Lene kosti – in piena preparazione al letale shrapnel di una vera penetrazione metal old school (2011)

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Luogo: K 300 bar / Lubiana (Dravlje) / Slovenia
Data dell’intervista: 02.04.2011

Lene kosti sono la band heavy metal più antica della Slovenia. Dopo la reunion del 2008, i padrini del metal sloveno possono vantare la loro prima uscita ufficiale, “Do Or Die” (2010), che abbiamo aspettato, tenetevi forte, ben 33 anni. Le ottime recensioni che “Do Or Die” ha raccolto all’estero e da noi hanno dato le ali a una band che, con tanti concerti straordinariamente convincenti nel 2009 e nel 2010, ha offerto un esempio luminoso di cosa significhi un approccio professionale al proprio lavoro: ora si pensa a creare nuovo materiale. Questo finirà sul successore in studio di “Do Or Die”.

Delle novità in casa Lene kosti abbiamo parlato con il cantante e forza trainante della band Milan “Dr. Evil” Krušič, e alla chiacchierata si è unito anche il membro fresco di fornace dei Lene kosti, l’ottimo bassista di Postojna Aaron Cernatič…

RockLine: Dopo la febbre da concerti dell’estate scorsa, i Lene kosti hanno iniziato in gran segreto a mettere insieme del materiale completamente nuovo per il nuovo album in studio?

Milan: Dall’estate scorsa a oggi per i Lene kosti sono successe un sacco di cose. Finalmente abbiamo raggiunto una formazione stabile. È quella situazione in cui tutti nella band respirano per la band. Abbiamo salutato il bassista Grega Brenk. È stato con noi due anni, ma in qualche modo non sentiva il vero legame con la band, la vera appartenenza, e nemmeno noi altri l’abbiamo sentita. Un membro dei Lene kosti deve sentirsi parte del gruppo, deve avere anche un look e un carattere cuciti addosso allo spirito e al carattere della band. Ci dispiace aver dovuto fare questa mossa, ma non è andata diversamente. Con Grega ci siamo lasciati in ottimi rapporti e spero che oggi il ragazzo faccia quello che lo appassiona davvero. Siamo però immensamente orgogliosi che nella band sia entrato uno che ha l’heavy metal nel cuore e sa cos’è l’heavy metal. È il nostro nuovo membro e bassista Aaron Cernatič e con lui non vediamo l’ora di vivere nuove avventure.

RockLine: Aaron, quanto c’è di vero in quello che dice Milan? Scherzo… Dimmi, come sei entrato in contatto con i Lene kosti e come ti ha portato la tua strada musicale a unirti alla band?

Aaron: Per quanto riguarda il contatto, devo ringraziare l’esistenza di “FaceBook”, ah, ah, ah,… Ho scritto a Milan senza alcuna aspettativa, buttando lì se conoscesse una band a cui potessi unirmi e che cercasse un bassista. Non ci conoscevamo e non sapevo cosa stesse succedendo nei Lene kosti. Mi ha invitato a vedere il concerto dei Lene kosti a Postojna, il 16.04.2010, e poi a Dornberk al festival Peklenska noč, il 30.07.2010. Poi un bel giorno è arrivata all’improvviso la telefonata di Milan: mi diceva che erano rimasti senza bassista e mi invitava a fare un provino.

RockLine: Ti hanno messo sugli strumenti di tortura al provino, e vedo che respiri ancora.

Aaron: Sono seguite prove intense. In relativamente poco tempo ho dovuto imparare il repertorio dei Lene kosti. Prima avevo suonato heavy metal in altre band, ma lo stile non era lo stesso. Per questo ho dovuto prepararmi particolarmente bene. Il provino con la band c’è stato all’inizio di settembre dell’anno scorso.

RockLine: Con quale pezzo li hai convinti di più?

Aaron: Sono stati loro a chiedermi cosa volessi suonare, quale pezzo. Ho sparato: “Play With Fire”. Mi ricordo lo sguardo sbalordito di Milan, che ha spalancato gli occhi ed è rimasto senza parole. Il pezzo per me è fenomenale. All’inizio c’era un po’ di tensione, poi le cose sono filate. Adesso ci intendiamo benissimo.  

RockLine: Già il concerto di battesimo con Aaron, all’Orto bar il 03.12.2010, è stato suonato a un livello molto più alto rispetto a quelli precedenti.

Milan: Certo. Aaron ha portato nella band un nuovo stile di suonare e quel pizzico di energia, per non dire il tassello mancante del mosaico, quel “drive” indispensabile nelle retrovie che ci dà la spinta per demolire il palco. La sezione ritmica W.U.K.O – Aaron funziona meglio di qualsiasi combinazione avuta finora e dopo il concerto all’Orto bar eravamo estremamente soddisfatti del contributo di Aaron. Il passo successivo è stato l’ultimo show dei Lene kosti, il 30.12.2010 a Postojna, dove si è visto davvero di cosa siamo capaci, e so che supereremo anche questo e porteremo i nostri concerti a un livello ancora più alto in futuro.

RockLine: In te, Milan, già a dicembre 2010 sul palco si notava un progresso straordinario nell’interpretazione vocale. Sei sempre stato considerato un ottimo cantante, ma a quanto pare Aaron ha portato una ventata d’aria fresca di cui c’era bisogno anche sul piano della motivazione della band?

Milan: Sono una persona molto emotiva. Se sento e vedo che sul palco c’è quell’energia positiva, non ho nessuna preoccupazione e passa in primo piano il semplice piacere di stare sul palco e suonare. Lì do il meglio di me. Questo non vuol dire che non mi sia divertito anche ai concerti precedenti della band, ma c’era sempre un po’ di intrigo, un pizzico di paura, di disagio, perché quando eravamo sul palco sentivo sempre che la cosa poteva andare molto meglio e che potevamo suonare molto meglio. Sono anche una persona molto impulsiva e mi possono far uscire dai binari anche cose apparentemente insignificanti. Se arriva a un concerto un membro della band che non si porta dietro l’immagine giusta, l’aspetto esteriore adatto a un’apparizione heavy metal, già questo mi innervosisce parecchio e non riesco a rilassarmi del tutto sul palco. Finora sul palco mi sono dovuto arrabattare con cose che avrebbero dovuto essere scontate, e invece non lo erano. Per questo spiccavano sul palco in un modo che non c’entra niente con quello che siamo noi Lene kosti. Adesso non devo più preoccuparmene. Soprattutto se prima c’era un accordo preciso sull’aspetto scenico e poi veniva violato. E quella violazione dell’accordo ha portato a degli scossoni nella band e alla conseguente sostituzione di un membro. Per Aaron non devo preoccuparmi. Lui respira con la band, non devo stare a rimuginare su come salirà sul palco, se avrà l’attrezzatura giusta, il look da palco giusto.

RockLine: L’album “Do Or Die” è stato accolto benissimo soprattutto nei paesi di lingua tedesca. Avete ricevuto davvero delle recensioni eccezionali in Germania e in Austria, perfino in Polonia. Come commenti la cosa, Milan?

Milan: Il motivo è il grande mercato che ha la Germania, e lì abbiamo venduto una marea di dischi. L’interesse per “Do Or Die” in Germania non cala nemmeno oggi. Per noi è un complimento enorme. I tedeschi hanno un’infinità di musica tra cui scegliere. Se un tedesco decide di comprare il nostro album, vuol dire che è un prodotto di qualità, è la vera prova che il peso di “Do Or Die” è davvero notevole. Le recensioni positive che abbiamo ricevuto da vari media, da gente che ha un certo nome e una certa autorevolezza nel giornalismo musicale tedesco, danno un valore speciale al nostro prodotto. Se il tuo album prende alla recensione 18 punti su 20 e lo stesso punteggio lo prende nello stesso momento l’uscita dei Twisted Sister, sai che anche il tuo lavoro ha un peso concreto. E se sulla rivista tedesca Rock Hard, nel numero di agosto, dichiarano il nostro album demo del mese di agosto – è finito nella categoria “demo del mese” perché è uscito in autoproduzione – è la prova inconfutabile che il nostro album “Do Or Die” è un prodotto di grande qualità. A differenza di certi commenti qui da noi in Slovenia, e di come certi tizi scrivono i report dei concerti e prendono in giro me e noi. Soprattutto però mi sta sul cazzo,.. Sì. Puoi scrivere SUL CAZZO il fatto che continuino a inciampare su questa cosa, a me non fa male, ma mi sta sul cazzo questo sputare veleno sull’autopromozione della band e sull’uso della definizione “padrini dell’heavy metal in Slovenia”. Si vadano a guardare gli anni di inizio attività e scopriranno che siamo stati noi i primi. Non so a chi dia fastidio il nostro modo di fare autopromozione, anche Mirko Tuš e SPAR si promuovono da soli come “il più grande rivenditore in Slovenia”, eppure nessuno se ne lamenta. Noi siamo la prima band heavy metal in Slovenia e lo sosterrò sempre.

RockLine: Sta nascendo il materiale per il successore di “Do Or Die”. Che direzione musicale prenderà?

Milan: Sì. Il materiale sta già nascendo. La direzione sarà una forma ancora più aggressiva di heavy metal. Finalmente abbiamo in formazione un batterista che padroneggia alla grande la tecnica della doppia cassa e un bassista capace di inseguire e reggere tutte le forme più estreme di ritmo. In questo momento siamo in una fase in cui, per far prosperare i Lene kosti, nella band siamo tutti “top player”. È la combinazione ideale di persone che siamo riusciti a mettere insieme in Slovenia. Per questo so che al momento abbiamo capacità enormi. Prendi la nuova canzone The Cage, che abbiamo scritto per mio figlio Lemmy: parla di “fighter” in un “ultimate fight”! È un pezzo che è di fatto speed metal. Ma ovviamente il nostro heavy metal, con la sua cornice di melodie e frasi classiche, resta intatto! Su questo continuiamo a insistere. Un altro pezzo nuovo è Penetrator, che ha un taglio più alla Motorhead. Adesso stiamo lavorando a una ballad. Un mese fa ho perso mia madre, da lì il clima nella band che detta la nascita di un pezzo così. Nel testo ricorderò mia madre. Gli altri pezzi saranno scritti nel contesto dell’heavy metal old school, ma tirati fino all’osso, in stile heavy metal teutonico. Questo sappiamo maneggiarlo, in questo siamo i migliori e a questo ci terremo anche in futuro.

RockLine: Aaron? Il passaggio dallo stile coltivato da Lady’s First e Mit a quello che suonano i Lene kosti è stato un boccone duro, o ti sei adattato con facilità alle esigenze della nuova situazione?

Aaron: Se mi guardo indietro, i Lady’s First mi erano molto più vicini come stile rispetto ai Mit. Con i Lady’s First mi divertivo. Era la ciliegina sulla torta. Oltre alla musica originale suonavamo anche molte cover dei più grandi nomi dell’heavy metal. Ma poi le cose hanno cominciato a ondeggiare verso acque agitate, abbiamo iniziato a divergere per visioni diverse e io non vedevo più un vero senso nell’insistere. Ho capito che stavo perdendo tempo. Per quanto riguarda i Mit, il loro approccio alla musica mi si addice molto meno di quanto mi si addicessero i Lady’s First. I Mit propongono alcuni approcci moderni nella loro musica, ma nemmeno quello era ciò che avrei voluto suonare io personalmente. Ho sempre voluto suonare heavy metal. Quello vero. Old school. È anche vero che è arrivato un grande cambiamento, quando sono stato costretto a cambiare stile. I pezzi dei Lene kosti sono tesi al massimo e qui non si risparmia energia. I pezzi dei Lene kosti richiedono molta precisione. Posso dire che con W.UK.O. ci siamo intesi alla perfezione. Già dopo le prime due, tre prove si sentiva che respiravamo insieme. È la cosa principale di qualsiasi sezione ritmica. Il resto era solo questione di “drill”, di limatura, di prove. Con W.U.K.O. abbiamo raggiunto una compattezza estremamente importante, che dà il peso e la solidità necessari alla musica dei Lene kosti.

RockLine: Il concerto annunciato a Lubiana il 30.05.2011 davanti ai veterani della “New Wave Of British Heavy Metal” Saxon è una specie di spartiacque per la band. Ricorda il concerto dei Lene kosti davanti ai Grave Digger a Lubiana il 03.02.2009, che ha aperto la fase di registrazione e pubblicazione dell’album “Do Or Die” e della sua promozione. Con il concerto davanti ai Saxon si chiuderà un ciclo e la band entrerà di fatto, con questo show  a Lubiana, in un’era strettamente legata al successore di “Do Or Die”. Voi due come la vedete?

Milan: Da questo concerto ci aspettiamo molto. È importante per noi. Presenteremo anche nuovi pezzi nel repertorio. È anche un concerto in cui avranno la possibilità di vedere i Lene kosti pure spettatori di altri paesi, il che per noi è una prospettiva straordinaria. Già adesso posso confermare che a venire a questo concerto, apposta per i Lene kosti, ha confermato una nutrita squadra di metallari croati. Se ti arriva la conferma che della gente viene al tuo concerto da Zara, a 500 km di distanza, e prima non aveva nessuna intenzione di venire finché non è stata confermata anche la presenza dei Lene kosti, ti ritrovi per forza con l’obbligo di dare tutto quello che hai su quel palco. Anche se il nostro minutaggio è rigorosamente limitato a cinque o sei pezzi, il nostro obiettivo principale è dare il massimo e offrire ai fan dell’heavy metal il meglio che possiamo. Ai concerti abbiamo sempre dato non il 100% ma il 110%. E anche stavolta non sarà diverso, quando suoneremo davanti ai Saxon. Spero che ci notino le persone giuste, che magari ci aiuteranno sulla strada del nostro sfondamento all’estero. Sarebbe ora che una band slovena facesse qualcosa di concreto anche fuori dalla Slovenia.

Aaron: Quando Milan mi ha chiamato e mi ha detto che suoniamo davanti ai Saxon, all’inizio non riuscivo a crederci. Diciotto anni fa ero sotto il palco quando i Saxon suonarono da noi in Slovenia, a Kobjeglava. Adesso salirò sul palco con loro. Non è solo una conferma per i Lene kosti, ma anche per me personalmente, che sono sulla strada giusta. La mia perseveranza e la fede in quello che faccio hanno dato i loro frutti, a prescindere da quello che mi dicevano gli altri, e c’era tanta invidia in tutto questo. Per questo sono contento di essere finito nei Lene kosti. La musica che suonano i Lene kosti è impegnativa e devi padroneggiarla. Richiede disciplina e devi avere sempre ben chiara l’essenza dei Lene kosti.

RockLine: Milan, hai parlato di sfondare all’estero. In Germania vi dà una mano il numero uno del Rock Hard sloveno, Pascal Rogl. Pare che stia mettendo in piedi lì una nuova agenzia di “booking”. A che punto sono le cose per i Lene kosti?

Milan: Pascal mi ha contattato dicendo che gli serve una band heavy metal old school dalla Slovenia per un lavoro serio. Ovviamente abbiamo colto la proposta al volo e gli abbiamo mandato il materiale promozionale. Pascal sta costruendo contatti che cercheranno di aprirci le porte per lo sfondamento all’estero. Ci aspettiamo che già quest’autunno, prima di iniziare a registrare il nuovo album, partiremo per qualche concerto all’estero. Spero che riusciamo a suonare anche a un paio di festival “open air” quest’estate. Il nostro obiettivo principale però è registrare il nuovo album quest’autunno, e si intitolerà “Penetrator”. Al momento mi sto occupando della logistica per l’allestimento dell’album, raccolgo le foto che useremo per il booklet. Si va avanti, quindi!

RockLine: In Slovenia, invece di sostenere sforzi simili, gli sloveni, penso soprattutto ai promoter locali, alle etichette, ai media e naturalmente al pubblico metal, ti mettono piuttosto i bastoni tra le ruote. È cambiato qualcosa in proposito o la situazione resta la stessa?

Milan: Da questo punto di vista non è cambiato niente. L’invidia resta lo sport nazionale sloveno. Per questo prendiamo le distanze dalle altre band metal slovene, perché in questo senso manca una piattaforma di fiducia adeguata. I bastoni tra le ruote continuano, ma come dico sempre io: conta solo l’esibizione sul palco ed è lei a decidere chi è il migliore. Negli ultimi due anni abbiamo anche invitato molte band a suonare con noi  ai nostri concerti, e loro ne hanno approfittato eccome, ma finora da nessuna abbiamo ricevuto il favore in cambio. Queste band slovene, a cui abbiamo dimostrato sostegno, simpatia e rispetto invitandole ai nostri concerti, suonano ovviamente in continuazione, ma di noi si sono dimenticate. Quindi l’obiettivo è che da ora in poi collaboreremo in questo modo solo con band straniere. Sono in contatto con band austriache. Con una band dall’Austria abbiamo già concordato alcuni concerti insieme e le faremo suonare anche in Slovenia. Tra l’altro la prima offerta di una collaborazione reciproca di questo tipo è arrivata proprio dall’Austria. Già adesso mi contattano band dalla Slovenia interessate a suonare al “release party” per l’uscita dell’album “Penetrator”, band che hanno già suonato ai nostri concerti, ma finora non ci hanno ricambiato il favore. Inoltre mi dà fastidio anche una mentalità ancora diffusa e, a quanto pare, profondamente radicata tra i metallari sloveni: se posso avere il nostro disco “Do Or Die” gratis. Alla gente evidentemente non è chiaro che noi vendiamo l’album “Do Or Die” per poter  registrare il nuovo. Sono convinto che anche se mettessimo il prezzo di una copia di “Do Or Die” a 2,00€, ci sarebbe ancora qualcuno che pretenderebbe l’album gratis. Per questo prendiamo le distanze da questa filosofia dei “piccoli e limitati”. Non perché non ci piaccia il pubblico sloveno, ma in questo caso dobbiamo reagire così, perché dobbiamo proteggere rigorosamente l’integrità dei Lene kosti, che garantirà l’esistenza e la prosperità della band in futuro. Perciò la prima direzione della band in questo momento, il che è del tutto logico, è il mercato estero. Lì almeno senti che il tuo lavoro è apprezzato. Un esempio? Il voto del giornalista musicale di Moremetal.de Holger Mordhorst, che nella sua recensione ha dato a “Do Or Die” lo stesso numero di punti del nuovo album degli Scorpions. E credimi, abbiamo ricevuto un voto eccellente. Holger non ha pregiudizi, non gli importa se ci conosce o no. Ha solo ascoltato e giudicato la musica. Da noi invece i bei voti agli album metal si danno sulla base di quello che si chiama fare i amicici tra di noi, e solo molto dopo, da qualche parte lontano, arriva la valutazione della qualità musicale del prodotto. Per questo personalmente considero molto più rilevanti i voti delle recensioni che arrivano dall’estero rispetto a quelli dei giornalisti sloveni.

RockLine: Per il nuovo album scrive la musica il nucleo creativo, il triangolo formato dai fratelli Kavaš e te, o alla scrittura partecipa tutta la band?

Milan: Testo e musica dei pezzi The Cage e Penetrator li ho messi giù interamente io. Il resto del materiale nascerà e prenderà forma alle prove, e a questo processo parteciperà tutta la band. Il terzo pezzo, la ballad, l’hanno plasmato musicalmente i Kavaš, e poi lo sviluppa la band nel suo insieme.

RokLine: D.Y.Z. ha fatto davvero un lavoro magnifico con la produzione di “Do Or Die”. Prima hai parlato di una svolta verso un sound più aggressivo. Vi guardate intorno per un altro produttore o continuerete a lavorare con D.Y.Z.?

Milan: Continueremo a lavorare con D.Y.Z. Posso anche già annunciare che l’assolo di chitarra per il pezzo Penetrator lo porterà il chitarrista tedesco Manni Schmidt (Capital Joke, ex-Grave Digger, ex-Rage). Altri ospiti non li inviteremo sull’album, perché siamo abbastanza forti da suonare tutto da soli. Siamo stati bersaglio di critiche per i tanti ospiti su “Do Or Die”, come a dire che da soli non sappiamo suonare. Non è vero. È solo la conferma che la tua musica è di base abbastanza valida da essere apprezzata e da suscitare interesse tra musicisti stranieri di nome, che si sentono onorati di poter dare il loro contributo a un album così. È chiaro che Mat Sinner, che ha messo la linea di basso per il nostro pezzo Sunrise, non suonerebbe su una qualsiasi canzoncina metal da due soldi, inventata in fretta e furia.

RockLine: Quando possiamo aspettarci, dunque, che veda la luce il nuovo album in studio dei Lene kosti, intitolato “Penetrator”?

Milan: Presumibilmente a febbraio 2012. Seguirà un “release party”, con la band austriaca Badhoven come supporto, questo lo posso già confermare.

RockLine: I Badhoven sono una band di grande esperienza e con parecchia strada alle spalle.

Milan: Sì. Anche per il professionismo e l’alto livello con cui affrontano le cose.

RockLine: Un’ultima domanda. Milan, ti saresti mai sognato che a nemmeno tre anni dalla reunion avreste preparato il terreno per registrare il secondo album in studio?

Milan: No. Mai. Se qualcuno mi avesse predetto uno scenario del genere, quando sono tornato sul palco con i Lene kosti nell’ottobre 2008, l’avrei dichiarato senza esitare un completo pazzo. Se vivi per qualcosa e ci credi col cuore, poi arrivano anche i risultati. Noi andiamo avanti. Crescere sempre, vogliamo suonare ancora meglio, esibirci ancora meglio, comporre musica ancora migliore. Siamo dentro con l’anima e niente ci fermerà.

RockLine: Vuoi aggiungere qualcosa per chiudere?

Milan: Un saluto a tutti i lettori di RockLine! “Keep on rockin’!!!”

intervista condotta e curata da: Aleš Podbrežnik

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