L’incantesimo della luna su Graz (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Graz / P.P.C. / Austria
Data del concerto: 25.10.2015
Numero di spettatori: 400
Prezzo del biglietto: 27,40€

I Moonspell, longevi metallari estremi portoghesi,  con una discografia invidiabile che non conosce cali di qualità in tutta la carriera e il cui motore è una costante evoluzione artistica di assoluta originalità espressiva, sono considerati anche degli straordinari interpreti da palco. Non per niente il nome della band contiene la parola »spell«, ovvero incantesimo.

Lo scorso marzo i Moonspell hanno pubblicato l’11° album in studio, a metà estate hanno fatto tappa anche ai Metaldays sloveni nell’ambito dei festival estivi, e ora sono impegnati nella seconda parte del tour europeo dedicato alla promozione dell’album »Extinct«. Gente di cui ti puoi fidare ciecamente, dei veri stakanovisti!

Se nei Moonspell cerchiamo un convincente conglomerato di fusione tra elementi avant-garde, metal progressivo con venature gotiche e quegli elementi che tanto tempo fa hanno definito anche i Celtic Frost – gli elementi del dark metal, insomma – allora non possiamo aggirare il primo pilastro della band, l’iconica silhouette sul palco, il cantante dall’enorme carisma Fernando Ribeiro.

I Moonspell si distinguono per un’altra grande qualità. Non ci sono due album, tra quelli pubblicati nella loro ricca carriera discografica, che si somiglino.  In ognuno di essi i Moonspell hanno sempre mantenuto il proprio contenuto artistico unico e, con sperimentazioni audaci, non solo hanno allargato gli orizzonti evolutivi della loro musica, ma sono sempre riusciti a conservare tutta la credibilità del loro passato, che li piazza in una posizione del tutto unica e inconfondibile nell’universo metal.

Insomma, quando i Moonspell passano dalle tue parti, sarebbe un peccato mortale perdersi il loro concerto. Così sono arrivati anche a Graz, il 25.10.2015, e la serata è stata aperta da due band di supporto: i greci Jaded Star e, dopo di loro, i francesi Dagoba. Purtroppo il concerto dei Jaded Star ce lo siamo perso per intero a causa dell’intervista con il cantante dei Moonspell Fernando Ribeiro, mentre i francesi Dagoba ce li siamo goduti dall’inizio alla fine. Death groove metal moderno con spiccati inserti melodici! I ragazzi per 40 minuti hanno sgobbato e sudato a fiumi per cercare di scuotere il magro pubblico che, in perfetto stile austriaco, seguiva l’esibizione con enorme riserbo. Solo da lontano. Sotto il palco non c’era nemmeno una persona durante il concerto, anche se il cantante  Shawter si sbracciava in tutti i modi per attirare qualcuno più vicino. La band ha presentato in modo corretto il nuovo album »Tales of the Black Down« (2015). Bella e sicura esibizione per un gruppo attivo da 15 anni, che però non ha lasciato un’impronta autoriale particolarmente profonda. Come se avesse già sentito e provato tutto, da qualche parte, ai tempi.

In ogni caso, la maggior parte del pubblico di quel giorno, per quanto fosse una presenza modesta, forse 400 teste, era arrivata esclusivamente per il concerto dei Moonspell. Qualche anima slovena si era piazzata sotto il palco, ed è stata una bella scoperta. Durante l’intro i ragazzi hanno preso piano piano le loro posizioni. Il pubblico si è risvegliato dal suo torpore intontito, mentre sul palco c’era una nebbia che si sarebbe potuta tagliare a fette spesse. Finalmente compare anche l’estremamente carismatica figura di Fernando Ribeiro, che stavolta non portava il casco in testa, come nel tour precedente. Dalla traccia d’apertura, il nuovo singolo Breathe (Until we are no more), fino alla fine del concerto, Fernando ha tenuto il pubblico saldamente in pugno. Come se sulla Terra fosse sceso il diavolo in persona, il demonio stesso. Una silhouette spettrale e cupa, avvolta nella nebbia, la fronte aggrottata e sotto di essa uno sguardo truce. In sintonia con il growl brutale e la caratteristica presenza scenica! Ancora una volta Fernando si è goduto fino in fondo il suo ruolo. Ma non vanno trascurati nemmeno gli altri membri della band.  Hanno suonato un concerto di altissimo livello. Pedro stavolta ha suonato solo le tastiere. Nel tour per la promozione dell’album Aplha Noir (2012), invece, durante i concerti di quel tour alternava chitarra e tastiere.

La band ha puntato con decisione sull’album »Extinct«. Tra i brani nuovi, che i Moonspell hanno suonato in ben 6, è piaciuta in particolare la tutta atmosfera di Medusalem con le sue orchestrazioni orientaleggianti, e la band ha servito anche qualche dolce sorpresa dal repertorio classico, visto che quest’anno festeggia il 20° anniversario dell’album d’esordio »Wolfheart« (1995). Così, dopo l’attesa Alma Mater, con cui i ragazzi hanno chiuso la parte regolare e in cui si è lasciato coinvolgere tutto il pubblico, hanno suonato anche i brani Wampiria e, subito dopo, Ataegina. La scaletta cambia almeno un minimo a ogni data del nuovo tour. Per il concerto di Graz la band ha reinserito in repertorio il singolo Scorpion Flower. Per l’occasione a Fernando si è unita sul palco per un duetto la cantante dei Jaded Star, Maxi Nil, e poco prima della fine della parte regolare la band, su richiesta bella forte di tre ragazze del pubblico, dopo parecchio tempo ha rimesso in scaletta la nuova Domina.

Un’ottima setlist, bilanciata tra materiale nuovo e vecchi brani (soprattutto degli album »Wolfhear t« e »Irreligious«). Ipnosi per un’ora e mezza. Come oppio. Una pastiglia allucinogena potente e implacabile. L’incantesimo della luna piena ha brillato su Graz ancora a lungo dopo che erano risuonate le ultime note della conclusiva Full Moon Madness.

I Moonspell sono in splendida forma. Non solo dal punto di vista artistico, ma anche sul palco. Nonostante il concerto fosse segnato da un’affluenza scarsa, hanno dato tutto. E si sono visibilmente divertiti. Nemmeno stavolta sono mancati gli aneddoti da sbronzi. Dai tizi che rovesciavano derivati alcolici nelle prime file, fino alle richieste di suonare brani che la band aveva già suonato nello stesso concerto mezz’ora prima. Il suono era buono, davanti solo le tastiere un po’ meno udibili, ma alla consolle dei mixer in fondo, in platea, un’immagine sonora molto bella. I Moonspell sono dunque una band che dà il massimo. Perfezionisti a cui l’approccio appassionato non è certo estraneo. In tutto quello che fanno. Sul pianeta restano unici e irripetibili. E anche il concerto di Graz del tour in corso, il »Road to Extinction Tour«, l’ha confermato più che mai. 

Setlist

MOONSPELL:
1. La Baphomette (Intro)
2. Breathe (Until We Are No More)
3. Extinct
4. Night Eternal
5. Opium
6. Awake!
7. The Last of Us
8. Medusalem
9. Scorpion Flower
10. Malignia
11. Em Nome do Medo
12. Vampiria
13. Ataegina
14. Domina
15. Alma Mater
—bis—
16. Everything Invaded
17. The Future Is Dark
18. Full Moon Madness

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