Marco Mendoza in gita turistica a Isola (2018)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Isola / Hangar Bar / Slovenia
Data del concerto: 16.05.2018
Presenze: 100
Prezzo del biglietto: 10,00€

La maggior parte dei rocker conosce Marco Mendoza benissimo, anche troppo bene. Nella sua ricca carriera, in cui è stato tra le altre cose membro di Thin Lizzy, Whitesnake, Ted Nugent e Black Star Riders, non ha mai avuto la fortuna di calcare gli ampi palchi sloveni. Anche se pure la sua carriera solista non è affatto da buttare, per non parlare del recente successo con The Dead Daisies, che il mese scorso hanno pubblicato un ottimo nuovo album in studio, finora i suoi concerti li abbiamo visti per lo più a Velden, in Carinzia (Bluesiana Rock Cafe), in Austria. Stavolta è riuscito ad arrivare addirittura sulla costa slovena.

Quando Mendoza parte per un tour da solista, in squadra gli servono sempre un batterista e un chitarrista. Stavolta ha chiamato l’attuale chitarrista dei Tygers of Pan Tang, che non è Rob Weir ma il giovane e ambizioso Micky Crystal, un virtuoso dalle dita veloci, grintoso e rodato. Il terzo membro del trio è un batterista che ha suonato, tra gli altri, con Ron Bumblefoot e si chiama Kyle Hughes. Per il taglio di capelli e soprattutto per la faccia da bambolotto ricorda vagamente Nick Beggs (KajaGooGoo) da giovane.

Mendoza ha portato in questo tour europeo i Black Cage, che hanno aperto la serata anche all’Hangar Bar di Isola. Si tratta di un giovane quartetto austriaco che suona il classico revival hard rock con un pizzico di glam e punk. Niente di speciale, o comunque niente di così speciale da piantarsi nelle orecchie. In realtà i Black Cage si sono presi gran parte dell’attenzione grazie alla presenza scenica ben affinata della cantante e della chitarrista ritmica, che purtroppo non ha un gran carisma vocale. La band ha comunque svolto con sicurezza il suo compito, ma si sente che le mancano chilometri ed esperienza. Li ha mascherati bene con una performance molto dinamica e vivace.

Con la sua esibizione, Marco Mendoza ha portato in realtà meno di quanto ci si potesse aspettare. In parte dipende anche dal fatto che, per via di un leggero mal di gola, ha passato tutto il pomeriggio a riposo in un hotel lì vicino. In compenso è espertissimo e sa comunicare e interagire con il pubblico con una destrezza incredibile. Con il suo carisma e le sue »finte« collaudate che accendono sempre la miccia, ha ipnotizzato in fretta la platea e se l’è legata a sé, mettendo in piedi una festa sicura e più che dignitosa. Di routine, ma nella buona oretta di concerto ha suonato per lo più cover, tirate per giunta all’estremo per le lunghe, rubando minuti. Proprio nel finale la band ha suonato perfino un nuovo pezzo suo, Viva La Rock, tratto dall’omonimo nuovo album in studio. È stato sì il culmine del concerto, ma non ha ripagato il debito accumulato. Insomma, un incontro dimenticabile, con la sensazione che qualcuno ti abbia lasciato a bocca asciutta con tutta la classe del mondo. Crystal e Hughes hanno fatto il loro lavoro da veri legionari del palco, tecnicamente tiratissimi e, da questo punto di vista, sempre esplosivi. Se sul palco qualcosa si inceppa, reagiscono subito e con la loro abilità coprono in un attimo qualche stecca durante il concerto. È stata una bella serata tra anime rock, una bella festa. Un sacco di divertimento e buone vibrazioni, anche se Mendoza ha tirato il freno a mano e ha risparmiato energie per via dei problemi già citati. Di attenzioni dal gentil sesso ce n’erano a profusione, e questo lo ha tenuto in piedi anche a lungo dopo il concerto, quando proprio non riusciva a rinunciare a restare in compagnia all’Hangar Bar.

Un’ultima considerazione.  Da un concerto di rock band slovene come San Di Ego e Stray Train si porta a casa di più. Sul serio. A Laško, invece, quando il tipo salirà sul palco dell’edizione di quest’anno del festival »Pivo in cvetje«, come parte della super rock band The Dead Daisies, le cose saranno ovviamente tutt’altra storia. Quello sarà un concerto che voi rocker doc dovete assolutamente vedere.

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