Lene kosti ce l’hanno fatta: ecco il debutto in studio (2010)
Luogo: Nove Jarše / Lubiana / Slovenia
Data dell’intervista: 24.04.2010
Il ritorno dei Lene kosti ha dato una bella scossa alla scena metal slovena. E sembra proprio che i Lene kosti stiano sbocciando a pieno solo adesso. Dopo tanti anni, segnati anche da parecchi ricordi amari, per i leggendari metallari di Lubiana i tempi si sono finalmente schiariti. Così la band, il 05.03.2010, ha finalmente sfornato il suo debutto ufficiale in studio, intitolato “Do Or Die”. Il titolo da solo incarna lo spirito di sfida della band ed è un manifesto di insubordinazione.
RockLine segue la nuova marcia dei patriarchi riattivati della Bibbia del metal sloveno fin dal giorno della reunion, avvenuta nell’ottobre 2008. L’ultima volta ci eravamo seduti col carismatico cantante e prima icona dei Lene kosti, Milan “Dr. Evil” Krušič, a Nove Jarše un anno fa. E proprio quest’ultimo anno ha regalato alla band il raccolto più abbondante.
RockLine: E finalmente è qui! Il primo vero album in studio ufficiale dei Lene kosti, “Do Or Die”. Dopo anni e anni di attesa, alla fine è saltato fuori.
Dr. Evil: Se solo penso a quanti casini abbiamo avuto, ah, ah, ah… Soprattutto nei giorni della registrazione. Già il primo giorno Miha (Miha Nedoh, nota di chi scrive) mi chiama in preda al panico, chiedendosi come avremmo fatto a portare la batteria in studio. E il giorno dopo era già seduto sullo sgabello a registrare le parti di batteria. Miha ci ha sorpresi tutti, una volta tanto. Per la batteria gli sono bastati due giorni. Dopo, certo, ha rotto un po’ le scatole dicendo che voleva ritoccare ancora qualcosa, ma non gliel’abbiamo permesso. Poi è toccato ai due chitarristi, al bassista e alla fine è toccata la stessa sorte anche a me, che dovevo cinguettare la mia parte. L’ho fatto in due giorni. All’inizio ero un po’ scettico su come me la sarei cavata in studio, ma non c’è stato nessun problema. In studio ci hanno dato una mano anche Domen Justin D.Y.Z. alla chitarra in The Sting e Inez Osina dei Brezno nel duetto vocale di Blind In Love. Entrambi hanno messo la loro voce anche in alcuni cori dell’album.
RockLine: D.Y.Z.?
Dr. Evil: Sì. D.Y.Z. si è offerto lui stesso di fare i cori e anche di suonare gli assoli in The Sting. È stata una mossa azzeccatissima poter contare sulla sua esperienza e sul suo know-how in studio.
RockLine: D.Y.Z. è anche il produttore di “Do Or Die”.
Dr. Evil: Sì. D.Y.Z. ce l’hanno consigliato in tanti. E allora ci siamo fatti avanti. Ha fatto un lavoro eccellente. Impeccabile.
RockLine: Com’è lavorare in studio con D.Y.Z.?
Dr. Evil: Fantastico. In studio avevo già lavorato con un po’ di gente, ma con D.Y.Z. l’atmosfera era unica. Rilassata e divertentissima. D.Y.Z. sapeva ascoltarci e seguire le nostre idee. Inoltre non è uno che impone le sue. Propone, butta lì un suggerimento, ma lascia la decisione finale alla band. Con qualche idea e qualche dritta ci ha aiutato davvero tanto. Per questo non vediamo l’ora di lavorare ancora con lui.
RockLine: I pezzi di Do Or Die hanno subìto un bel restyling. Qual era l’idea di fondo per infilare certi classici, che suonavate già negli anni Ottanta, in questa forma completamente nuova che caratterizza “Do Or Die”?
Dr. Evil: Meglio che parta io con una domanda a te. Riesci a immaginare dove sarebbero potuti arrivare i Lene kosti se nel 1985 avessimo avuto la possibilità di registrare un album con le condizioni che abbiamo avuto adesso? I pezzi che senti su “Do Or Die” sono esattamente come li abbiamo sempre voluti. Suonano proprio così. Ma prima non abbiamo mai avuto la vera occasione di registrare un disco. Alla fine ci si sono messi di mezzo anche i litigi nella band, i cambi di formazione, eccetera… Nonostante tutto, i fratelli Kavaš e io abbiamo sempre avuto in testa tutti questi pezzi esattamente come li senti su “Do Or Die”. Il suono, l’atmosfera, le sensazioni,…. Con “Do Or Die” ogni cosa ha trovato finalmente il suo posto.
RockLine: Visti gli eterni problemi della band con i batteristi, è affascinante vedere come Miha si sia inserito alla grande nel lavoro in studio.
Dr. Evil: Per Miha non è stato un problema. Suona in un sacco di band e conosce un mucchio di musica. Musica di ogni tipo. In pratica non gli abbiamo detto niente. Lo abbiamo buttato in questo calderone e gli abbiamo detto: “Fai quello che ti pare!” È un musicista così bravo che ha colto alla perfezione il nostro punto, l’energia della nostra musica, e ha tirato fuori dalla batteria, seguendo il suo istinto, esattamente quello che serve ai Lene kosti.
RockLine: Quando confronti le vecchie registrazioni con le nuove,a volte fai fatica a credere che siano gli stessi pezzi.
Dr. Evil: Sì. Gli arrangiamenti sono più definiti e più movimentati. Alcuni pezzi li abbiamo accorciati apposta per renderli ancora più incisivi. E sono suonati molto più veloci degli originali che circolavano negli anni Ottanta. Per esempio, Sunrise mi ha chiesto di usare la voce pulita, perché volevamo mettere in risalto il lato più melodico. Come musicisti siamo cresciuti e maturati con gli anni. Ci sono idee nuove, nuove consapevolezze. Negli Ottanta ci piaceva un certo stile, oggi di nuovo qualcos’altro, ma la vera svolta per la band è arrivata quando abbiamo aperto per i Grave Digger a Lubiana, il 03.02.2009.
RockLine: Svolta in che senso?
Dr. Evil: Ci era molto più chiaro come muoverci in studio durante la registrazione. Per noi è stata una vera scuola di heavy metal, vedere come suona l’heavy metal oggi. Non vuol dire che volessimo suonare come i Grave Digger, ma quel tipo di metal è quello che ci calza meglio. Ci è molto vicino, il più vicino.
RockLine: Su “Do Or Die” ci sono anche due ospiti eccellenti dalla Germania. Come siete riusciti a coinvolgerli nell’album?
Dr. Evil: Manni (Manni Schmidt, chitarra, ex-Grave Digger, ex-Rage, nota di chi scrive.) l’ho tastato io al concerto in cui i Lene kosti e i Grave Digger hanno suonato insieme a Lubiana. Prima l’abbiamo invitato sul palco a suonare Russian Girl con noi. Poi, dopo il concerto, mentre chiacchieravamo dietro le quinte, gli ho accennato che in autunno saremmo andati in studio, e lui si è offerto spontaneamente di fare l’assolo in Russian Girl. Poi mi è venuto in mente anche Mat Sinner. Come probabilmente sai anche tu, per me quel tipo, come membro di Primal Fear e Sinner, significa davvero tanto. Circa 10 giorni dopo il concerto dei Lene kosti prima dei Grave Digger a Lubiana, tentennavo se scrivergli una mail. In realtà a spingermi a scrivere la richiesta a Mat Sinner è stata mia moglie Andreja, dicendo che più di un “no” da parte sua non potevo prendere, quindi tanto valeva provare. Mat mi ha risposto via mail in appena due minuti. Nella mail c’era scritto: “I will do this for you Milan. You are my brother.”
RockLine: In Blind In Love c’è anche la talentuosa giovane cantante e flautista Inez Osina, dei Brezno di Lubiana.
Dr. Evil: Sì. Inez ce l’hai presentata tu, quando l’hai scovata durante la sua candidatura all’Epic RockLine Contest. In quel periodo cercavamo proprio una voce femminile, tipo quella che usano i Therion. Ho chiamato Inez al volo ed era entusiasta. Sull’album abbiamo una squadra di musicisti che dubito riusciremo mai a superare. Si dice mai dire mai, però… Credo che un album come “Do Or Die” si meriti una squadra così! Quando ha sentito qualche pezzo, anche Tom Naumann, ex chitarrista dei Primal Fear, si è offerto lui stesso di metterci qualche assolo, ma lo teniamo da parte per un’altra volta.
RockLine: I Lene kosti sono la prima generazione metal in Slovenia e l’anello di congiunzione tra le band britanniche che hanno portato il metal e la seconda generazione di band metal sloveno. Da questo punto di vista, pensi che questo sia un album perso nel tempo?
Dr. Evil: Io non lo sento così. Noi siamo semplicemente unici. E credo che l’uscita di “Do Or Die” sia un acquisto importante per la scena metal slovena. Dopo 17 anni di pausa abbiamo dimostrato che possiamo registrare un album. Servivano volontà, voglia e andare avanti come un caterpillar. Si può ottenere tutto. Con questa grande determinazione, culminata in un tempo relativamente breve nell’uscita dell’album a partire dalla reunion di ottobre 2008, possiamo essere un bell’esempio per gli altri in Slovenia.
RockLine: Nel metal, dove in Slovenia il supporto, in termini di iniezioni di denaro, è comunque minore, la fede forte nell’obiettivo conta ancora di più. I metallari in Slovenia, quando si tratta di pubblicare album, sono davvero quasi sempre completamente abbandonati a se stessi.
Dr. Evil: Il metal è sempre stato la musica della classe operaia. Di solito non è musica da ingegneri e da “pussy”. Quando conquisti una certa cerchia di persone, senti che ti rispettano e apprezzano quello che sei, che riconoscono la tua sincerità, ecco, è quello che tiene la gente al tuo fianco. Se vai anche oggi a un concerto dei Judas Priest, sotto il palco trovi i fan che seguono la band da sempre e sono invecchiati insieme a lei. Non le hanno mai voltato le spalle e non lo faranno mai.
RockLine: E le idee per il nuovo album dei Lene kosti?
Dr. Evil: Di idee ne abbiamo tante. Vanno rifinite e limate. Dobbiamo trasformarle in pezzi e poi fare una selezione. Lo stile sul nuovo album resta lo stesso. I Lene kosti non cambieranno. Già da adesso posso anticipare che ci saranno due o tre ospiti di peso. Stiamo di nuovo pianificando una ballad. Se servirà una voce femminile, chiameremo proprio Inez, perché con lei otteniamo una combinazione vocale che ci sta a pennello. Vedremo. Il nuovo album comunque non avrà più di 12 pezzi.
RockLine: Si prospetta un’esibizione dei Lene kosti al festival Banja Luka Rock Open Air.
Dr. Evil: Sì. Non vediamo l’ora tutti quanti.
RockLine: Già un mese prima, più precisamente nella terza decade di maggio, sei invitato alla conferenza stampa legata al festival. Ma lì ti aspetta ancora un compito?
Dr. Evil: Sì. Alla conferenza stampa a sostegno del festival vado per dare qualche intervista a una tv e a qualche radio. Al momento gli organizzatori ci sostengono e ci promuovono benissimo. Sono stato nominato anche in una commissione speciale che collaborerà alla selezione delle demo band che suoneranno anch’esse al festival. In quella stessa commissione ci sarà anche Dado Topić dei Time. Da tutte le reazioni che i Lene kosti ricevono da quelle parti, sento che il pubblico di Banja Luka ci aspetta con impazienza. L’organizzatore finora ha mostrato un bellissimo livello di rispetto con alcuni gesti, per esempio assegnandoci uno slot ideale al festival, tra le 21.00 e le 22.00. Suoniamo lo stesso giorno degli MM Classic Whitesnake, con Micky Moody e Bernie Marsden in formazione, quindi ci aspettiamo un altro super concerto, con una super atmosfera e tanta gente. Con una bella dose di buon metal e rock n’ roll!
RockLine: Dopo l’uscita dell’album avete raccolto un’ottima affluenza al release party all’Orto Bar e un mese dopo al concerto a Postumia. Come senti la richiesta che c’è oggi per i Lene kosti?
Dr. Evil: Sinceramente all’inizio ero scettico. Già “nella vita precedente” dei Lene kosti ci hanno messo parecchi bastoni tra le ruote band che oggi in Slovenia sono “kao grandi”, e a quel tempo sono riuscite a fermarci. Subito dopo la reunion siamo stati bersaglio di certe insinuazioni, che poi però abbiamo felicemente e con successo smontato. Insomma, più o meno dall’anno scorso, dal concerto dei Lene kosti all’Orto Bar organizzato da RockLine, che era a maggio, le cose sono andate in crescendo. Il momento di svolta per noi è stato il concerto a Kranj, nell’ottobre 2009. C’era il Metalfest e i Lene kosti hanno potuto finalmente presentarsi al vero pubblico di riferimento. Da allora la base di fan ha cominciato a crescere. Non posso non citare anche il bellissimo evento a Ravne na Koroškem, lo scorso gennaio. Quel concerto ha confermato i passi avanti positivi dei Lene kosti. Lo shock totale per me, però, è stato il release party all’Orto Bar, a marzo di quest’anno. All’inizio non sembrava andare così. Poco dopo le otto di sera fuori c’erano giusto due o tre persone. Ho distolto lo sguardo appena il tempo di cambiarmi dietro le quinte e quando rialzo gli occhi vedo un fiume di gente che si riversa dentro l’Orto Bar. Era tutto nero. È stato un evento come ogni musicista vorrebbe. La reazione del pubblico, l’atmosfera, l’energia, tutto si è sommato in una serata unica. Posso dire di essere orgogliosissimo di aver avuto l’occasione di far parte di un concerto così.
RockLine: Al release party avete avuto perfino visite dall’Austria?
Dr. Evil: Sì. I nostri fedeli sostenitori di Graz. Sono anche giornalisti entrambi. Così hanno portato la voce sui Lene kosti anche oltre confine. Ci avevano visti per la prima volta in Austria l’anno scorso, ma senza tutta questa mia messa in scena extra con Dr. Evil e gli altri personaggi.
RockLine: Chi è Dr. Evil?
Dr. Evil: È il mio alter ego. È uno che non va a lavorare, che non si lascia maltrattare da idioti di ogni genere, uno a cui non interessano le opinioni diverse, uno che ti può salutare con un’ascia o una sega e, non ultimo, uno che non conosce gli antidolorifici.
RockLine: Il tuo horror show legato ai concerti spettacolari dei Lene kosti l’hai potenziato ancora nell’ultimo anno. Abbiamo visto qualche personaggio nuovo.
Dr. Evil: Sì. Questi personaggi saranno sempre di più. Per esempio il “evil clown” per ora riposa un po’, ma oltre al dottore c’è l’Uninvited Guest, che è un personaggio quasi scontato, legato al pezzo Uninivited Guest. Per quel pezzo mi sembrava il più adatto una specie di zio con la falce. Il Butcher invece ha debuttato a Postumia. Quest’ultimo si diverte soprattutto sul pezzo Nightmare.
RockLine: A Postumia sul palco è salito con te anche un Dr. Evil in miniatura.
Dr. Evil: Sì. È venuto solo per la serata di Postumia. Per due settimane l’ho dovuto convincere a salire sul palco. È il mini dottore. Significa che sotto la sua ala rientrano operazioni più piccole, piccoli interventi chirurgici. È uno specialista di piccole operazioni a occhi, naso, denti, ditini.
RockLine: In estate a Dornberk, nella Valle del Vipacco, finalmente vi incontrerete anche con i ReQueim.
Dr. Evil: Sì. Finalmente. Anche questo concerto lo aspettiamo con grande entusiasmo. Sarà una condivisione del palco nel segno dell’amicizia, non della rivalità. I ReQueim hanno fuori 4 o 5 album, sono una band che merita rispetto. Suonare con loro per noi è logico. Prima o poi sarebbe successo.
RockLine: Ho notato che ai concerti dei Lene kosti ci sono fan più grandi, della vostra età o appena più giovani, diciamo di qualche anno. Né ai concerti dei Pomaranča né a quelli dei ReQuiem ho visto tanti rocker duri e puri che si trovano nel loro quinto decennio di vita.
Dr. Evil: Beh, è la prova vivente che già negli anni Ottanta i Lene kosti avevano una base di fan fedele. E quei fan tornano con noi. C’è anche un episodio interessante: l’ultima volta a Postumia, dopo 20 anni è venuto al concerto uno dei nostri fan e ci ha portato un manifesto pubblicitario incorniciato di uno dei nostri concerti. Il manifesto originale, stampato negli anni Ottanta, ce l’ha consegnato in regalo. È la prova che quella persona ci ascoltava già allora, seguiva il tuo lavoro e ancora ti rispetta e ti accetta come musicista. Questi fan più grandi, invecchiati con noi in tutti questi anni, sentono ancora il metal nel cuore, sentono il rock n’ roll. Verso di loro proviamo un rispetto profondo. Qualcuno si fa da parte quando mette su famiglia, ma i veri fan restano e vengono a sostenerti anche quando la band ne ha più bisogno.
RockLine: Di recente si è unito ai Lene kosti il batterista Rok Večerin – W.U.K.O.
Dr. Evil: W.U.K.O. è una storia a sé, ah, ah, ah… Il panico più grande ci ha preso quando cercavamo un batterista. Come probabilmente sai anche tu, i Lene kosti hanno sempre avuto grandi, grandi, grandi problemi con i batteristi. Facciamo che generalizzo: problemi con la sezione ritmica. L’anno scorso, a inizio anno, avevamo preso prima Grega Brenk. Uno che appartiene ai Lene kosti. Per gusti musicali, per carattere. Poi abbiamo preso Miha Nedoh. Marc gli ha chiesto se poteva venire a darci una mano. Miha ha accettato l’invito. All’inizio l’idea era che Miha ci aiutasse, e invece è rimasto con noi. Ma non in modo stabile. Speravamo di sì. Ma si è visto che, nonostante Miha sia una persona e un batterista fantastico, non saremmo riusciti a trattenerlo. Miha è in una band grossa come i ReQueim. In più suona in qualche altro gruppo. Abbiamo sentito che non potevamo più trascinarcelo dietro a forza. Così ci siamo detti che ci serviva un altro batterista. Più tardi, quando cercavo un batterista, mi succedeva che ovunque andassi e chiedessi se qualcuno ne conoscesse uno, tutti mi nominavano W.U.K.O. Io prima non l’avevo mai visto, figuriamoci conosciuto. Non sapevo nemmeno se avesse mai suonato in qualche band e in quale. Ma se W.U.K.O. te lo propone un musicista del calibro di D.Y.Z. e ti dice: “Prendete W.U.K.O., è quello giusto per voi!” In quel caso non c’erano davvero dubbi. Soprattutto vista la cura che D.Y.Z. ha messo nel suono di “Do Or Die. Per questo mi sono fidato sulla parola. W.U.K.O. ce l’ha raccomandato anche Ivan Cepanec, caporedattore di Master Magazin, che sa cosa sta succedendo adesso sulla scena metal slovena. Questa è stata un’ulteriore referenza per W.U.K.O. Così l’ho chiamato ed è venuto alla prima prova. La cosa interessante è che prima di W.U.K.O. avevamo provato parecchi batteristi. Tutti volevano mettersi alla prova sui pezzi più facili dei Lene kosti. Quando è entrato nella sala dove proviamo, W.U.K.O. ha proposto lui stesso di suonare insieme Nightmare, che è il nostro pezzo più difficile. Quando l’ha “sbranato”, a tutti noi è stato chiaro che W.U.K.O. era quello giusto per i Lene kosti. Siamo contentissimi che sia con noi. Ci fidiamo di lui completamente e sappiamo che W.U.K.O. farà di tutto perché i Lene kosti suonino come suonano. Ci mancano solo due prove per essere perfettamente rodati, poi si parte a “demolire”. Per quanto riguarda W.U.K.O., per noi era importante anche che nella band fosse finalmente arrivato uno pronto a fare qualsiasi cosa per il gruppo.
RockLine: Il pezzo Blind In Love sta diventando un vero successo sulla radio croata Radio 057, che ha sede a Zara.
Dr. Evil: Blind in Love è evidentemente il pezzo dell’album che può contribuire molto al nostro sfondamento all’estero. I sostenitori della band, di Zara, hanno portato il disco a questa radio. E Blind In Love è stata inizialmente sorteggiata come canzone del giorno. Questo significa che un pezzo del genere gira una volta all’ora. Quindi in un solo giorno è stata trasmessa ben 24 volte. Blind in Love ha poi vinto anche la votazione per la canzone della settimana, il che significa che gira sei o sette volte al giorno. Ogni giorno per una settimana. Ha ottime chance anche di essere sorteggiata come canzone del mese. Del resto, oltre alla Croazia, riceviamo reazioni molto buone anche dalla Germania.
RockLine: E i piani per il futuro?
Dr. Evil: In autunno cercheremo di strapparci il maggior numero possibile di concerti, poi a marzo 2011 ci chiudiamo in studio e cominciamo a registrare il nuovo disco.
foto: Andreja Krušič
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