Love’s Dying Wish
Artista: Starbreaker
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2008
Durata: 52.43
Voto: 2.5/5
Gli Starbreaker sono la band che con l’omonimo esordio del 2005 aveva sorpreso piacevolmente chi ama l’hard rock melodico di scuola old school. A fare scintille era stata soprattutto la combinazione dei musicisti coinvolti: Tony Harnell alla voce, Magnus Karlsson alla chitarra e John Macaluso alla batteria.
Dopo quell’uscita le aspettative erano alte, e sono salite ancora di più quando Harnell ha lasciato la sua band di sempre, i TNT, nella speranza che il progetto potesse crescere fino a diventare una vera band, impegnata in uscite in studio a ripetizione.
Anche stavolta gli Starbreaker ci servono un album prodotto alla grande. Il riffing di chitarra è ancora un filo più tirato, e il muro di suono massiccio costruito dal lavoro di Karlsson sui riff si prende il centro della scena ed è il motore principale che porta aggressività e atmosfera da alta quota. Come siamo abituati dal modo di comporre di Karlsson, tutti i pezzi sono intrecciati con le tastiere, che portano immancabilmente i suoi arrangiamenti tipici.
I brani sono suonati per lo più a tempo medio e si muovono nel classico schema da hard rock malinconico e melodico. Harnell conferma ancora una volta di essere un cantante di una classe enorme, e i pezzi con il suo tocco si ritrovano con un marchio tutto loro.
Però si sente che la maggior parte del materiale del nuovo album l’ha messa Magnus Karlsson. Visti i tanti progetti e le tante band in cui questo chitarrista è coinvolto contemporaneamente, stavolta a “Love’s Dying Wish” questo fa più danni che altro, perché il modo di comporre di Karlsson sta diventando fin troppo prevedibile e di routine. Così “Love’s Dying Wish” non sa più sorprendere né offrire un po’ di freschezza.
“Love’s Dying Wish” perde proprio perché ricorda molto, per dire, l’album “Escape into the Sun” di Tony O’Hora (The Sweet, ex-Praying Mantis), scritto interamente da Karlsson. Per gli Starbreaker come band questo vuol dire scivolare nella media del già “masticato e rimasticato”, il che va contro l’obiettivo che dovrebbe essere quello di fare un passo avanti rispetto all’ottimo esordio “Starbreaker”. Soprattutto se in formazione hai un batterista versatile come John Macaluso. Anche da questo lato gli Starbreaker perdono interesse: nel primo disco si sentivano a ogni angolo le trovate argute di Macaluso, che spezzavano lo schema hard rock melodico per il resto onnipresente. Stavolta il lavoro di John è molto più inquadrato e si limita a mantenere la “compattezza” dei pezzi.
Il nuovo album si presenta con un’atmosfera molto più cupa, e le melodie malinconiche, già messe in primo piano nei ritornelli, sono così favorite che a volte il disco esagera davvero con il patetico. È curioso che i pezzi, dentro lo schema, siano tutti così simili a se stessi che stavolta non si riesce nemmeno a indicare dei momenti migliori di altri dal punto di vista della qualità.
In futuro sarebbe meglio che l’intero quartetto si impegnasse di più nella composizione dei pezzi, invece di lasciare tutto il lavoro sulle spalle del solo Karlsson. In effetti, dal punto di vista stilistico l’album può essere una bella sorpresa per chi non conosce l’approccio di Magnus Karlsson, ma se lo mettiamo sotto la lente d’ingrandimento, sul piano creativo stavolta suona troppo di routine, superficiale e già sentito. Anche se, in senso marginale (leggi: ascoltandolo “a prima orecchia” e partendo dal presupposto che il principio con cui M. Karlsson arrangia i brani non lo conosci!), l’album nel suo insieme raggiunge un livello di produzione eccellente e una compattezza melodica altissima dentro i singoli pezzi.
Formazione
Tony Harnell – voce
Magnus Karlsson – chitarra
Jonni Lightfoot – basso
John Macaluso – batteria
Produzione
Tony Harnell & Magnus Karlsson
Tracklist
1. End Of Alone
2. Evaporate
3. Love’s Dying Wish
4. Unknown Superstar
5. Hide
6. Building A Wall
7. Beautiful Disaster
8. Live Your Life
9. Hello, Are You Listening?
10. Changes Me
11. The Day Belongs To Us
12. This Close