Magma

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Autore: Primož Novak

Artista: Gojira
Etichetta: Roadrunner Records
Uscita: year_month
Durata: 43:56
Voto: 4/5

Negli ultimi anni i Gojira non sono diventati soltanto la band francese più riconoscibile, ma anche una delle più apprezzate in assoluto della scena metal di oggi. La loro popolarità è salita ancora di più quando, quattro anni fa, hanno pubblicato l’album »L’Enfant Sauvage«, accolto bene dai più, e soprattutto la band ha conquistato un pubblico ancora più ampio, tanto che i loro concerti hanno iniziato a fare il pieno. Probabilmente non serve nemmeno sottolineare che nel frattempo sono diventati una delle band più desiderate anche in Slovenia.

Dal famigerato »L’Enfant Sauvage« sono passati dunque quattro anni, e le aspettative erano senza dubbio alte. La creazione e la registrazione del disco si sono trascinate per le lunghe quando ai fratelli Duplantier è morta la madre a causa di un cancro. Per via di questa tragedia i fratelli Duplantier hanno annunciato un album molto emotivo e diverso dal solito, promettendo però comunque un lavoro all’altezza del nome della band. Insomma, »L’Enfant Sauvage« avrebbe dovuto avere un degno successore, anche se »L’Enfant Sauvage« non era altro che un riassunto dei quattro album precedenti, che con qualche bel momento riciclava idee del passato, ma era lontano da quello che la band aveva mostrato prima.

Come primo assaggio la band ha offerto il brano »Stranded«, probabilmente il pezzo più commerciale di sempre, contagioso, groovy ed emotivo. Le reazioni sono state contrastanti: alcuni sono rimasti delusi, altri entusiasti che la band avesse fatto un pezzo un po’ diverso, che mette in primo piano soprattutto il lato emotivo. Ma subito dopo la band si è fatta perdonare con il brano »Silvera«, che si muove su binari più tipici, dove accanto ai riff potenti domina la batteria di Mario Duplantier, da sempre un marchio di fabbrica dei Gojira. La speranza, quindi, non è morta. Per ora.

Lo scetticismo però torna già all’apertura dell’album con il brano sognante e atmosferico Shooting Star, che annuncia un lavoro piuttosto diverso. Soprattutto fa capire che la band ha messo da parte la complessità, portando in primo piano una musica più semplice, intrisa di emozioni. La voce pulita era già comparsa ogni tanto nei Gojira, ma stavolta ha davvero un ruolo importante, tanto che è presente quasi per tutto il disco. I Gojira si riscattano in fretta con la già citata »Silvera« e con »The Cell«, che danno all’album un po’ più di speranza e confermano che la band non ha esagerato con la sperimentazione. Dopo la commerciale »Stranded« il tutto si calma con »Yellow Stone«, un breve intermezzo strumentale.

Più avanti la band propone la title track, che si potrebbe considerare anche il cuore dell’album. Eppure questo brano, con il suo mood sognante, le »melodie« ipnotiche, la voce pulita e anche una certa lungaggine, non riesce proprio a convincere tutti gli ascoltatori della band. Però, a giudicare dal testo, si può dire che sia il pezzo più emotivo della band finora. Tra le altre cose ha anche una componente epica, che rende l’intero album ancora una volta imprevedibile.  Subito dopo i Gojira naturalmente tornano a colpire con Pray e Only Pain, che mostrano la band possente e aggressiva, come si è fatta conoscere con le uscite precedenti. Con Low Lands chiudono più o meno questo album piuttosto breve: ancora una volta ritornano il mood sognante e l’emotività, con un pizzico di aggressività. Poi i Gojira aggiungono come chiusura il brano acustico Liberation, con cui vogliono sottolineare ancora una volta l’atmosfera del disco, ma Liberation, purtroppo, non è altro che un filler .

In generale si può dire che i Gojira siano rimasti fedeli al proprio stile fino a un certo punto, anche se ci sono parecchie digressioni, che si vedono soprattutto in una maggiore dose di sognante, di emozioni e di voci pulite. Ma è proprio questo a rendere Magma molto più affascinante. Ha più varietà del predecessore e non è così prevedibile. Saltano fuori anche associazioni diverse, anche se nei pezzi aggressivi si tratta di una musica piuttosto tipica, che punta sul groove e su un po’ di complessità. Ci sono più elementi doom metal e abbellimenti nello stile dei Mastodon più recenti. Certo, la brevità e la struttura dei brani confermano che la band ha fatto un album pensato per il grande pubblico, a cui piacciono, appunto, i pezzi semplici. Ora si apre anche la polemica: i Gojira diventeranno sempre più semplici, o è solo questo disco con cui si allontanano un po’ dalla propria essenza? Dal punto di vista sonoro la band resta potente, e vanno elogiati anche la produzione, curata dalla band stessa, senza intromissioni di altre persone che ritoccassero l’album a posteriori per le esigenze dell’etichetta.

Dopo quattro anni i Gojira sono riusciti a tornare con un album nuovo e diverso, che ha dato ai fan parecchio su cui riflettere. Con la sua emotività e il suo mood sognante, Magma può risultare una spina nel fianco per qualcuno, anche se è un lavoro vario e al tempo stesso la prova che la band non vuole limitarsi a riciclare le idee del passato, ma provare anche qualcosa di nuovo. Magma forse non è il massimo della creatività, ma dà comunque speranza e magari anche nuove direzioni per il futuro.

Formazione

Joe Duplantier – voce, chitarra

Mario Duplantier – batteria

Jean-Michel Labadie – basso

Christian Andreu – chitarra

Produzione

Joe Duplantier

Tracklist

01. The Shooting Star
02. Silvera
03. The Cell
04. Stranded
05. Yellow Stone
06. Magma
07. Pray
08. Only Pain
09. Low Lands
10. Liberation

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