Les Voix
Izvajalec: Magma
Založba: Seventh Records
Izid: 1992
Ocena: 4.6/5
Dopo una pausa di qualche anno e qualche esperimento con una musica un po’ diversa nei The Offering, Christian Vander ha deciso, all’inizio degli anni Novanta, di resuscitare i Magma. Uno dei primi concerti è stato il cosiddetto “Les Voix” in Francia, dove la band si presenta con un’altra faccia. Non solo Vander si è circondato di collaboratori completamente nuovi (a parte la moglie Stella, sono tutte facce nuove), ma anche il volto musicale è cambiato radicalmente. Stavolta nei Magma suonano addirittura un sacco di musicisti, per i loro standard – ben otto vocalist (oltre alla moglie anche la figlia Julie) , due tastieristi, un contrabbassista e Vander stesso come solista alla voce, al piano e alla batteria.
L’esperienza nei The Offering, dove Vander si era dedicato soprattutto a sviluppare le sue capacità vocali, ha evidentemente cambiato un po’ lo sguardo del signore francese sulla musica. Gli arrangiamenti vocali nei Magma sono sempre stati importantissimi, ma non erano mai stati curati in modo così meticoloso come qui. Si sente proprio che gli altri strumenti hanno un ruolo solo secondario.
Con i Magma è ormai un’abitudine suonare dal vivo anche qualche pezzo che non è mai uscito come registrazione in studio. In “Les Voix” vale per ben tre brani su quattro: solo Wurdah Itah (ufficialmente un progetto solista di Vander) è già nota. Dei tre restanti, a essere noto è solo il nome del primo (Emehnteht-Re), che compare come bonus già su Live/Hhai. Emehnteht-Re, Zess e Wurdah Itah sono versioni accorciate, mentre C’est Pour Nous è un pezzo che i Magma non hanno suonato proprio spesso.
Qualche recensione definisce questo disco addirittura una Magma acustica, ma visto che ci sono pianoforti elettrici e sintetizzatori, l’affermazione è un po’ imprecisa. È vero che mancano alcuni elementi tipici dello zeuhl, come il basso devastante e la batteria selvaggia, e che questa versione del gruppo è molto più digeribile per un pubblico più ampio, ma il suono resta comunque riconoscibile. Non potrei scambiarlo per nessun’altra formazione. Gli arrangiamenti vocali sontuosi e il canto corale fanno sì che la musica risulti il più estetica e accessibile possibile, di batteria quasi non ce n’è (solo su Wurdah Itah, e anche lì molto contenuta), il contrabbasso rispetto al basso elettrico suona molto docile, e le tastiere stanno più o meno sullo sfondo (o suonano le stesse melodie cantate dai vocalist, oppure lunghi accordi).
Stavolta il ruolo di cantante principale se lo riprende il grande capo in persona. Il suo stile vocale dà fastidio a molti, ma a me sembra uno dei cantanti più versatili in assoluto. Sa cantare in modo normale, in un falsetto altissimo, sa partire con un puro “scat” jazzistico, ma sa anche strillare. Probabilmente è proprio lo strillo a tenere spesso la gente lontana dai Magma. Ammetto che neanch’io vado matto per questo lato del gruppo, ma la musica va presa come un tutt’uno, e quindi vedo lo strillo come parte dell’esperimento e della storia. In “Les Voix” Christian Vander più di una volta indossa i panni di una specie di predicatore (Zess) che recita la sua dottrina. Se le prediche in chiesa suonassero così, ci tornerei volentieri, a qualche “corso spirituale”. A differenza di tanti preti, Vander suona convincente, non falso. Kobaia è evidentemente davvero un’immagine positivista rovesciata della Terra, se ci si può fidare perfino dei predicatori.
Les Voix è un disco che magari non contiene alcune delle cose che hanno reso i Magma così specifici e unici, ma la bellezza di questo progetto non ne viene minimamente offuscata. Le melodie vocali sono tra le più belle del loro catalogo, e il canto corale è così meraviglioso da commuoverti fino alle lacrime. Anche se questo lavoro non è considerato importante, io lo metto tra i miei preferiti. Secondo me Vander dà il meglio quando decide di creare musica sontuosa incentrata sulla voce umana. Stavolta i compiti da solista sono per lo più suoi, e li gestisce senza problemi. Les Voix non è certo un disco rappresentativo di questa grande band, ma per chi comincia è abbastanza adatto, perché non è così ruvido e crudo. L’unica cosa che potrebbe dare fastidio alla gente è il canto di Vander, che per me è di prima classe, ma capisco che a molti possa risultare fastidioso.
Formazione
Stella Vander – voce
Addie Deat – voce
Julie Vander – voce
Benedicte Ragu – voce
Isabelle Feuillebois – voce
Jean Christophe Gamet – voce
Alex Ferrand – voce
Jean Francois Deat – voce
Pierre Michel Sivadier – tastiere
Simon Goubert – piano, tastiere
Philippe Dardelle – contrabbasso
Christian Vander – voce, piano, batteria
Produzione
Geraud Nimault
Tracklist
1. Emehnteht-Re (3:39)
2. C’Est Pour Nous (7:56)
3. Zess (extrait) (17:18)
4. Wurdah Itah C.Vander (15:46)
Durata dell’album: 44:39