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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Marentič, Matic
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2015
Durata: 61:32
Voto: 3.5/5

Matic Marentič è un musicista promettentissimo: arrangiatore, compositore, chitarrista e cantante, che lo scorso settembre ha pubblicato il suo debutto solista in studio, intitolato con la sola lettera »M«. Ambizione e intraprendenza non mancano di certo a questo ventunenne di Postumia e, nonostante la giovane età, il ragazzo si è già fatto un bel po’ di chilometri d’esperienza che valgono oro. A insegnargli la chitarra è stato, tra gli altri, nientemeno che l’»illustrissimo« chitarrista dei Mary Rose, Eki Alilovski; i primi passi elementari nel mondo del rock glieli ha mostrati suo padre Igor (tra l’altro sindaco di Postumia), con cui ha suonato insieme nella formazione Črna gradnja.

L’album »M« porta con sé un pacchetto di 14 brani, scritti interamente da Matic, mentre i testi per la maggior parte li hanno firmati altri collaboratori. Si tratta di un disco che si fa portabandiera della custodia dell’eredità hard rock lasciata dai musicisti sloveni del passato, ma anche della scena hard rock internazionale. Tra le band slovene delle generazioni più giovani possiamo piazzarci dentro, ad esempio, Pelhan, Forgotten Eden, Broken Arrow; il melos e il sentimento dell’album devono sicuramente dire grazie all’influenza di formazioni più anziane come i Mary Rose, e ci si imbatte in un attimo anche negli Šank rock e nei Rdeči Baron, ma ovviamente non si può ignorare nemmeno l’influsso di band internazionali dal pedigree hard rock inconfondibile come Whitesnake, Mr. Big, Bon Jovi, Van Halen, Def Leppard, Scorpions e chi più ne ha più ne metta, su quella falsariga.

Al ragazzo vanno senz’altro fatti i complimenti per la grandiosità, l’ambizione e il coraggio. Lo si capisce già dando un’occhiata al  CD stesso: dal design fino a tutti i dettagli importanti, come ad esempio il codice a barre stampato sul »tray card«, il che significa che questo album si può comprare nei punti vendita Petrol (i negozi di musica sloveni, tanto, hanno comunque chiuso i battenti). La sostanza musicale dei brani, com’era prevedibile, non porta nessuna rivoluzione: negli arrangiamenti si appoggia al collaudato formato dell’hard rock melodico, dove in senso artistico non puoi dire né scoprire niente di nuovo.

Matic, insomma, è un rocker. Il materiale lascia intuire, soprattutto per la ricca chitarra che Matic sfoggia nel disco, che il tipo avrebbe potuto registrare tranquillamente un album interamente strumentale, ma ha deciso di inserire anche la voce. Ben »abbondanti« 13 brani dimostrano che il giovane musicista è pieno di idee potenti, che ha impacchettato benissimo in una cantabilità musicale a prova di testa e coda, ma soprattutto è chiaro dall’inizio alla fine che Matic è prima di tutto un chitarrista. Nel disco ha sparato fuori qualche lezione di chitarra eccezionale che, dentro a una scintillante e accattivante spruzzata solistica, mantiene sempre alto il livello di musicalità. Quindi. Tirando le somme, l’album »M« è un debutto in studio di qualità. Soprattutto vista la breve carriera di questo musicista, che ha mostrato di crescere come arrangiatore e compositore di peso.

In Slovenia possiamo solo essere contenti che giovani musicisti come Matic si entusiasmino ancora per un genere che oggi è per molti versi »arcaico« e in via d’estinzione, e che, sia chiaro, è tremendamente impegnativo sia negli arrangiamenti sia nell’esecuzione. Perché pensi che da noi pullulino sempre così tante punk band? Perché è semplicemente il più facile da suonare. In ogni caso, il materiale dell’album »M« non nasconde qualche momento di ingenuità da principiante, del tutto indolore e, per via dell’entusiasmo di Matic, in fondo pure simpatico.  Anche se all’impegno non c’è da obiettare nemmeno un briciolo e merita tutto il rispetto, alcune parti dei singoli pezzi potrebbero essere musicalmente definite ancora meglio, ottimizzate in termini di un migliore incastro tra strofa, ritornello, pre-ritornello e passaggio mid-eight.  Per il futuro resta quindi ancora un po’ di margine per raggiungere una maggiore compattezza dei brani. Su questo pesa un altro fattore: qualche brano è addirittura un filo troppo lungo e, diciamocelo, ne basterebbero dieci. Quindi accorciare gli arrangiamenti, scegliere le idee migliori tra le migliori e limare la selezione porta a un potenziale salto di qualità nella visione musicale del disco. Più o meno, è un consiglio per il futuro.  L’hard rock melodico infatti può essere molto »ostico«, se all’ascolto non ti »prende« al primo colpo. Lì possono decidere le sfumature, per esempio armonie messe male nei cori a più voci dell’arrangiamento, ecc… Insomma, nell’album si nasconde ancora un po’ di arsenale espressivo inutilizzato, ovvero di margine. E come detto. I generi hard rock e AOR sono bocconi durissimi sul piano della produzione e della composizione e dell’arrangiamento. Perciò a Matic non si può rimproverare il grande cuore e il coraggio che ha riversato in questo album.

Vocalmente Matic è comunque un cantante solido. Ma non brillante, come non lo sono né Steve Vai né Joe Satriani. Nelle melodie è preciso, e anche a livello metrico se la cava benissimo. Solo con la potenza vocale va un po’ su e giù e non riesce a spingerla al massimo. Però da Matic, che come cantante sta crescendo e maturando, non ci si poteva aspettare, figuriamoci pretendere, che svolgesse i compiti vocali ai massimi livelli, ovvero al livello di Sergej Škofljanec (San Di Ego, ex-Requiem) o di Žanil Tataj – Žak (Mary Rose). Il ragazzo canta quindi in modo solido, ma dovrà mangiarsi ancora qualche piatto di žganci di casa.

»M«, come debutto in studio, è un gran bel risultato musicale, soprattutto considerando la povera scena hard rock slovena: Matic, insieme ai colleghi che lo hanno aiutato nelle registrazioni, può andarne più che fiero e portarlo sui palchi sloveni con la massima credibilità e il massimo gusto. Visto lo straordinario talento musicale che incarna il carattere di questo musicista, in futuro c’è da aspettarsi anche una rapida maturazione artistica, che si rifletterà sicuramente anche sui prossimi documenti in studio di Matic. Fino ad allora, auguriamogli tanta fortuna e un bel carico di slancio creativo.  

Formazione

Matic Marentič – chitarra, voce
Jernej Štajnrajh – tastiere
Tadej Lukić – basso
Jan Štefančič – batteria

MUSICISTI OSPITI: 
Igor Marentič – basso, cori
Klemen Ogrizek – batteria
Aleš Turk – tastiere
Marino Legovič – tastiere
Jadran Ogrin – cori 

Produzione

Jadran Ogrin

Tracklist

1. Besede
2. Le poglej jo
3. Srčni kralj
4. Kdo
5. 005 (bonus FENS 2013)
6. Hočem le
7. Za vse dneve
8. Pravi čas
9. Profesor
10. Princ na belem konju
11. 1:05 (bonus)
12. Enaki
13. Knjiga vseh mojih predstav 

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