Lene kosti tornano in pista! (2008)

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Data dell’intervista: 09.11.2008

Lene kosti. Ti dice qualcosa questo nome? C’erano quando l’heavy metal era giovane. Un tempo le band scappavano davanti ai loro live carichi di energia, perché Lene kosti “spellavano fino all’osso” chiunque e lo spazzavano via dal palco, quando si ritrovavano a dividere la serata con loro. Russian Girl è puro boogie rock potente incrociato con la quinta marcia della vecchia, ossuta arroganza heavy metal, incarnata – oltre che dalla solida cavalcata di riff dei fratelli Kavaš – soprattutto dalla figura carismaticissima del cantante Milan Krušič.

Come mai, mi chiederai, questo salto improvviso su Lene kosti, sepolti “da tempo immemorabile”? Beh, quest’estate sono usciti dalla tomba e si sono rimessi in moto, con tanto di corona: il concerto del “come back” a Nove Jarše, a Lubiana, dove i ragazzi – i fratelli Marc (chitarra) e Giovanni Kavaš (chitarra), Janez Dagarin (basso) e Igor Kremenšek (batteria) – hanno festeggiato i 30 anni dalla nascita della band. Nemmeno Milan Krušič è rimasto indifferente: quella sera era sotto il palco, tra il pubblico. I ragazzi lo hanno notato durante il concerto e lo hanno invitato a cantare Russian Girl. Krušič non se l’è fatto dire due volte e la magia è nata di nuovo. Lene kosti hanno poi confermato la reunion con Milan Krušič alla voce a metà ottobre 2008, con un live a Ivančna Gorica.

Della passione ritrovata per il palco e per la scrittura, e di tutte le gioie non cantate che Lene kosti ci devono eccome, dopo tutti questi anni di silenzio musicale, ho scambiato due chiacchiere con il cantante Milan Krušič…

RockLine: Com’è arrivata la rinascita di Lene kosti?
Milan: Durante il concerto a Nove Jarše. I ragazzi sul palco stavano suonando pezzi di Status Quo, ZZ Top, Rolling Stones, e io ero tra il pubblico, sotto il palco. E all’improvviso dal palco è arrivato l’invito a salire con loro e cantare Russian Girl di Lene kosti. La reazione della gente, quando mi ha visto, è stata incredibile.

RockLine: Vi eravate sentiti prima, sapevate l’uno dell’altro? Perché il modo in cui è successo – tu sotto il palco, loro sopra e poi… – sembra proprio lo scenario “boom” perfetto per questo tipo di “come back” delle band?
Milan: Certo che ci eravamo visti prima. Ma al concerto ero andato solo per vederlo, niente di più: non era stato concordato niente, né che avrei cantato né che mi avrebbero chiamato sul palco durante il live. Poi è arrivato l’invito a unirmi alla band per il primo concerto importante, che si sarebbe tenuto di lì a qualche mese. I ragazzi avevano bisogno di un cantante. Così sono entrato nel gruppo alle prove un mese prima di quel live. È andato tutto in modo molto spontaneo e di colpo mi sono ritrovato di nuovo con Lene kosti. Abbiamo suonato al Rulstock a Stična, vicino a Ivančna Gorica, e la gente era visibilmente entusiasta.

RockLine: Era proprio nel periodo in cui i The Drinkers organizzavano la festa per i loro primi 15 anni, a ottobre, giusto? Milan: Sì. In realtà i The Drinkers non c’erano, quindi alla fine abbiamo fatto noi da headliner. Abbiamo suonato 8 pezzi, oltre ai nostri anche una cover di Judas Priest, Diamonds & Rust, in versione acustica.

RockLine: E per il futuro? Avete qualche “botta” già confermata?
Milan: Il 20 dicembre suoniamo al club Gromka a Metelkova, a Lubiana, in un pacchetto con altre due band. Sarà in pratica il nostro riscaldamento per il concerto di apertura ai Grave Digger a Lubiana, all’inizio di febbraio del prossimo anno.

RockLine: Ohoho, prima dei Grave Digger, complimenti! Com’è successo?
Milan: Con i Grave Digger ci lega una storia particolare. Con il chitarrista Manni Schmidt siamo grandi amici e, quando ha saputo che una volta ero stato in una band, ha voluto sentire i pezzi di Lene kosti. Ne è rimasto entusiasta e così ci ha invitati ad aprire il concerto dei Grave Digger a Lubiana.

RockLine: Scusa Milan se ti interrompo, ma mi sembra una cosa molto importante. Visto che hai nominato proprio i Grave Digger, è curioso: loro sono della vostra generazione, ed è buffo che la Slovenia non abbia più band heavy metal di quella generazione. Si sono estinte. Pomaranča sono sottoterra, Turbo pure… Alla fine vi siete riuniti voi, Lene kosti. Penso sia molto importante che siate tornati, perché avete restituito continuità al rock e al metal in Slovenia. Il metal da noi è forte, ma lo portano avanti per lo più band che in media hanno tra i 20 e i 25 anni. Con il ritorno di Lene kosti la scena è tornata anche più matura ed esperta, direi quasi che siete delle leggende…
Milan: Beh, io Lene kosti non li classificherei proprio come leggende. Semplicemente abbiamo sentito che, dopo tutto questo tempo lontani dalle scene, abbiamo ancora parecchio da offrire alla gente. Ai tempi della nostra massima popolarità registrare del materiale non era facile come oggi. Visto che la tecnica di oggi semplifica tutto questo, contiamo di far uscire un disco la prossima primavera. 7 pezzi sono vecchi, e verranno suonati e registrati di nuovo. Finora Lene kosti hanno pubblicato solo la cassetta “Park Bar”, e ancora con il cantante Bobi. Stavamo pensando di aggiungere quelle registrazioni demo all’uscita come bonus CD.

RockLine: Quindi un mix di vecchio e nuovo, no?
Milan: Contiamo di aggiungere a questa uscita anche 5 pezzi completamente nuovi. Aggiungo anche che Manni Schmidt dei Grave Digger ha dichiarato che contribuirà volentieri con qualche assolo al nostro materiale. Nella formazione è tornato anche il batterista originale Igor Kremenšek, uno che era entrato nella band già nel 1978, visto che il batterista “Animal” si era trasferito in Australia.

RockLine: Vi servono più live possibili.
Milan: Naturale. Per ora non abbiamo molto materiale, quindi suoniamo in pacchetto con più band alla volta nella stessa serata e per ora non possiamo fare concerti tutti nostri, ma la prossima primavera la cosa cambierà. Per il resto, abbiamo già ricevuto alcune proposte dalla Croazia, per esempio Zagabria e Osijek. Poi i festival di motociclisti, sia in Slovenia che in Croazia, per esempio a Umag e Vrsar, e sono arrivate offerte anche per date in Serbia. Sarebbero serate nei club, quattro date. E posso già anticipare che il prossimo anno siamo invitati a Stoccarda, dove suoneremo al concerto per l’anniversario di un’altra storica band metal, che per ora resta un segreto.

RockLine: Avete già trovato un nuovo bassista?
Milan: Per ora ci dà una mano Davor Kastelec, ma stiamo cercando qualcuno che entri nella band in modo stabile. Con Janez Dagarin ci siamo separati in buoni rapporti, gli auguriamo il meglio. È un musicista fantastico e non dubito neanche per un attimo che in futuro troverà una band adatta, davvero ottima. Davor lo abbiamo invitato nel gruppo e ha accettato volentieri. Davor suonerà con noi finché non troviamo un bassista fisso, e molto probabilmente ci darà una mano anche in studio. Magari dovrà registrare tutti i bassi del nuovo materiale, se non troviamo prima un bassista stabile.

RockLine: Come vivi il tuo ritorno sulla scena, se lo paragoni alle esperienze passate di Lene kosti a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta?
Milan: La differenza è enorme. All’epoca eravamo tre o quattro band. E non era rivalità: era in pratica un negarsi a vicenda. Adesso invece c’è un vero mare di gruppi sulla scena. Ognuno ha i suoi giri, le sue conoscenze, i suoi contatti. Ci sono più club, è molto più facile arrivare ai “live”. La differenza è anche che l’era di “internet” ti permette di aprire una pagina “MySpace” e la gente ti conosce. Non devi per forza cercare uno spazio sul giornale dove ti dedichino due righe. E visto che ho appena nominato “MySpace”, devo dire che in questo momento ci arrivano vibrazioni estremamente positive dall’area dell’ex Jugoslavia, soprattutto da Croazia, Serbia e Bosnia. Soprattutto dalla Croazia, e credo che per i live di Lene kosti là non ci sarà nessun problema. Quindi la gente non si è dimenticata di Lene kosti.

RockLine: La nicchia musicale occupata da Lene kosti non esiste proprio, quindi anche da questo punto di vista sulla scena avete un bel vantaggio.
Milan: Anni fa un critico musicale disse di Lene kosti che siamo l’unica band al mondo riuscita a mescolare la forma grezza del boogie rock con l’heavy metal, e che in questo siamo unici. E su questo sono completamente d’accordo. Non siamo né heavy metal classico né boogie rock n’ roll, ma una via di mezzo. Si nota anche che i nostri due chitarristi sono grandi fan di ZZ Top, Status Quo, AC/DC, mentre io sono più orientato verso l'”heavy”. Su MySpace siamo classificati come n.w.o.b.h.m., perché restiamo fedeli a quell’iconografia classica. Noi non ci metteremo a inventare pezzi da 20 minuti. Le nostre canzoni saranno fatte di getto, di riff, per accendersi al primo colpo. Anche Lemmy dei Motorhead dice sempre che i Motorhead non sono metal ma rock n’ roll; noi siamo boogie heavy metal rock n’ roll.

RockLine: Come nasce un pezzo con Lene kosti?
Milan: La musica la scrivono i fratelli Kavaš, i testi li porto io. Mi occupo anche della regia dei concerti di Lene kosti, e in una certa misura sono responsabile anche della scenografia dei live. Mi occupo anche delle questioni più organizzative, mentre i fratelli Kavaš si dedicano esclusivamente a comporre la musica. E adesso, nell’era di internet, è di nuovo tutto più facile. Ti metti d’accordo molto più facilmente sull’organizzazione e possiamo scambiarci in un attimo gli abbozzi musicali delle nostre nuove idee in formato mp3.

RockLine: Quindi con te e Lene kosti adesso nell’aria si sente un nuovo slancio, un nuovo elan?
Milan: Decisamente. Anche se stiamo cercando un nuovo bassista, il nuovo materiale sta nascendo…

RockLine: Immagino che alla prima uscita seguirà presto una nuova, un album in studio tutto nuovo, senza note retrospettive, se posso azzardare?
Milan: Sì, e come ho già detto. Prima uscirà un album con qualche pezzo nuovo e del materiale più vecchio. Se andrà tutto bene, anche dal punto di vista finanziario, già il prossimo anno in autunno la band pubblicherà un album con solo materiale nuovo. Quindi questa seconda uscita dovrebbe essere il disco che rispecchia davvero ciò che Lene kosti, riuniti, sono in questo momento e lo stile musicale che sentiamo adesso. Insomma, il disco vero.

RockLine: Vuoi aggiungere qualcosa per chiudere?
Milan: In realtà no. Solo che la gente non deve perdersi il concerto del 20.12.2008 al club Gromka a Lubiana, e nemmeno quello prima dei Grave Digger, a febbraio 2009, sempre a Lubiana.

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