Lunga vita ai Prismojeni profesorji bluesa, specie se sono così fuori di testa! (2017)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 19.04.2017
Spettatori: 550
Prezzo del biglietto: 19,00€ (in prevendita) / 22,00€ (il giorno del concerto)
I Prismojeni profesorji bluesa sono la nuova stella del rock ‘n’ roll: come una supernova sono esplosi all’improvviso e del tutto inaspettatamente nel cielo del rock sloveno, e la loro marcia inarrestabile è partita più o meno nell’autunno del 2014. Da allora quella stella incandescente non si può più ignorare, e con la sua intensità brilla sempre di più.
I ragazzi, nella formazione Miha Erič, Julijan Erič, Miha Ribarič e Zlatko Đogič, nel 2016 hanno pubblicato l’ambizioso album di debutto in studio »Family«, con cui hanno scosso e smosso per bene una scena rock slovena spesso assopita e (in termini di evoluzione) rigida. Hanno portato in giro una specie di revival blues, ma è un’etichetta fin troppo larga. Parliamo di una variante di blues dal sapore contagiosissimo, che ti si infila sotto la pelle in un attimo. Funziona con una sua maniera tutta particolare di intendere la musica, il che vuol dire che è molto difficile far entrare i Prismojeni profesorji bluesa in confini di genere riconoscibili.
I Prismojeni profesorji bluesa, come suggerisce il nome, attingono la loro ispirazione di base dal blues, fecondano il proprio suono e lo allargano con frasi dalla botta rock: ci sono sprazzi di swing, country, perfino rock psichedelico, trucchetti di Julijan abbelliti »alla Hendrix«, mentre l’armonica di Miha è di fatto un ingrediente essenziale della loro musica e non può mancare. L’armonica spesso prende il posto della voce e ne assume la funzione, mentre le voci soliste se le scambiano con disinvoltura i fratelli Erič e Zlatko, «a seconda di quanto sentono proprio il singolo brano«, che nel suo timbro penetrante e roco porta anche un pizzico di carisma black.
Il 16.09.2016 la band è salita anche sul palco di Križanke e ha registrato lì l’intero concerto, uscito ufficialmente proprio il giorno del nuovo show al Kino Šiška. Il nuovo passaggio dei Prismojeni al Kino Šiška non è solo un ripasso delle orge blues progressive dell’anno scorso, già messe in scena qui con il loro primo (indimenticabile) concerto maratona, durato quasi quattro ore, ma una vera e propria festa della band per l’uscita del doppio album dal vivo intitolato semplicemente »Live – Križanke«.
La band conosce benissimo il palco del Kino Šiška. Qui è di casa, ma proprio di casa. Ci ha suonato in apertura di Ana Popovič a inizio giugno 2015, ha partecipato a un festival di beneficenza nel gennaio dello stesso anno, e poi c’è stato quel famoso concerto primaverile dell’anno scorso, dopo il quale i ragazzi hanno messo in chiaro che sono una realtà seria e che con loro non si scherza.
Ebbene, stavolta i Prismojeni profesorji bluesa si sono presentati più ricchi di tante esperienze accumulate durante il »vagabondare« di diversi mesi per gli USA, dove sono partiti dopo il concerto di settembre a Križanke. Nella nuova messa ultra maratona la band si è mostrata di nuovo (come c’era da aspettarsi) come una macchina spietatamente cattiva, dal cuore immenso e a prova di proiettile, con cui difende e porta in scena la propria confessione musicale. Il suo revival è vario e, per i tempi nuovi, rivestito di mille variazioni soliste e buchi improvvisati, combinato con frasi curate e contagiose a cui anche il pubblico si unisce volentieri cantando. Ritmi massicci, senso dell’imprevedibile e dello sviluppo spontaneo, e una percezione e una chimica incredibili, che questo quartetto coraggiosissimo costruisce con il suo cuore, sono possibili solo senza freni e con tanto amore per l’esecuzione della musica che compone.
La band ha stregato di nuovo la Šiška, l’ha rivoltata da cima a fondo, trasformata da dentro a fuori. Ha liberato e prodotto quantità enormi di energia che riempiva i cuori dei presenti. Sono i Prismojeni profesorji bluesa. Hanno salito un nuovo gradino lungo un percorso musicale che porta solo verso l’alto. Che possano continuare a vivere per secoli e secoli, fuori di testa come lo sono stati finora.
foto e video: Klemen Udovč
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