Live in Mainz

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: King Crimson
Etichetta: Discipline Global Mobile
Uscita: 2001
Durata: 58:11
Voto: 4.5/5

Su quale sia stata la migliore tra le tante incarnazioni dei titani del prog rock King Crimson, le opinioni sono ancora oggi parecchio divise. Se il metro principale è la notorietà, cioè quanto i nomi dei singoli musicisti hanno fatto breccia nel grande pubblico, allora la formazione più chiacchierata dei King Crimson è stata di sicuro quella del periodo tra il 1973 e il 1974, che oltre al brillante chitarrista e severo padre-padrone Robert Fripp comprendeva il bassista/cantante John Wetton (ex-Family, poi Asia e un bel mucchio di altre band), il batterista Bill Bruford (ex-Yes) e il violinista/tastierista David Cross (che in seguito avrebbe collaborato con i Jade Warrior).

Nella prima versione di questa incarnazione dei King Crimson, fissata con l’improvvisazione jazzrock, c’era anche un secondo batterista e percussionista, l’indimenticabile ‘dadaista’ Jamie Muir, che ufficialmente per una mano rotta, ufficiosamente per divergenze di visioni artistiche e di valori, lasciò la band già dopo un anno per diventare monaco buddista. Muir ha suonato in un solo album dei King Crimson, il capolavoro »Larks’ Tongues in Aspic« (1973). Fripp, com’è nella sua natura, non se ne dispiacque più di tanto e quando i King Crimson si esibirono a Magonza il 30 marzo 1974, concerto da cui arriva questa registrazione live ufficiale di ottima qualità sonora, uscita per la prima volta nel 2001 per un’etichetta indipendente, era già preso dai piani per il successivo album in studio.

Nel 1974 questa versione dei King Crimson sul palco non si limitava a improvvisare liberamente ogni volta che se ne presentava l’occasione, ma suonava anche composizioni nuovissime, che pochi mesi dopo sarebbero finite sul disco in studio »Starless And Bible Black« (1974). Anzi, alcuni brani di »Starless And Bible Black« furono registrati ‘dal vivo’, cioè in vari concerti durante il tour del 1974.

I King Crimson hanno aperto il concerto di Magonza con due brevi improvvisazioni, »The Savage« e »Arabica«, e in mezzo hanno infilato il brano »Dr Diamond«, che per motivi mai chiariti non è mai uscito su nessun album in studio dei King Crimson. Le due improvvisazioni, per quanto riguarda il lato ambientale, hanno titoli più che azzeccati, mentre »Dr Diamond« potrebbe tranquillamente chiamarsi »Dr Fripp«, visto che a dominarlo sono i passaggi brutali e matematicamente precisi del chitarrista. Wetton, che incanta anche con le sue complesse linee di basso, nel cantato passa con successo dalla rabbia alla malinconia, mentre il tutto è reso più vario da appassionati passaggi di violino. Questi ultimi hanno sempre dato a questa versione dei King Crimson un tocco rustico. Il drumming di Bruford è una vera pacchia per tutti gli amanti dei grandi maestri tecnici della batteria e dei cambi di tempo audaci.

»Exiles«, uno dei brani più belli di quest’epoca, dove brillano soprattutto gli arrangiamenti di violino di Cross, mentre Wetton dimostra con successo perché sia sempre stato tra i cantanti prog rock più apprezzati, smorza l’inizio di questo concerto, decisamente senza compromessi e caotico. L’improvvisazione »Atria« è imbottita di schegge d’avanguardia, con un’atmosfera che è quanto di più vicino a un incubo psichedelico, in cui gli zombie parlamentari hanno già sgranocchiato da un pezzo l’ultimo soldo rubato. Segue »The Night Watch«, un’altra classica ‘con capo e coda’, ispirata al dipinto di Rembrandt ‘La ronda di notte’, e di conseguenza dominata da maestosi arrangiamenti barocchi. Questa versione non è cantata con la stessa passione e la stessa sensibilità di quella uscita su »Starless And Bible Black«, perché Wetton attacca un paio di versi con troppa foga, mentre Fripp e Cross, rispettivamente al mellotron e al violino, si prendono la parte del leone nel costruire l’atmosfera grandiosa.

Il culmine di questa registrazione è l’esecuzione dell’epica malinconica »Starless«, uscita in versione studio sul capolavoro »Red« (1974), l’album d’addio del trio Fripp/Wetton/Bruford. Qui si comporta benissimo tutta la band, in particolare il violinista Cross, che in »Red« è ormai solo un membro ospite. »Lament« è tra le creazioni più strane della storia dei King Crimson e in più vanta un testo estremamente sarcastico, tanto che la voce di Wetton qui si sente a casa sua. Anche in questa versione si sente la straordinaria dualità compositiva e di arrangiamento di questa incarnazione della leggendaria band, con un continuo alternarsi di momenti caotici e malinconici.

»Trio« è uscita anche su »Starless And Bible Black«, e non sorprende che Fripp abbia scelto proprio questa improvvisazione per la selezione finale dell’album, visto che contiene motivi ambient piacevolissimi, che addolciscono un po’ la natura cupa, brutale, sarcastica e caotica della maggior parte dell’opera creativa di questa era dei King Crimson. In chiusura della registrazione c’è un’ottima esecuzione dello standard di »Larks’ Tongues in Aspic«, »Easy Money«, dove a brillare è soprattutto Wetton con i suoi manierismi vocali conditi di sarcasmo, mentre i compagni, con stacchi improvvisativi, fanno salire la tensione drammatica. Il testo estremamente sarcastico dell’amico di Wetton Richard Palmer-James sul capitalismo vampiresco e sugli speculatori finanziari è purtroppo più attuale che mai.

La giostra improvvisativa di »Live in Mainz« è uno dei migliori documenti live del tesoro dell’era Wetton dei King Crimson, ma anche il testamento storico di una band geniale che a quel punto già scricchiolava da tutte le parti. In ogni esecuzione si sente che a Magonza la band era di ottimo umore. Wetton ha scritto nelle note di copertina che la maggior parte delle ovazioni del pubblico veniva dagli americani, perché a Magonza c’era una delle tante basi militari americane nella Germania Ovest di allora, ma è un po’ difficile credere che i soldati di ‘zio Sam’ andassero con le loro famiglie ai concerti di band come i King Crimson. Dopo la parte americana del tour e l’uscita di »Red«, nel 1974 era tutto finito per questa versione della band, che per molti ancora oggi resta la più amata dei ‘Re Cremisi’.

Formazione

John Wetton – voce, basso
Robert Fripp – chitarra, mellotron, piano elettrico
Bill Bruford – batteria, percussioni
David Cross – violino, mellotron, piano elettrico

Produzione

Davind Singleton e Alex Mundy

Tracklist

1. Improv: The Savage
2. Dr Diamond
3. Improv: Arabica
4. Exiles
5. Improv: Atria
6. The Night Watch
7. Starless
8. Lament
9. Improv:Trio
10. Easy Money

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