Lene kosti convincono anche all’Orto Bar (2015)

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Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak

Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 16.04.2015
Prezzo del biglietto: 4 €

La leggendaria band heavy metal slovena Lene kosti è evidentemente tornata in pista. Da quando si è unito al gruppo il cantante Jan Tehovnik, la band è risalita sui palchi e ha cominciato a lavorare a del materiale nuovo. Dopo tanto tempo erano finalmente in cartellone all’Orto Bar, con in apertura i giovani speranze dell’heavy metal sloveno, gli Underground.

Gli Underground saranno anche una band ancora giovane, e si stanno ancora facendo le ossa, ma i loro pezzi originali dimostrano che hanno preso la cosa sul serio. Nell’heavy metal è difficile essere innovativi, ma i ragazzi hanno scelto un approccio interessante, aggiungendo al loro sound anche qualche mossa power e thrash metal, che rende i brani più imprevedibili e più carichi di energia. E non hai nemmeno la sensazione di sentire lo stesso riff ruminato per tutta la canzone. Anche se il pubblico era davvero poco, gli Underground hanno suonato in modo convincente. I ragazzi, ovviamente, hanno anche fatto vedere quali band li hanno influenzati: con le cover hanno reso omaggio a King Diamond e Iron Maiden. Però nei loro pezzi si percepisce anche un pizzico di modernità, a cui ha contribuito il batterista con il suo stile più aggressivo, dove spiccavano soprattutto i pedali velocissimi. Sulla base del materiale originale, gli Underground promettono bene. Riff, sezione ritmica e voce sono curati. Il cantante, tra l’altro, non esagera con i »fischi« acuti per tutta la canzone, il che per lo più è un pregio. Per la prossima volta speriamo solo che la band non butti dentro cover stra-masticate come Run to the Hills, ma che abbia più pezzi propri da presentare.

I Lene kosti hanno mostrato fin dall’inizio del loro set che lo slancio nuovo arrivato col cantante Jan Tehovnik non si è ancora spento. La band ha portato il pubblico attraverso i suoi cavalli di battaglia, ma ha piazzato anche qualche novità, dimostrando che nonostante gli anni lavora sodo a un nuovo album a tutti gli effetti. Le novità, in realtà, non rappresentano chissà quale passo avanti nel percorso del gruppo, ma piuttosto un’autenticità che punta sulla formula dell’heavy metal e dell’hard rock classici. Qui non c’è nessuna complicazione: la sezione ritmica è semplice e i riff di chitarra sono contagiosi. Magari il tutto potrebbe suonare già sentito, ma considerando quando la band ha iniziato la sua strada, bisogna ammettere che ogni tanto è rinfrescante ascoltare qualcosa nato negli anni Ottanta. In ogni caso, nel gruppo si sente una freschezza e una scioltezza che arrivano dal nuovo cantante, che con le sue capacità può fare concorrenza a parecchi vocalist di band di fama internazionale. I Lene kosti hanno portato a casa il loro lungo repertorio, con qualche piccola sbavatura, in modo più che solido. Il pubblico si è visibilmente divertito, e alla band va riconosciuto che la cosa non è stata sbrigata in modalità routine, ma che si è presa il tempo per il suo repertorio.

All’Orto Bar, nell’ambito dell’Orto Fest di quest’anno, Lene kosti e Underground hanno messo in piedi un concerto che ha soffiato sull’anima dei fan dell’heavy metal. Con Lene kosti sono tornati i bei tempi andati, mentre gli Underground hanno dimostrato che la lunga tradizione va avanti anche tra i musicisti più giovani.

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