Live at River Plate

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Autore: Urban Bolta

Artista: AC/DC
Etichetta: Sony Music
Uscita: 2011
Durata: 111:48
Voto: 4.5/5

“Live at River Plate” è il documento con cui i dinosauri dell’hard rock australiano AC/DC hanno messo il sigillo su quasi due anni di vagabondaggio per il mondo. Dopo aver chiuso nel 2001 un’enorme tournée mondiale, si erano ritirati sottoterra, ed era seguita un’astinenza lunga quasi tutto il primo decennio del nuovo millennio. In quel periodo la richiesta per il leggendario quintetto australiano è salita fino al limite, e quando è stato annunciato il tour mondiale di “Black Ice”, legato alla promozione dell’omonimo disco, nel mondo del rock è scoppiato il finimondo: arene e stadi sold out cadevano come tessere del domino, e la voce sulla potenza della macchina da concerto si diffondeva come un incendio in ogni direzione.

Il DVD cattura alla grande quel momento, quando tutta la plebaglia sotto il palco si sbracciava in estasi per ogni goccia di sudore scivolata giù dalla fronte di Brian Johnson. Quarant’anni di carriera e quindici album di semplice retorica rock n roll parlano da soli: gli AC/DC sono nell’autunno della loro esistenza, quindi vedere il tour di Black Ice era una delle ultime occasioni per sentirsi i brividi sulla pelle ascoltando gli inni ormai entrati nel patrimonio popolare della vecchia scuola rock, e di questo erano ben consapevoli anche i tanti fan argentini.

La location delle riprese del DVD non è stata scelta a caso. Qualsiasi musicista che abbia mai suonato in Sud America ti dirà che il pubblico di laggiù è il più passionale di tutti e i concerti sono i più vissuti, soprattutto se a spingerti c’è una marea di settantamila teste, tanti quanti ne contiene lo stadio di casa del colosso calcistico River Plate. All’inizio di dicembre 2009 gli AC/DC hanno suonato lì tre concerti sold out e pianificati con precisione chirurgica nel giro di una settimana; per l’uscita video hanno ripreso tutte e tre le serate e unito il materiale in un unico blocco. Così, in caso di eventuali sbavature del primo giorno, avevano ancora a disposizione due serate di recupero. Ingegnosità o imbroglio..? Giudicate voi.

Il tour di Black Ice, pensato in grande, sul piano commerciale e di massa ha entusiasmato con record su record, finendo addirittura al 2° posto tra i tour musicali più redditizi di sempre. Megalomane anche l’investimento per l’uscita video: il concerto è stato ripreso da ben 32 telecamere da ogni angolazione, così che chi guarda il DVD dalla poltrona di casa non si perde nemmeno una scena.

Gli AC/DC sono un’attrazione dal vivo! La band vive e respira per le esibizioni di massa, dove i suoi inni pruriginosi devastano tutto come una tempesta in tutta la loro potenza. Dopo l’ingresso adrenalinico della locomotiva sul palco, i “canguri” hanno aperto il concerto con il singolo Rock n Roll Train, prima che con Hell aint a Bed Place to Be partisse il viaggio espresso sul binario dei classici sempreverdi degli AC/DC. L’energia cinetica tra la folla è indescrivibile. L’atmosfera infernale, con le smorfie inconfondibili, è tenuta sempre alta di proposito da Brian Johnson e dall’indistruttibile ometto Angus Young, che si divertono un mondo e, come al solito, oscurano senza volerlo gli altri tre musicisti. La coppia centrale sfrutta con abilità la “cat walk” che si spinge per decine di metri nel pubblico e assolve brillantemente il suo compito principale: un’interazione ancora migliore tra band e pubblico.

Gli AC/DC sono minimalisti di una razza particolare e la prova lampante che per esprimere il puro succo del rock n roll basta un riff che picchia. Sul palco gli australiani rafforzano il minimalismo musicale con una pletora di trovate comiche che tengono il pubblico costantemente sul chi vive. L’inno blues malizioso The Jack Angus lo condisce spogliandosi fino alle mutande, Hells Bells si apre con un enorme campana sul palco, il brano sulla ragazza sporcacciona Whole Lotta Rosie viene insaporito dall’inserto di una gigantesca bambola gonfiabile che sullo sfondo cavalca la locomotiva. A tratti il concerto diventa così un vero spettacolo per gli occhi, e proprio questo valore aggiunto è un elemento indispensabile per costruire l’atmosfera, quello che richiama a megaeventi di questo tipo masse sterminate.

Sempre la stessa macchina ritmica Phil Rudd / Cliff Williams e il maggiore dei fratelli Young, Malcolm, si mettono al servizio dello show e cedono la luce dei riflettori al nanerottolo Angus, un nonnetto che invece dei pantaloni stirati e a posto preferisce ancora indossare la leggendaria divisa scolastica e, con la sua inconfondibile camminata sulle ginocchia piegate, strappa ondate di entusiasmo con la massima facilità. Poi c’è il frontman Johnson, la cui voce dopo tre decenni negli AC/DC si è sentibilmente consumata, ma che con una furba tattica di pause intermedie e affidandosi al supporto dei cori porta il concerto fino in fondo in modo soddisfacente.

La dose più rumorosa di entusiasmo l’hanno garantita, ovviamente, i più grandi gioielli della band. Durante Dirty Deeds Done Dirt Cheap i ragazzi di origini indiane hanno acceso tra il pubblico dei fumogeni, secondo la vecchia usanza calcistica; e poi ci sono Thunderstruck, You Shook Me All Night Long e Highway To Hell, con uno dei riff rock più riconoscibili di sempre. Al ritorno sul palco è risuonata la conclusiva For Those About To Rock (We Salute You) con una salva di colpi di cannone, mentre ai fuochi d’artificio sopra Buenos Aires è toccato il ruolo della ciliegina sulla torta. Non ho dubbi che in quel momento maestoso a molti spettatori gli occhi si siano riempiti di lacrime di felicità: avevano appena sentito, visto e vissuto delle leggende!

Brian Johnson ha aperto il concerto con una frase azzeccata: “We don t speak very good Spanish, but we speak rock and roll pretty good!”. E come ha ragione! Finché vivrà lo spirito del rock n roll, vivrà anche lo spirito degli AC/DC, i suoi immortali ambasciatori: l’ultima prova è proprio “Live at River Plate”. Acquisto obbligato per tutti quelli per cui la musica è la strada verso un’ottima serata! Certo, “Live at Donington” è successo una volta sola, ma col tempo anche questo documento video dall’Argentina si guadagnerà un posto di rispetto nella discografia degli AC/DC.

Formazione

Angus Young – chitarra solista
Malcolm Young – chitarra ritmica, cori
Brian Johnson – voce solista
Cliff Williams – basso, cori
Phil Rudd – batteria

Produzione

Rocky Oldham

Tracklist

1. Rock N Roll Train
2. Hell Ain’t A Bad Place To Be
3. Back In Black
4. Big Jack
5. Dirty Deeds Done Dirt Cheap
6. Shot Down In Flames
7. Thunderstruck
8. Black Ice
9. The Jack
10. Hells Bells
11. Shoot To Thrill
12. War Machine
13. Dog Eat Dog
14. You Shook Me All Night Long
15. T.N.T.
16. Whole Lotta Rosie
17. Let There Be Rock
18. Highway To Hell
19. For Those About To Rock (We Salute You)

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