Valkyrie

0 3

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Glass Hammer
Etichetta: Arion
Uscita: 2016
Durata: 65:18
Voto: 4.5/5

I revivalisti prog americani Glass Hammer sono una delle poche band che, nonostante l’iperproduzione (quasi ogni anno sfornano un nuovo album in studio), riescono ancora a sorprendere con lavori di qualità. Pur essendo sulla scena dal 1992 e avendo pubblicato ben sedici album in studio, in un arco di tempo così lungo non hanno cambiato nessun altro membro oltre alla cantante Michelle Young, il che è senza dubbio lodevole e oggi è ormai una vera rarità. Tutto questo è a dir poco sorprendente, così come il fatto che arrivino dal Tennessee, che, un po’ come il Kansas, è uno degli ultimi posti negli USA dove ti aspetteresti una creatività progrock di alto livello  ma questo vale solo per chi con i Glass Hammer finora non ‘ci ha mai avuto a che fare’. Dopo il precedente »The Breaking of the World« (2015), con »Valkyrie« i Glass Hammer tornano  con un lavoro nuovo e molto interessante, che farà felici soprattutto chi giura sul rock progressivo sinfonico con una produzione cristallina, maestosi arrangiamenti sinfonici, un’esecuzione tecnica da urlo e un’occhiata al passato dosata al punto giusto.

I cantanti di lunga data, Jon Davison (Yes) e Carl Graves, hanno ‘congelato’ a tempo indeterminato la loro tessera da membri dei Glass Hammer: su »Valkyrie« dei loro contributi vocali non c’è traccia, mentre la voce principale è passata a Susie Bogdanowicz, che dal 2013 è di nuovo attiva come voce femminile principale. »Valkyrie« è quindi di nuovo un album più ‘al femminile’, almeno per quanto riguarda la voce solista, e a suo modo il cambio ci sta proprio bene, soprattutto vista la natura concettuale del disco. Il concept è tipicamente ‘americano’: racconta di un soldato sfinito che, dopo tanto tempo e dopo gli orrori della guerra, torna a casa, dove la fidanzata lo aspetta con ansia. Lei dovrà poi impegnarsi parecchio per riconquistare l’affetto del suo promesso, reso distante dai traumi di guerra. Poi, ovviamente, arriva il tipico lieto fine ‘americano’, di quelli in cui bisogna tirare fuori i fazzolettini.

Beh, se il concept di »Valkyrie« è più o meno al livello di una produzione hollywoodiana di serie B, almeno il volto musicale del disco risulta molto più interessante e, rispetto a quello che la maggior parte della gente si aspetterebbe dai Glass Hammer, quasi rinfrescante. »Valkyrie«, nonostante la sua natura prevalentemente sinfonica, con evidenti influenze ‘old school’ di Yes, ELP, Genesis e Renaissance, è infatti un lavoro piuttosto eclettico. Tra le altre cose, si distingue per i numerosi colpi di scena, i cambi di tempo furbissimi e le varie ‘spezie’ stilistiche prese da jazz fusion, heavy rock, musica elettronica e pop, tanto che non ci sono momenti di noia, nemmeno nei passaggi più lunghi. Forse a tratti l’atmosfera diventa fin troppo sentimentale, ma in questo modo almeno le immagini del concept appena citato risultano più convincenti.

Qualche contributo vocale lo hanno portato anche i due membri originali, i polistrumentisti Fred Schendel (soprattutto alle tastiere) e Steve Babb (soprattutto al basso), che si ‘mettono in mostra’ per la prima volta già nell’opener »The Fields We Know«, ma sono entrambi cantanti piuttosto mediocri, e ne sono ben consapevoli, per cui al momento giusto passano il microfono principale all’amica Susie. Lei brilla per la prima volta in »Golden Days«, che è praticamente il prototipo della classica composizione alla Glass Hammer, con arrangiamenti sinfonici ammalianti, intelligenti variazioni di chitarra e ricche armonie vocali, mentre tra i pezzi meno tipici rientra sicuramente lo strumentale dalle tinte elettroniche »Nexus Girl«.

Gli altri due membri della band, cioè il virtuoso della chitarra Kamran Alan Shikoh e il batterista Aaron Raustlon, si occupano soprattutto di far sì che gran parte dei pezzi del disco sia suonata ‘con le palle’, cosa che emerge al meglio nell’ambizioso epic di 14 minuti »No Man’s Land«, con tanti interludi strumentali e un sacco di spazio per assoli infuocati. Nonostante la notevole complessità ritmica, il disco è tutt’altro che difficile da ascoltare, perché lo contraddistinguono arrangiamenti deliziosi e melodici e belle armonie vocali. I Glass Hammer sono per lo più dei gran positivi, ma su »Valkyrie« ci sono anche tanti momenti cupi e malinconici, come per esempio l’epic di nove minuti »Dead And Gone«. Questo si apre come una ballata piuttosto lacrimosa, ma col tempo diventa molto più eclettico, con numerosi interessanti passaggi strumentali che entusiasmeranno anche i gourmet del symphonic prog più esigenti.

Con »Valkyrie«, un concept album davvero godibilissimo, i Glass Hammer hanno dimostrato ancora una volta come dovrebbe suonare il prog rock sinfonico moderno. Si può dire che sia uno dei loro lavori più ispirati degli ultimi anni, anche se non ci sono né Davison né Graves, che erano stati in buona parte responsabili del fatto che, nel corso degli anni, la popolarità di una delle migliori band progrock americane sia cresciuta parecchio tra gli appassionati di musica sperimentale. La vera ‘stella’ di »Valykrie« è senza dubbio Susie, che con il suo canto regala al disco quell’anima giusta che i due capi della band, Schendel e Babb, con le loro capacità vocali limitate, non sarebbero riusciti a garantire. »Valykrie« piacerà probabilmente soprattutto a chi in fatto di produzione giura sul suono cristallino e a chi i nuovi lavori dei Renaissance, tornati in vita, non hanno convinto del tutto o magari ha avuto aspettative un po’ troppo alte.

Formazione

Susie Bogdanowicz – voce principale
Alan Shikoh – chitarra, sitar elettrico
Steve Babb – basso, tastiere, voce principale
Fred Schendel – tastiere, chitarra, voce principale
Aaron Raulston – batteria 

Produzione

Fred Schendel e Steve Babb

Tracklist

1. The Fields We Know (7:37)
2. Golden Days (6:20)
3. No Man’s Land (14:20)
4. Nexus Girl (2:58)
5. Valkyrie (5:55)
6. Fog Of War (8:24)
7. Dead And Gone (9:56)
8. Eucatastrophe (3:31)
9. Rapturo (6:13)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie