LMO
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Rage
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2013
Durata: 65:42
Voto: 4/5
Anche se questo album è uscito due anni fa, la sua recensione arriva forse proprio al momento giusto. Una specie di apocrifo. All’inizio di febbraio di quest’anno, infatti, la notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno: Peter »Peavy« Wagner, il capo indiscusso dei longevi heavy metaller tedeschi Rage, e Victor Smolski, straordinario compositore, arrangiatore, produttore, polistrumentista e visionario musicale bielorusso, non lavorano più insieme. Allo stesso tempo si è chiusa anche la collaborazione con il batterista André Hilgers. Che qualcosa non quadrasse si era capito già l’anno scorso, quando Peavy aveva ripreso a collaborare con due ex compagni di Rage, Manni Schmidt e Christos Efthimiadis, che sotto il nome Tres Hombres si erano esibiti in un concerto speciale raccogliendo un enorme consenso dal pubblico tedesco. Così Peavy ha deciso di proseguire su questa strada e poco dopo ha ribattezzato il trio Refuge, una band che ha già confermato qualche data nei festival europei di quest’anno. I Rage sono quindi clinicamente morti, o diciamo meglio paralizzati, anche se Wagner non ha mai detto ufficialmente che la band non esiste più. Lo scioglimento del trio Wagner, Smolski e Hilgers non significa de facto la fine del gruppo, visto che Wagner può chiamare a collaborare chi vuole in qualsiasi momento: la cosa più sensata sarebbe che i Refuge tornassero a essere di nuovo Rage. Lasciamo tempo al tempo. Una cosa però è fuori discussione. Lo stile sviluppato da Peavy insieme a Smolski difficilmente potrà essere superato, a livello artistico. La splendida eredità lasciata da questo sodalizio, che abbraccia sette album usciti da »Welcome to the Other Side« (2001) (a voler essere precisi, con »Ghosts«, 1999, addirittura otto) fino a »21« (2012), occuperà per sempre un posto speciale nell’intera discografia della band e con ogni probabilità resterà il suo zenit artistico. Direi il periodo creativo più straordinario di tutta la carriera.
I Rage, si sa, hanno collaborato per la prima volta con un’orchestra sinfonica già nel 1996, con la quale hanno registrato il live »Lingua Morti«. Queste collaborazioni sono andate avanti per tutta la carriera: più tardi hanno registrato un intero album, »XIII« (1998), insieme all’Orchestra Sinfonica di Praga, poi »Ghosts« (1999) e anche una parte di »Speak of the Dead« (2006). Ogni volta che i Rage hanno lavorato con un’orchestra, la combinazione orchestra più Rage è stata coperta da un nome di progetto comune, come Lingua Mortis Orchestra. Poco dopo l’uscita di »21«, Smolski si è quindi messo a lavorare a ritmo serrato su arrangiamenti e musica per un album in cui i Rage hanno unito le forze con un’orchestra sinfonica spagnola e una bielorussa. L’album rientra nella discografia dei Rage, anche se allo stesso tempo è il debutto del progetto The Lingua Mortis Orchestra, abbreviato »LMO«. Nel progetto sono state coinvolte in tutto più di 100 persone, e il trio ha invitato come vocalist aggiuntive anche le cantanti Jeannette Marchewka e Dana Harnge, mentre su due brani presta la voce anche Henning Basse, membro dei Metallium.
Se Smolski ha messo la musica e gli arrangiamenti, Peavy è l’uomo del concept a cui è legato l’album »LMO«. La storia ci porta nel 1599, nella città tedesca di Gelnhausen, ai tempi dell’inquisizione e dei roghi delle streghe, e il concept di Peavy si basa su fatti realmente accaduti. Nell’era delle collaborazioni dei Rage con le orchestre, »LMO« segna il punto del miglior equilibrio raggiunto tra gli elementi del metal e la musica classica. La voce sinistramente penetrante di Peavy viene in vari momenti alleggerita dai soprani e dai mezzosoprani delle due cantanti, e uno dei fascini maggiori nel gioco dei contrasti vocali di questo album è proprio la ballata Lament. I Rage devono aver tenuto l’idea nel cassetto per parecchio tempo, per questo album concettuale, altrimenti non l’avrebbero messo insieme così in fretta. Messo insieme al punto da poterlo definire un prodotto di qualità eccezionale. Offre un mix di prima classe di tutto. Ci sono momenti in cui spicca un sinistro riff di chitarra, spinto dal rotolare dei doppi pedali della cassa, e la voce di Peavy, che non perde un grammo di veleno, il tutto bilanciato con grande astuzia da sfumature di elementi sinfonici che in egual misura prendono il sopravvento in alcune parti del disco. Smolski, ovviamente, non ha dimenticato di condire il tutto con le sue sparate chitarristiche, che ancora una volta affascinano con un risultato virtuosistico che, come al solito, toglie il fiato. In alcuni punti dell’album Smolski ha aggiunto perfino motivi che imitano il suono di strumenti medievali, aumentando così il contrasto tra gli stati d’animo e dando vita in modo efficace al teatro drammatico a cui è legato il concept.
Per fortuna questo progetto ha avuto anche una realizzazione dal vivo, al festival ceco Masters of Rock, il 12.07.2013. La registrazione è inclusa nel DVD dell’edizione retrospettiva per i 30 anni di attività della band, intitolata »The Soundchaser Archives 30th Anniversary« (2014). L’album »LMO« contiene in effetti un DVD aggiuntivo, che però porta filmati documentari di concerti dei Rage insieme all’orchestra del 2010 (festival Rock Hard a Gelsenkirchen, in Germania) e del 2013, quando la combinazione ha preso vita anche sulla nave del festival 70.000 Tons of Metal. La registrazione del 2010 è incomparabilmente migliore, ma nessuno dei due documentari include l’esecuzione di brani dell’album »LMO«. Visto che la loro qualità è limitata, il DVD aggiuntivo è del tutto sacrificabile. Se siete dei fan sfegatati dei Rage, dovete in pratica darvi una ragione per procurarvi la già citata edizione »The Soundchaser Archives 30th Anniversary« (2014) e arrivare a tutta l’essenza di »LMO«.
Si può dire che i Rage, insieme ai due orchestre e alle cantanti ospiti, abbiano creato a chiusura di un’era della loro carriera un album di una bellezza straordinaria, che mostra la maturità dei talenti insospettabili dei suoi creatori, a partire dal geniale Victor Smolski. Un album che ogni vero amante dei Rage deve avere nella propria collezione!
Formazione
Peter “Peavy” Wagner – voce, basso
Victor Smolski – chitarra
André Hilgers – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Jeannette Marchewka – voci aggiuntive
Dana Harnge – voci aggiuntive
Henning Basse – cori, voce nei brani “Scapegoat” e “Witches’ Judge”
Orchestra sinfonica bielorussa
Orchestra sinfonica spagnola
Produzione
Victor Smolski & Charlie Bauerfiend
Tracklist
CD
1. Cleansed By Fire: A) Convert the Pagans Pt. 1 B) the Inquisition (Instrumental) C) Convert the Pagans Pt. 2
2. Scapegoat
3. The Devil’s Bride
4. Lament
5. Oremus (Instrumental)
6. Witches’ Judge
7. Eye for an Eye
8. Afterglow
9. Straight to Hell (Orchestra Version)
10. One More Time (Orchestra Version)
DVD
1. Empty Hollow
2. Morituri Te Salutant
3. Prelude of Souls
4. Innocent
5. Depression
6. No Regrets
7. Higher Than the Sky
8. Interview
9. Morituri Te Salutant
10. Prelude of Souls
11. Innocent
12. Depression
13. No Regrets
14. Confusion
15. Black