Moonspell sulla strada dell’estinzione (2015)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Graz /P.P.C. / Austria
Data dell’intervista: 25.10.2015
I portoghesi Moonspell sono considerati dei veri e propri casi a parte sulla scena metal. Sono famosi come una band arricchita da un senso innato per la raffinata combinazione di generi estremi del metal, con una dose imponente di magniloquenza melodica e spruzzate di arrangiamenti orchestrali, mentre il loro temperamento oscuro si approfondisce con un velo di sfumature gotiche e con l’uso di effetti di loop sonori programmati.
Quando cerchiamo nei Moonspell un convincente conglomerato di fusione tra elementi avant-garde, metal progressivo con elementi gotici e quegli elementi che un tempo, tanto tempo fa, definivano anche i Celtic Frost, cioè il dark metal, non possiamo ignorare il primo pilastro della band: la sagoma iconica sul palco, il cantante dal carisma fuori dal comune Fernando Ribeiro.
L’intervista con Fernando l’abbiamo fatta a Graz, in Austria, nei locali del club P.P.C., il 25.10.2015, poco prima del concerto dei Moonspell….
RockLine: Come ti trovi con l’andamento di questo tour?
Fernando: »Ottobre è un mese difficile per i tour. Lo è sempre stato. Non importa dove ti trovi. In Austria, in qualche paese dell’Europa dell’Est, ovunque. Però sono contento che i fan della nostra musica vengano ai nostri concerti anche in questo periodo e ci dimostrino dedizione e affetto. In realtà sono felicissimo che tutto il nostro duro lavoro si traduca in concerti che di anno in anno sono sempre più affollati. Visto che questa è la seconda parte del tour di »Extinct«, sono contento che ci sia ancora tanto interesse e, non ultimo, sono contento di suonare di nuovo qui in Austria, dove mancavamo da un bel po’. Abbiamo già suonato a Innsbruck e siamo rimasti molto sorpresi dalla risposta, ieri abbiamo fatto Budapest, oggi siamo qui, ogni sera di concerto ha qualcosa di speciale e lo sarà anche quella di stasera, nonostante sia domenica e la gente domani debba andare a lavorare.«
RockLine: Quest’anno avete suonato anche in Slovenia, nell’ambito del festival Metaldays a Tolmin, dove all’ultimo minuto vi hanno spostati dal palco principale a uno più piccolo.
Fernando: Sì. È stata una decisione difficile da prendere. In questo caso il problema non era nostro e potevamo dire che la cosa non ci riguardava e che non avremmo accettato modifiche rispetto agli accordi. Un sacco di band l’avrebbero fatto. Ma a questo festival avevamo già suonato e conosciamo il promoter. Eravamo contenti all’idea di suonare sul palco principale, ma alla fine contano i fan e, se non avessimo accettato, il festival avrebbe potuto trovarsi in un mare di guai con lo svolgimento del programma, a cominciare dai ritardi. Comunque la giri, quella mossa si è rivelata perfetta. Abbiamo suonato in un’atmosfera che si sposava alla grande con la nostra musica. Era il crepuscolo, in mezzo ad alberi altissimi, il pubblico era entusiasta e noi ci siamo divertiti. L’importante è che al festival le cose siano filate lisce.
RockLine: Cosa provi per il nuovo album »Extinct«, quanto sei soddisfatto e cosa rappresenta per i Moonspell?
Fernando: Questo album l’abbiamo registrato con tantissima emotività. Non avevamo pianificato di farlo uscire così presto dopo »Alpha Noir«, perché mentre nasceva eravamo ancora in tour. Però abbiamo dato retta al nostro richiamo interiore. Dopo il tour abbiamo fatto le valigie e siamo partiti dal Portogallo dritti in Svezia, dal produttore Jens Bogren, e lì siamo stati completamente isolati. Tagliati fuori dal mondo, dalla realtà. Abbiamo creato senza il peso di quello che ci stava intorno. Ed è così che è cresciuto il nostro album. Per noi è un album speciale. Abbiamo provato cose del tutto nuove, abbiamo usato qualche vecchia idea che era ormai matura per essere realizzata, per noi questo album è un passo avanti. I fan l’hanno accolto bene, ai concerti suoniamo tanti pezzi di questo disco. Non siamo più giovani, siamo sui quarantacinque, e la cosa più importante per noi, a questo punto della carriera, è mantenere la qualità e allo stesso tempo migliorarla di album in album.
RockLine: Il disco precedente in realtà l’avete diviso in due parti: »Omega White« e »Alpha Noir«. Si potrebbe dire che »Extinct« sia una specie di mix dei due? Ho ragione o mi sbaglio?
Fernando: Anche se molti considerano »Alpha Noir« il vero album principale dei due, per noi anche »Omega White« è molto importante, è una specie di »figlio super protetto«. Non volevamo mescolare il materiale. Volevamo registrare un album interamente durissimo, ed è »Alpha Noir«. D’altra parte, per la nascita di »Extinct« è stato importantissimo proprio »Omega White«. Lì siamo entrati in contatto con una vena molto più musicale, con il genere gotico, l’elettronica, il rock. Così è nato un album che non è così smaccatamente metal come lo erano, per dire, »Memorial« (2006) o »Night Eternal« (2008), o addirittura »Antidote« (2003). Anche se Extinct in parte è metallizzato, mentre dall’altra parte ci trovi elementi gotici, ha la sua aura, come ognuno dei nostri album del passato.
RockLine: Voi Moonspell avete sempre amato sperimentare con il suono e lo stile, fin dal primo album.
Fernando: Penso che te lo porti dentro fin dalla nascita. Siamo nati così. Abbiamo iniziato a creare negli anni Novanta. In quel periodo un sacco di generi è entrato nelle sfere del metal. Il metal li ha assorbiti. Che si trattasse di dark wave, gothic, industrial, elementi sinfonici, musica folk,… Oggi invece molte cose sono cambiate. La gente vive di schemi, ama lavorare per schemi, si copia tantissimo. Si è detto molto e ci sono tante band, quindi è più difficile distinguerle di quanto lo fosse una volta. Per quanto riguarda »Extinct«, il nostro obiettivo era senz’altro riversare su di esso l’aura della band in questo momento. Sono le nostre emozioni, sensazioni, passioni, tutto quello che abbiamo vissuto in questo periodo, è l’impronta del battito della band in questo momento. Posso dire che siamo in piena crisi di mezza età, per cui a tratti l’album può essere suonato a qualcuno persino rock, anche se non lo è ah, ah, ah,…
RockLine: Cosa diresti di te come artista musicale e cantante in termini di crescita artistica e maturazione lungo la carriera, e come si riflette il tuo contributo sul nuovo album?
Fernando: Per me l’album »Extinct« è un lavoro su cui, come cantante, ho sfidato me stesso un bel po’ di volte. Non solo perché faccio semplicemente ciò che mi è stato dato, quello che mi hanno messo nella culla, ma anche perché non ho mai avuto intenzione di diventare un cantante. È un talento che ho scoperto solo dopo essere entrato nella band. E sono entrato come cantante, in primo luogo per riuscire a entrare nella band e basta. La band poi si è evoluta musicalmente e io, come cantante, in parallelo con lei. Da sempre ritengo inoltre che l’esecuzione vocale sia strettamente legata al messaggio della poesia. Ci sono versi destinati a essere urlati (growl, N.d.R.), al canto normale, o versi in cui devi essere particolarmente »fragile«, e in questo di solito reagisco anche in modo molto istintivo. Su »Extinct« mi sono avvicinato alla voce in modo molto melodico. Con la voce devi esprimere l’atmosfera del momento, farla vivere. Insieme alla musica. Non voglio essere solo uno di quelli che »abbaiano« nella band, perché così la nostra musica risulterebbe mediocre. La voce per me è uno strumento che ho dentro. Per Extinct è stato molto importante essere stati in Svezia, dove abbiamo sentito la pace. Ero isolato e ho potuto davvero dedicarmi a ogni momento che vivevo e, proprio per questo, farlo rivivere con efficacia attraverso la voce.
RockLine: Ti è mai venuta voglia di pubblicare un album in studio da solista?
Fernando: »Hmmm…, in passato ho collaborato molto agli album di altri artisti. All’inizio della carriera soprattutto portoghesi, ho collaborato anche a dischi di fado. Anni fa mi sono esibito anche a teatro e perfino all’opera, con tutte le altre voci, dai tenori ai soprani. Mi ha sempre attirato e non ho mai avuto problemi. Quanto a un album solista, posso dire che sono sempre stato solo Moonspell e faccio fatica a immaginare qualcosa di diverso dalla mia voce al servizio dei soli Moonspell. Se mai decidessi di fare qualcosa del genere, sarebbe un album che non sarebbe di certo metal. Includerei pianoforte classico, violoncello, qualcosa alla Nick Cave. Ma non ne sento il bisogno. Per il resto, ho scritto alcuni libri in portoghese, e ne traduco anche, poesia compresa.
RockLine: Quali musicisti e artisti ti hanno influenzato, già da ragazzo, nella scelta della strada musicale?
Fernando: Tante cose. Se parto dal metal classico, sono i Black Sabbath e King Diamond. Più tardi ho scoperto l’»underground metal«. Mi ha conquistato del tutto. In quel momento mi sono detto che volevo stare in una band. Nel 1990 i Bathory sono arrivati in Portogallo. Avevo 16 anni ed ero un loro fan. Ho incontrato Quorthon, per me era una figura mitica dell’underground. In quel momento ho deciso che volevo cantare. Più avanti ho scoperto sempre più musica diversa. Mi ha influenzato Peter Steele dei Type O’Negative, la band con cui, in pratica, siamo cresciuti tutti nel gruppo. E poi, per dire, Peter Murphy dei Bauhaus.
RockLine: Anni fa avete fatto un tour insieme ai Cradle of Filth. Si riusciva ad andare d’accordo con uno come Dani Filth in compagnia?
Fernando: So dove vuoi arrivare. Ogni band ha le sue maniere, diciamo manie e abitudini. Si esagera molto anche nelle storie che girano in pubblico. Noi Moonspell e i Cradle of Filth ci siamo conosciuti quando entrambe le band erano ancora spinte nel sottosuolo più totale. Ma abbiamo presto sviluppato un solido legame d’amicizia. Dani Filth ha addirittura sulla spalla sinistra un tatuaggio con un motivo del nostro debutto in studio »Wolfheart« (1995). So che Dani sa essere una persona conflittuale, conosco le storie, ma alla fine conta solo la band e la sua musica. E noi Moonspell, comunque, siamo andati molto d’accordo con i Cradle of Filth nei tour insieme.
RockLine: Ancora la classica domanda per chiudere. Quali sono i vostri piani per il futuro? C’è in programma l’uscita di qualche DVD o roba simile?
Fernando: Dobbiamo portare a termine con successo il tour in corso. Poi ci prenderemo una pausa in Portogallo per riposarci. Segue un tour negli USA, in cui ci accompagnano gli Epica, e dopo ci aspetta ancora un sacco di lavoro, perché dobbiamo fare anche concerti nel Regno Unito, in Russia, in Australia, forse in Giappone. Per il prossimo anno, per la notte di Halloween, stiamo pianificando un concerto speciale nella nostra città natale, dove abbiamo suonato 20 anni fa, quando era appena uscito l’album »Irreligious«, che il prossimo anno compirà 20 anni. Stiamo cercando di bloccare la data, vorremmo registrare il materiale per un DVD proprio in quel concerto. In quel concerto uniremo il repertorio del nostro attuale tour »Road to Extinction« con la celebrazione del ventesimo anniversario dell’uscita dell’album »Irreligious«.
Com’è andato il concerto dei Moonspell del 25.10.2015 al club P.P.C. di Graz lo potete leggere QUI!
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