Le leggende croate stregano la dvorana Golovec di Celje (2012)
Luogo: Celje / Športna dvorana Golovec / Slovenia
Data del concerto: 31.03.2012
Numero di spettatori: 3000
Prezzo del biglietto: 20,00€
L’ultimo giorno di marzo ha lasciato il posto alla sera ed era ora di mettersi in marcia verso Celje. Il parcheggio piuttosto pieno davanti alla dvorana Golovec faceva già intuire, prima ancora di entrare, un’affluenza solida e una gran festa per quella notte. E come si può passare meglio la sera del proprio compleanno se non a un concerto nostalgico della band che ascoltavo e andavo a vedere con tanto piacere già nei miei teneri anni da teenager – i Parni Valjak.
Le leggende croate non hanno bisogno di presentazioni dettagliate. Con una pausa di 4 anni nel mezzo, sono attive sulla scena musicale da più di 30 anni e con la loro musica e i loro live continuano a entusiasmare giovani e giovani dentro. Ai loro concerti arrivano sia gli adolescenti sia le generazioni più mature, così la band resta sempre attuale.
All’ingresso il palasport era ancora abbastanza vuoto, ma si è riempito in fretta e per bene, e prometteva una vera festa. Alle otto e venti dalle casse sono esplosi i primi suoni dell’intro. Il pubblico ha accolto a gran voce i membri della band, che sono sfilati sul palco a poco a poco, uno dopo l’altro. Hanno preso i loro strumenti e la sala si è riempita delle note della prima ballad – Stranica dnevnika. Suoni vellutati, arrivati da ogni angolo del palco, che hanno accarezzato il pubblico e se lo sono portati via. La gente sugli spalti si è alzata in piedi, unendosi al coro a squarciagola e al mare di braccia ondeggianti in aria. E si è andati avanti con i vecchi successi, quelli che probabilmente sapevamo a memoria tutti, nessuno escluso. Dopo l’apertura con i pezzi storici è arrivato il blocco dedicato all’ultimo album, uscito nel 2011 – Stvarno nestvarno. Per cominciare hanno proposto la ballad Kralj iluzija, poi Nakon svih godina e la title track dell’ultimo CD – Stvarno nestvarno. Anche i pezzi più recenti non hanno lasciato il pubblico indifferente, e si è visto che una bella fetta di noi conosce anche i nuovi brani di questo ottimo album. Hanno continuato con la divertente Ljubav je droga e con la più briosa Svijet je danas lud. Dopo questo blocco i Parni Valjak sono tornati ai vecchi successi. La band ha creato nella sala un’esperienza particolare, difficile da descrivere. Il pubblico si sentiva parte del gruppo. In pratica era il loro backing vocal. Aki ha fatto in modo che alla fine di quasi ogni canzone cantassimo insieme ancora una volta il ritornello, mentre gli altri membri preparavano gli strumenti per il pezzo successivo. Il momento più rumoroso della serata è arrivato con Jesen u meni, dove il pubblico ha letteralmente coperto la voce del cantante. Poi una piacevole sorpresa – un blocco acustico di tre brani. Ovviamente questo non vuol dire che l’atmosfera in sala si sia calmata, anzi – il pubblico si è lasciato andare a dondolare sui ritmi delicati delle chitarre acustiche, aiutando comunque Aki con la voce, visto che sulle note più alte la sua aveva già un po’ ceduto agli sforzi di una lunga carriera. Nonostante gli anni che non sono più proprio verdi, il frontman saltellava allegro da una parte all’altra del palco, ballava, incitava il pubblico a partecipare, a battere le mani a tempo – quanto a energia sul palco, tutta la band potrebbe fare da esempio a parecchi gruppi sloveni.
Al blocco acustico sono seguiti di nuovo 2 pezzi dell’ultimo CD, poi la band è tornata ai vecchi successi. La parte regolare del concerto si è chiusa con l’invito ai concerti di Maribor e Portorose e con il brano Ugasi me.
Subito dopo l’ultima canzone, nonostante più di due ore passate a cantare insieme, il pubblico ha cominciato a protestare a gran voce contro la fine della serata e a chiamare la band sul palco, e nella sala si è sentito un vero terremoto, perché la gente si faceva sentire anche pestando i piedi per terra, e così le leggende sono tornate presto sul palco. Hanno ringraziato il pubblico, hanno detto che tornano sempre volentieri in Slovenia e hanno servito ai presenti l’immancabile chiusura con U prolazu e l’insostituibile Sve još miriše na nju. Dopo due ore e mezza abbondanti e una scorpacciata incredibile di 29 brani i membri della band ci hanno salutato, e noi ce ne siamo tornati a casa soddisfatti.
Uno show da applausi sotto ogni punto di vista, con i maestri croati della musica e della scena. Dosato alla perfezione: vecchi successi e pezzi più recenti, ballad e canzoni più scatenate. Un gruppo di fenomeni ai propri strumenti, completato sullo sfondo da una cinquina di ospiti ai fiati e agli ottoni. Insomma, una band che vale la pena di vedere dal vivo più e più volte. La prossima occasione è già a fine giugno a Portorose.
Scaletta
1. Stranica dnevnika
2. Zastave
3. Pokreni se
4. Zagreb ima isti pozivni
5. Ajde igraj
6. Nemirno more
7. Kralj iluzija
8. Nakon svih godina
9. Stvarno nestvarno
10. Ljubav je droga
11. Svijet je danas lud
12. Mir na jastuku
13. Dok si pored mene
14. Pusti nek traje
15. Jesen u meni
16. Prokleta nedelja
17. Dok je tebe
18. Ljubavna
19. Istina
20. Aleluja (Ja još vjerujem u nas)
21. Dođi
22. Molitva
23. Uhvati ritam
24. Sunčanom stranom
25. U ljubav vjerujem
26. Lutka za bal
27. Ugasi me
—bis—
28. U prolazu
29. Sve još miriše na nju
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