Marillion: With Friends from the Orchestra
Data di uscita: 29.11.2019
Etichetta: earMUSIC
Produzione: Marillion e Michael Hunter
Durata: 79:44
Genere: rock progressivo/art rock
Voto: 9.5/10
Mentre la maggior parte dei fan della «istituzione musicale britannica più gelosamente custodita», come i vari media amano chiamare i leggendari progsters inglesi Marillion, aspetta l’uscita di un album in studio con pezzi nuovi, i loro beniamini hanno registrato «With Friends from the Orchestra»: un lavoro condito di nostalgia in cui il cantante Steve Hogarth, il chitarrista Steve Rothery, il bassista Pete Trewavas, il tastierista Mark Kelly e il batterista Ian Mosley hanno collaborato con i membri di un quartetto d’archi belga. Insieme al quartetto orchestrale, a un cornista e a una flautista, i Marillion hanno deciso di reincidere nove brani del loro ricchissimo repertorio, che con gli arrangiamenti sinfonici aggiunti hanno preso nuova vita in una veste ancora più intensa e drammatica.
A questo scopo hanno scelto nove pezzi dell’era «H», tra le loro creazioni più emotive ed epiche, come già l’opener «Estonia», originariamente dall’album «This Strange Engine» (1997), che con l’aggiunta di elementi orchestrali ha guadagnato ancora in atmosfera drammatica e malinconica, tipica di questo classico dei Marillion sulla tragedia dell’omonimo traghetto.
Poi è toccato alla versione riarrangiata in chiave sinfonica di «A Collection». Questa è senza dubbio la sorpresa più grande di questa selezione di classici dei Marillion rifatti da capo, perché si tratta di un brano che non era uscito nella versione originale dell’album «Holidays In Eden» (1991), ma solo nella sua ristampa, pur essendo stato scritto nello stesso anno. Eppure questo pezzo malinconico-romantico sull’amico della band John Helmer, che aveva la strana abitudine di fotografare le sue (ex) ragazze sempre nello stesso posto (ovviamente a loro insaputa), negli anni è diventato parecchio amato tra i fan dei Marillion e più di una volta è finito nelle scaletta dei concerti.
Il classico di «Marbles» (2004) «Fantastic Place», invece, non è una scelta sorprendente. Con l’aggiunta di archi e fiati questa canzone d’amore dal taglio ottimista guadagna ancora in maestosità. «Beyond You», che arriva dall’ultimo album dei Marillion «F.E.A.R.» (2016), è stata probabilmente scelta come ottimo contrasto, visto che rispetto a «Fantastic Place» è un pezzo più cupo e malinconico, in cui le cose tra due ex innamorati finiscono male. Anche «The Hollow Man», standard di «Brave» (1994) e uno dei momenti più tristi, a livello di atmosfera, di tutta la storia dei Marillion, e il non meno malinconico ma allo stesso tempo «sollevante» e ottimista «The Sky Above the Rain», dall’album «Sounds That Can’t Be Made» (2012), rientrano tra questi momenti di contrasto che con gli elementi orchestrali guadagnano ancora in intensità.
«Seasons End» dall’omonimo album aveva già nella versione originale elementi sinfonici, quindi non sorprende che nella nuova veste suoni così convincente. Ma i pezzi in cui gli elementi orchestrali prendono davvero vita a pieno sono le due ghiottonerie epiche riregistrate, cioè «This Strange Engine», dall’omonimo album citato prima, e il capolavoro di «Marbles» «Ocean Cloud», che è (ancora oggi) la creazione più ambiziosa dell’intero repertorio dei Marillion e il pezzo che probabilmente il maggior numero di fan vorrebbe sentire «dal vivo», se si facesse un sondaggio sul loro favorito da concerto. L’era di Fish è stata stavolta, per ovvi motivi, messa su un «binario morto», anche se non c’è dubbio che parecchie cose dei Marillion di quel periodo suonerebbero alla grande con aggiunte orchestrali.
«With Friends from the Orchestra» è pensato soprattutto per tutti i fedelissimi dei Marillion, quelli che si chiedevano da tempo come suonerebbero alcuni dei migliori pezzi della storia dei campioni del prog rock con archi e fiati a dargli man forte. Il tutto, un po’ come c’era da aspettarsi, è venuto fuori davvero bene, tanto che tutti i membri della band citati sopra, insieme agli ospiti d’archi e fiati, si meritano un applauso per un progetto realizzato alla grande. È quasi strano che i Marillion non abbiano fatto prima un progetto orchestrale del genere, visto che molte delle loro creazioni del passato contenevano già elementi sinfonici e «chiamavano» a gran voce una simile «rielaborazione». Allo stesso tempo, a questo disco non si può rimproverare di essere un’operazione calcolata o una facile fonte di guadagno sulle spalle dei fan più fedeli, che non vedono l’ora di avere tra le mani un «vero» album in studio, perché si sente che la band ha suonato e cantato tutti i pezzi da capo col cuore e che si tratta di un lavoro decisamente non commerciale.
Autore della recensione: Peter Podbrežni
Tracklist:
1. Estonia (7:57)
2. A Collection (3:04)
3. Fantastic Place (6:01)
4. Beyond You (5:25)
5. This Strange Engine (16:20)
6. The Hollow Man (4:23)
7. The Sky Above the Rain (10:33)
8. Seasons End (8:00)
9. Ocean Cloud (18:00)
Marillion:
Steve Hogarth – voce
Steve Rothery – chitarra
Pete Trewavas – basso, cori
Mark Kelly – tastiere
Ian Mosley – batteria
Musicisti ospiti:
Emma Halnan – flauto
Sam Morris – corno francese
Annemie Osbourne – violoncello
Margaret Hermant – violino, arpa
Maia Frankowski – violino
Nicole Miller – violino, viola
