock: hammond/pianoforte/voce
Jim Gordon: batteria, pianoforte
Carl Radle: basso
Duane Allman: chitarra
Produzione
Tom Dowd
Tracklist
1.I Looked Away
2.Bell Bottom Blues
3.Keep On Groving
4.Nobody Knows You When You’re Down And Out
5.I Am Yours
6.Anyday
7.Key To The Highway
8.Tell The Truth
9.Why Does Love Got To Be So Sad?
10.Have You Ever Loved A Woman
11.Little Wing
12.It’s Too Late
13.Layla
14.Thorn Tree In The Garden
Durata dell’album: 77.03