Lipstikk N’ Leathür, quinta edizione (2014)
Autore: Urban Bolta
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: MC Jedro / Medvode / Lubiana
Data del concerto: 08.02.2014
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 3€
Nella settimana in cui la Slovenia è stata avvolta da un abbraccio gelido come non se ne ricordavano da anni, la memoria è corsa senza volerlo a due anni fa, quando nei giorni prima del festival Lipstikk N Leathür di Medvode la nostra amata patria era stata investita da temperature siberiane che, volente o nolente, si erano fatte sentire anche sull’affluenza. L’inverno è spietato e spesso presenta il conto, e pure stavolta il meteo non era dei migliori, eppure al club Jedro di Medvode, per la nuova edizione del festival più monello sotto il Triglav, si è radunato un bel po’ di gente amante del rock pesante.
La serata l’hanno aperta gli hard rocker di Lubiana Black Dynamite, con cui al debutto sulle nostre pagine non avevamo avuto proprio la migliore delle esperienze. Ma alla fine ai ragazzi non si può rimproverare nulla: si stanno ancora temprando e cercano il loro posto al sole. I Black Dynamite costruiscono sull’eredità della scuola hard rock anni Ottanta, con qualche occhiata al suono della new wave of British heavy metal e, nei passaggi strumentali, perfino un fugace flirt col blues. Lo scorso autunno i ragazzi hanno pubblicato un demo omonimo con sei pezzi, che hanno sparato fin da subito davanti al pubblico di Medvode, già bello carico. Anche se sono ancora in fase di sviluppo e cercano la loro identità autoriale, partendo da un avvio in sordina si sono presi una buona posizione di partenza. Il frontman Žiga ha tutte le carte in regola per fare il leader carismatico, peccato però che nei ritornelli ai cori lo affianchi solo il batterista Tilen: se vogliono puntare su ritornelli assassini, dovrebbero pensare a riempire il più possibile le linee vocali. Va detto a loro merito che, nonostante l’inesperienza e la timidezza sul palco, hanno costruito il set quasi solo su materiale proprio, infilandoci soltanto il classico dei G ‘n’ R Night Train, (soprattutto) per volere del chitarrista Izzy, le cui dita sul manico scivolano senza dubbio seguendo le istruzioni da manuale di Slash. Un piacevole assaggio di rock’n’roll, ma ai Black Dynamite manca ancora una lunga strada di chilometri da macinare. Per cominciare, spero che negli ultimi mesi abbiano già imparato a cosa servono di solito le foto promozionali di una band.
Secondi in scaletta sono saliti sul palco i Tomcat, vecchie conoscenze del pubblico sulla tratta da Lubiana a Kranj e in tutto quello che c’è in mezzo, dove hanno suonato la maggior parte dei loro concerti da quando, quattro anni fa, hanno messo in moto la macchina dal vivo. Per scaldare l’attesa prima del set, i Tomcat l’hanno condita con la première del videoclip di Adrenalin, senza dubbio il loro pezzo più maturo finora! I Tomcat hanno aperto il concerto nella nebbiolina, con il frontman Denis che si è presentato al pubblico come David Coverdale in uno dei suoi video, mentre il batterista Žiga, su un palco già di per sé bello lungo, era ancora più tagliato fuori da tutto quello che succedeva. Il basso di Šujo è stato fin dall’inizio fin troppo tagliente, ma i responsabili del mixer hanno trovato in fretta il giusto equilibrio sonoro. Da quando i Tomcat hanno importato Greg al posto del chitarrista, il loro potenziale espressivo è cresciuto ancora! Greg coltiva un approccio chitarristico di perfezione tecnica, e coi suoi assoli, spesso sparati proprio sul bordo del palco, l’ha dimostrato più volte, al contrario del suo predecessore Rok, rock’n’roll »bad ass« dalla presenza scenica carismatica, per cui già non vediamo l’ora della seconda metà dell’anno, quando i Tomcat (a quanto pare?) cominceranno a esibirsi come quintetto. Una cavalcata piena di testosterone attraverso il disco d’esordio dell’anno scorso ha toccato il suo apice con l’esecuzione dal vivo di Adrenalin, in cui Denis ha dimostrato di migliorare anche nella tecnica vocale, anche se stavolta (per via del pubblico di casa?) è sembrato a tratti fin troppo rilassato. Nonostante qualche scivolone ritmico, i Tomcat maturano con costanza, e se due, tre anni fa scrivevamo ancora che hanno bisogno di chilometri sulle spalle, forse si avvicina il momento in cui i Tomcat balzeranno ai piani alti delle frequenze radio… se continueranno nella direzione di Adrenalin!
Sono passati quasi esattamente due anni dall’ultima volta che ho visto i Broken Arrow. Era sulla stessa scena del crimine di stavolta, solo che all’epoca, all’edizione del Lipstikk N Leathür di allora, non toccava a loro il ruolo di headliner come questa volta. Nel frattempo è cambiato un sacco di roba. Mi riferisco in primis, ovviamente, alla recente uscita dell’attesissimo debutto »Feel The Arrow« (la recensione la trovi qui), la cui presentazione è stata il filo conduttore della serata con i rocker di Brežice. Anche se per impegni di studio manca il chitarrista ritmico Bor, i Broken Arrow hanno coperto il buco di routine con una base registrata, e quel minimo di organicità che si è perso i ragazzi (e le ragazze!) l’hanno compensato sul palco con uno show invidiabile, con il frontman Matjaž nel ruolo di protagonista. I mattoncini sonori formavano un insieme curato nei dettagli, poggiato su una sezione ritmica precisa come un orologio, Jani / Rok, e naturalmente la cifra principale della band di Brežice è la tensione verso la perfezione melodica, nello stile che nel decennio scorso hanno fatto rivivere i giovani gruppi hard rock scandinavi. Se dovessi cercare il pelo nell’uovo nell’esibizione dei Broken Arrow, direi che si sentivano troppo poco le graziose coriste, per cui le armonie vocali non sono esplose in tutta la loro giocosità. I ragazzi di Brežice hanno sorpreso con la cover di Kar je staro se novo zdi dei Martin Krpan, e già la scelta dimostra bene che, nel cercare e definire il proprio carattere, hanno pescato da un variegato miscuglio di modelli musicali. Hanno insaporito il repertorio anche con alcune canzoni più vecchie che non hanno trovato posto nell’album, come Zdaj ko si sama e Sanjam jo, ma a dominare era ovviamente il materiale attuale, durante il quale la vena interpretativa di Matjaž pulsava più forte che mai. Del resto, come potrebbe essere altrimenti: si vede dallo spazio che i ragazzi sono fieri del disco, e fanno bene! Le gocce di sudore in studio sono il passato, ora è il momento che i ragazzi di Brežice si godano il sudore anche sul palco!
Scaletta
1. Feels Alright
2. Tonight We RNR
3. Have A Little Love
4. V8 Serenade
5. In These Arms
6. Hold Me Tight
7. Zdaj ko si sama
8. Holdin’ On
9. Kar je staro se novo zdi
10. Can’t Tell If You Know
11. Sanjam jo
12. We Ride
13. Supersticious
14. Fight Fire With Fire
15. Hit The Streets
16. Lavatory Love Mahcine
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