Live And Dangerous
Artista: Thin Lizzy
Etichetta: Vertigo Records
Uscita: 1978
Si è già detto tanto sulla magia che i Thin Lizzy sprigionavano sul palco nella seconda metà degli anni Settanta. Live And Dangerous è una splendida fotografia di questa forza devastante. Registrato tra il 1976 e il 1977, durante i tour di Johnny The Fox e Bad Reputation, mostra la band al culmine della sua potenza creativa.
Live And Dangerous parte alla grande, con il “power” chord d’apertura di Jailbreak. Puro rock n roll che fin dal primo secondo suona fresco e convincente, come se non fossero passati già trent’anni! Lynott, con quel suo parlare vellutato, tiene saldamente in mano le redini della serata, mentre il pubblico gli mangia in mano. Un’energia incredibile che, tra armonie di chitarra sfacciate, si trascina dietro ogni singola anima presente. Niente di strano, perché in questa magia perfida si specchia tutta la grandezza dei Thin Lizzy. La banda di Lynott, che quattro anni prima si era lanciata senza esitazioni sulla strada della gloria, a questo punto ha limato il proprio sound fin nei minimi dettagli. Lo capiamo dai duelli di chitarra tra Robertson e Gorham, citati ormai un’infinità di volte, che dal vivo, a differenza di quanto fatto in studio, risultano molto più velenosi. Eppure l’ingrediente più importante dei Lizzy anche dal vivo resta Phil Lynott. Grazie al suo romanticismo senza fronzoli, Southbound diventa un altro picco, carico di malinconia, della lirica del bassista.
Quanta strada abbiano fatto i Thin Lizzy dai loro umili inizi ce lo ricorda la cavalcata energica di Rosalie, la sfacciata ragazza di Seger. La donnaccia dei vecchi tempi di Fighting è cresciuta fino a diventare una seduttrice spudorata, degna del peccato. Il brano, insieme a Dancing In The Moonlight, è un documento unico del rapporto quasi intimo di Lynott col pubblico. A questo, col suo morbido suono di sassofono, mentre Lynott e compagni stanno in agguato sullo sfondo, aggiunge un pizzico di eccitazione l’inimitabile John Earl. Fantastico!
Vedere sul palco la formazione classica dei Thin Lizzy assume un valore ancora più inestimabile in pezzi come Still In Love With You. Con questo blues da spezzare il cuore, Robertson prende il controllo delle tue emozioni. Ci giocherà senza volerlo anche la voce malinconica di Lynott, che domina completamente, accompagnata da un basso discreto, finché verso la fine del brano non ci porta dolcemente per mano la splendida e generosa parte strumentale dei due chitarristi.
Quando alla malinconia subentrano ritmi più incisivi, ci prende a schiaffi le orecchie l’onnipresente Johnny The Fox, che col suo inconfondibile look funky semina panico e terrore. Con lei torna in primo piano il rapporto Lynott – pubblico di cui sopra, che a Phil piaceva tanto. Su Johnny si nota subito. Lo stesso vale per Cowboy Song e per l’indimenticabile “It’s Okay Amigos, You Can Let Yourself Go..” di Lynott, a cui la folla risponde ogni volta con un’approvazione euforica che a un tratto sfocia nel delirio di The Boys Are Back In Town.
Altrettanto sicure si dimostrano Don’t Believe A Word, Suicide e Warriors. Tutti e tre brani pieni di spavalda cattiveria vivono i loro momenti migliori proprio in esibizioni live come queste, con cui si liberano definitivamente della cautela del passato. In questa compagnia “corrotta” si trova benissimo anche Are You Ready, inedita fino ad allora, che il pubblico accoglie a braccia aperte. Il culmine di questa follia è il vecchio classico di Night Life, Sha La La, condito per giunta con un particolarissimo assolo di Brian Downey! Man mano che ci si avvicina alla fine dell’album, sale di conseguenza anche la temperatura. A farla salire senza sosta ci pensa la travolgente Baby Drives Me Crazy, con il vecchio amico Huey Lewis all’armonica a bocca. Il momento della presentazione di tutti i membri della band, con un altro dialogo emotivo di Phil col pubblico, passa nell’attesa impaziente dell’eruzione di sporco rock n roll di The Rocker, che tra i cori di Lizzy, Lizzy chiude uno dei migliori album live di tutti i tempi.
Formazione
Philip Lynott: voce/basso
Brian Robertson: chitarra
Scott Gorham: chitarra
Brian Downey: batteria
Produzione
Tony Visconti
Tracklist
1.Jailbreak
2.Emerald
3.Southbound
4.Rosalie
5.Dancing In The Moonlight
6.Massacre
7.Still In Love With You
8.Johnny The Fox Meets Jimmy The Weed
9.Cowboy Song
10.The Boys Are Back In Town
11.Don’t Believe A Word
12.Warriors
13.Are You Ready
14.Suicide
15.Sha La La
16.Baby Drives Me Crazy
17.The Rocker
Durata dell’album: 76.34