Lvmen e Nikki Louder illuminano la cupa Menza (2009)
Luogo: Menza pri Koritu, Metelkova, Lubiana
Data del concerto: 03.06.2009
Numero di spettatori: 100
L’etichetta Moonlee Records è attiva da un bel pezzo da queste parti e ha in scuderia un bel po’ di act underground di qualità, da ogni angolo del mondo. Il suo Moonlee Fest a Metelkova agita da un pezzo gli animi della scena musicale slovena, e un’etichetta così è praticamente una garanzia di qualità. Stavolta ci ha messo in scena un live degli alternative rocker sloveni Nikki Louder e dei post rocker/metaller cechi Lvmen.
Il nome Nikki Louder è chiaramente un gioco di parole sul nome del famoso pilota di Formula 1, Niki Lauda. Sarebbe stato un nome ancora più azzeccato se non fosse già stato usato nel videogioco Grand Prix, vecchio come il cucco. Ma il nome non è solo una presa in giro: descrive bene anche la loro musica, che è davvero più rumorosa. Più rumorosa di cosa? Beh, è relativo, ma resta il fatto che i Nikki Louder costruiscono molto su distorsioni di chitarra ed effetti vari, mentre le doti tecniche contano poco. Ma c’era da aspettarselo, visto che si definiscono noise rock. E in fatto di noise rock ci hanno servito davvero un bel po’ di stridori di chitarra, distorsione e tutto il resto del pacchetto. Sotto a tutto questo c’era una buona base ritmica e, in cima, un vocalist aggressivo. Tutti gli amanti del genere si sono divertiti e i Nikki Louder hanno fatto una vera festa, cosa per cui a una band così giovane non si può che fare i complimenti. La loro musica ha le palle ed è senza compromessi.
I Nikki Louder hanno scaldato bene il pubblico, forse anche troppo, perché a seguire c’era la formazione ceca dei Lvmen, un po’ meno aggressiva. I Lvmen non sono un nome enorme nei circoli post rock/metal, ma chi li conosce sa che i cechi non hanno proprio nulla da invidiare a band del calibro di Isis e Red Sparowes, che costruiscono trame ipnotiche simili a quelle dei Lvmen. Nel post rock la cosa tipica è il crescendo graduale delle melodie fino al culmine, dove si aprono tutte le valvole, saltano tutti i freni e arriva la liberazione, una specie di catarsi. I Lvmen ci hanno un po’ spiazzato, perché già l’inizio era aggressivo. Ma era solo un’illusione. Ben presto abbiamo sentito i tipici schemi post rock, con il pezzo che parte piano fino all’esplosione orgasmica del suono, ancora più evidente nei Lvmen perché suonano una versione bella dura del post rock (si potrebbe dire quasi post metal), con le chitarre protagoniste e, a completare il tutto, le urla del tastierista alla voce. Nella prima parte dello show ci hanno presentato il nuovo album Heron (uscito nel 2008), e alla fine hanno suonato anche un paio di pezzi più vecchi. La loro esibizione era piena di attesa e di appagamento di quell’attesa, con un’escalation continua del suono fino all’esplosione finale delle emozioni e poi il ritorno a motivi più delicati. Tutto questo dramma musicale è stato arricchito da proiezioni eccezionali, che hanno solo rafforzato l’eccezionale espressività musicale.
Insomma, le leggende ceche ci hanno regalato un’esibizione eccellente, durata poco più di un’ora. Sia i Nikki Louder che i Lvmen hanno richiamato parecchia gente, tanto che la Menza era praticamente piena zeppa. È bello vedere così tanto pubblico per band così “sconosciute”.
quelli di Moonlee Records hanno così regalato un’altra bella serata, piena di musica di qualità e distorsione di chitarra. I Nikki Louder in quello che fanno sono davvero bravi e non posso che augurare loro il meglio per il futuro. I Lvmen, invece, sono già in qualche modo un nome nella scena underground e si sapeva che avrebbero garantito un buono show musicale e visivo. Non hanno deluso e hanno evocato quella vera atmosfera post rock, ambientale e ipnotica, che sanno creare solo le formazioni migliori.
Foto: Mojca Perdih
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