Twilight in Olympus

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Symphony X
Etichetta: Zero
Uscita: 1998
Durata: 52:40
Voto: 4/5

Con il metal progressivo funziona più o meno così: devi costruirti un sound riconoscibile e buttarci dentro almeno qualche ‘spezia’ sonora in più, se vuoi arrivare a una cerchia più ampia di ascoltatori (esigenti). Succede spesso, infatti, che per la maggior parte dei metallari ortodossi questo genere sia troppo complesso, mentre i puristi del prog rock di solito cominciano ad annoiarsi in fretta se le cose si ripetono un po’ troppo, visto che il fatto che tutti i musicisti della band siano dei maestri del proprio strumento a questi ultimi di solito non basta.

Gli americani Symphony X hanno trovato la formula vincente in un approccio sinfonico al metal progressivo, fatto delle variazioni chitarristiche neoclassiche di Michael Romeo, degli epici arrangiamenti di tastiera di Michael Pinnella e dell’eccellente voce (hard rock) di Russell Allen, che ricorda un po’ il leggendario Ronnie James Dio e anche Tony Martin (ex-Black Sabbath). I Symphony X, che un tempo tanti si divertivano ad avvicinare ai loro coetanei prog metal americani Dream Theater, pur avendo ben poco in comune, hanno spesso portato nei loro testi influssi della letteratura e della mitologia greca antica, un’altra particolarità di genere degna di nota.

»Twilight in Olympus« è stato il loro quarto album in studio e il successore di »Divine Wings of Tragedy« (1996), con cui avevano ottenuto per la prima volta una visibilità un po’ maggiore. Allo stesso tempo, è finora l’unico album dei Symphony X in cui non suona Jason Rullo, che proprio in quel periodo aveva lasciato (temporaneamente) la band per motivi personali. Al suo posto è arrivato Thomas Walling, che si è dimostrato un sostituto (temporaneo) più che dignitoso prima del ritorno di Rullo.

»Smoke And Mirrors«, il catalizzatore energetico d’apertura, contiene il quasi iconoclasta motivo d’attacco dei Symphony X, con un riff di chitarra neoclassico ed epiche trame di sintetizzatore, mentre la voce di Allen fa salire l’atmosfera incandescente di secondo in secondo. Ancora più epica, »Church of the Machine« è un altro esempio di incrocio riuscito tra elementi sinfonici e metal, che all’epoca dell’uscita suonava parecchio fresco e innovativo. Beh, anche oggi suona ancora bene, anche se negli anni i Symphony X si sono allontanati poco da questa ricetta. Le sezioni strumentali suonano ponderate e intelligenti, con un sacco di spazio per cambi di tempo dinamici, mentre Allen col suo approccio vocale possente tiene sempre alta la tensione drammatica. A dargli man forte ci sono spesso armonie di accompagnamento da applausi. »Sonata« è un breve strumentale di chitarra che contiene il secondo movimento della ‘Sonata per pianoforte n. 8’ di Beethoven ed è pensato come pezzo solista neoclassico per Romeo. Più che altro è soprattutto un ponte verso il brano successivo.

»In The Dragon’s Den« ha un uso aggressivo della doppia cassa, che però viene domata con successo da un intreccio di epiche armonie vocali e gustose trame sinfoniche: il risultato è che il tutto suona maestoso al punto giusto, senza risultare troppo brutale. L’ambiziosa »Through the Looking Glass« è un’epopea di oltre tredici minuti divisa in tre sezioni, ispirata al classico della letteratura ‘Alice attraverso lo specchio’, il seguito di ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’. La prima sezione è una parte strumentale epica, con splendidi passaggi tra sintetizzatori e chitarre, sostenuta da massicci cambi ritmici. Sottili intermezzi di pianoforte costruiscono con successo ponti tra i passaggi più incisivi, mentre la voce di Allen mette teatralità e tensione drammatica. Il finale di questo monumentale brano è senza dubbio uno dei momenti migliori della storia dei Symphony X fino a quel punto.

»The Relic« ha un arrangiamento barocco, mentre dominano passaggi di chitarra rabbiosi, trame di tastiera dal sapore sacrale e massicci passaggi di batteria. Allen dimostra ancora una volta, e alla grande, l’elasticità delle sue eccellenti corde vocali, grazie alla quale è diventato in fretta uno dei cantanti più apprezzati del prog metal. »Orion – The Hunter« è in pratica l’unico pezzo del disco che si rifà direttamente alla mitologia greca antica: parla del leggendario cacciatore che, alla fine delle sue avventure, venne incastonato per sempre tra le stelle, mentre una parte del testo è presa dal brano »The Raging Season«, che si trova sull’omonimo esordio dei Symphony X del 1994. È un’altra creazione di un’intensità ambientale eccezionale, dove regna sempre una tensione drammatica palpabile e, attraverso numerosi passaggi sinfonici, si snoda una storia epica. Qui le variazioni chitarristiche neoclassiche di Romeo la fanno da padrone a tutta velocità.

Il brano di chiusura, un po’ malinconico, »Lady of the Snow«, trae ispirazione da una figura femminile della mitologia giapponese di nome Yuki-onna. Proprio per questo, lungo la composizione ricorre più volte un antico motivo della musica popolare giapponese, che rafforza ancora di più l’atmosfera misteriosa. Poco dopo arriva il passaggio a una sezione incisiva, dove dominano tempestose armonie vocali sotto l’influsso più che evidente dei leggendari Queen. Sono queste a dare in fretta alla composizione dimensioni epiche, mentre l’eclettico Allen si conferma ancora una volta un narratore eccezionale e un maestro nel mantenere alta la tensione drammatica.

Con »Twilight in Olympus« i Symphony X hanno messo a segno uno dei loro traguardi chiave e si sono guadagnati, meritatamente, una visibilità maggiore tra quegli appassionati di metal progressivo che non giuravano solo sui Dream Theater. »Twilight in Olympus« è stato in pratica una sorta di ouverture al capolavoro »V: The New Mythology Suite« (2000), che ancora oggi è giustamente considerato il miglior risultato nella storia della band. Tra i due album si trovano numerosi parallelismi di stile e di arrangiamento, con la differenza che su »V« i Symphony X, come compositori, arrangiatori e autori di testi, hanno fatto un ulteriore passo avanti in termini di maturità, per cui all’interno della loro discografia »Twilight in Olympus« resta spesso un traguardo un po’ trascurato.

Formazione

Russell Allen – voce
Michael Romeo – chitarra, sitar, mini-arpa, cori
Michael Pinnella – tastiere, cori
Thomas Miller – basso, cori
Thomas Walling – batteria

Produzione

Michael Romeo, Steve Evetts e Eric Rachel

Tracklist

1. Smoke and Mirrors (6:09)
2. Church of the Machine (8:57)
3. Sonata (1:25)
4. In the Dragon’s Den (4:00)
5. Through the Looking Glass (Part I, II, III) (13:05)
6. The Relic (5:03)
7. Orion – the Hunter (6:56)
8. Lady of the Snow (7:09) 

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