Leonart in viaggio con `Visoko v nebo`! (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data del concerto: 19.10.2016
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 8,00€

Sebastijan Lukovnjak (voce, chitarra ritmica), Andrej Knehtl (chitarra), Martin Počkar (basso, cori) e Marko Brvar (batteria) sono il quartetto Leonart. Nella prima decade di ottobre la band ha pubblicato il suo debutto in studio »Visoko v nebo« – recensione di RockLine QUI. Un album davvero bello, dall’estetica pop rock »mainstream« contagiosa al punto giusto, che quasi d’istinto fonde svolte di genere tra funk e blues e altro ancora in un conglomerato molto ascoltabile di dieci pezzi curati e di alto valore musicale.

Dopo aver suonato nella natia Maribor qualche giorno prima, dove ha festeggiato ufficialmente per la prima volta l’uscita del nuovo album, la band ha toccato anche l’Orto bar di Lubiana nell’ambito della promozione del nuovo lavoro. I ragazzi su questo progetto hanno pensato proprio a tutto (dettagli compresi). Il prodotto di alta qualità si è subito ritagliato un posto nelle rotazioni radiofoniche, a oggi ha collezionato ben sette singoli di presentazione e quattro video, il tutto sostenuto anche da una buona strategia di PR. Sono le dieci di sera. Entri nella sala di sopra, sul classico palco del leggendario club, e dentro ci sono giusto un po’ di amici della band, stretti al bancone o ai tavolini lungo gli angoli della sala. Dove sono finiti gli altri? La pioggia non è la vera ragione. È dura salire sul palco in una situazione così, mordersi il labbro e tirare fuori un concerto con quella carica a pieno sangue che ti verrebbe naturale, che so, davanti a qualche centinaio di persone.

In questa situazione antipatica i Leonart si sono quindi ritrovati quella sera, ma non ci hanno rimuginato troppo e hanno iniziato a far divertire la sparuta folla. Quello che trasmette l’album, l’ha sprigionato anche il concerto. Un’intesa eccezionale tra i musicisti. Si sente che i ragazzi si conoscono da tanto, che tra loro non ci sono segreti e che funzionano come un blocco unico. Nella musica che portano sono »calibrati con la mente e con l’ispirazione« sulla stessa frequenza. Per questo i pezzi raggiungono un bellissimo effetto dal vivo, dal marchio rapace. Una magnificazione »live« delle vibrazioni energetiche del debutto in studio, insomma! Di sicuro, però, l’interazione dei quattro elementi e naturalmente l’interpretazione di quella sera all’Orto bar nascondevano ancora un margine esecutivo inespresso, visto che la band, come detto, ha dovuto fare i conti con un’esibizione in un locale del tutto vuoto. Per questo l’evento si portava dietro quella sensazione spiacevole e a disagio che in casi simili si insinua volentieri nel godersi il concerto. La sensazione che sia una prova aperta al pubblico.

Come dicevamo. Eccellente percezione reciproca del quartetto, aiutato alle tastiere da un quinto membro, Žan Hauptman, che ha collaborato anche all’album. Su tutto, la prima calamita dello show è la prova di Sebastijan, che possiede un timbro davvero splendido, caldo e di intonazione media, con cui porta per tutto il tempo, con decisione e mordente, i messaggi dei versi, aggiungendo piacevoli effetti di dinamismo alle linee vocali quando si cimenta qua e là con spezie soul.  Allo stesso tempo, il tipo resta praticamente per tutto il concerto con l’acustica a tracolla, il che non gli impedisce di curare una presenza scenica ben costruita né di rivolgersi al pubblico. Insomma, l’uomo ha un vero carisma. E ovviamente sempre sostenuto dall’ottima prova dei compagni.

I Leonart sono una band che si è temprata e limata a lungo »lontano da occhi indiscreti«, prima di sentire che il suo perfezionismo le permetteva di partire alla conquista del pubblico musicale sloveno. Per questo, oltre a presentare per intero l’album »Visoko v nebo«, la formazione ha suonato quasi altrettanti pezzi che nell’album non ci sono. Questi si distaccano dal materiale del disco per una dose nettamente maggiore di variazioni blues, perfino deviazioni espressive di natura esplorativa, che portano più dialogo strumentale, stati d’animo del tutto diversi e, di conseguenza, brani anche più lunghi. Detto chiaro e tondo, a volte questi pezzi possono essere perfino troppo »progressivi« per »Visoko v nebo«, quindi la band ha deciso di tenerli da parte per il prossimo album. Col tempo si evolveranno sicuramente ancora a piacere, di pari passo con la maturazione del gruppo.

Insomma. All’Orto bar i Leonart si sono presentati come una band che in tutto ciò che fa ragiona molto, molto sul serio. In termini di artisticità, di una strategia di (auto)promozione curatissima e, soprattutto, come una band che regala una bellissima serata di musica dal vivo da passare insieme.

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