Marina Martensson Trio a Tolmino (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Fotografie: Aleš Podbrežnik
Luogo: Tolmino / MINK / Slovenia
Data del concerto: 05.02.2016
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 3,00€
Questo febbraio addormentato, pieno di splendidi e indimenticabili capovolgimenti meteo, non è esattamente zeppo di concerti in giro per la Slovenia. In generale poi è un miracolo riuscire a goderti un concerto sul Litorale senza dover andare fino a Capodistria o Isola. Per fortuna il MINK di Tolmino resiste ancora e tiene alta la bandiera del Litorale settentrionale. Purtroppo la gente non va più ai concerti, ed ecco spiegata la programmazione scarna del club, che pure è attrezzatissimo e ha un’acustica eccellente, ma a quanto pare rientra anche lui nella lega dei tanti club sloveni che vivacchiano e ormai preferiscono organizzare »DJ party« piuttosto che eventi con un contenuto artistico concreto.
A differenza della nostra visita di una settimana fa, quando il 30.1.2016 sullo stesso palco si sono esibiti i fusionisti jazz-rock di Idrija Divje jezero, stavolta si è radunato un bel po’ di consumatori di musica, venuti a togliersi la curiosità per il trio guidato dalla cantautrice svedese Marina Martensson.
Ragazza dalle radici slovene, diciamo quasi un’isolana, ha fatto parlare di sé da noi per la prima volta quando di recente ha partecipato a Slovenija ima talent, arrivando addirittura in semifinale. Marina scrive la sua musica, ma è nota anche per le ottime cover di hit famosi, che rimodella e riarrangia trasformandoli in un’esperienza musicale tutta sua.
Marina collabora da un bel po’ con una sezione ritmica “virtuosa” formata dal bassista Miha Koren e dal batterista David Morgan. Quest’ultimo magari lo hai già visto, se di recente sei capitato a uno dei concerti dei veterani dell’art rock del Goriziano, gli Avtomobili.
Durante l’esibizione la maggior parte dell’attenzione se l’è presa lei, la cantante carismatica con la sua chioma rossa, riccia e infuocata, che con una sensualità incredibilmente vissuta e interpretazioni vocali decise ha messo a nudo la sua missione musicale. Una missione che fa l’occhiolino senza vergogna a jazz, soul e R&B. In questo senso Marina ha infilato anche qualche cover di hit celebri (Queen, Beyoncé, Britney Spears, Frank Ocean), a tratti a malapena riconoscibili, tanto erano rivestite di variazioni inventive negli arrangiamenti e soprattutto nell’esecuzione. La ragazza ha condito la serata anche con una cover del musicista svedese Mikael Wiehe intitolata Den Jag Kunde Va. Ma quelli che contano davvero sono i pezzi originali (To Let You Go, Coffee Everyday), che trovi sull’album »Fences« (2009). Speriamo che ai prossimi concerti di Marina i brani suoi siano la maggioranza, o almeno che in scaletta ce ne siano il più possibile.
Koren e Morgan, come previsto, hanno insaporito generosamente la veste dei pezzi. In particolare si sono concessi diverse incursioni nell’avventurismo jazz, spezzando in modo efficace la rilassata cornice di prevedibilità di brani che, in una luce completamente »terra terra«, avrebbero potuto annoiare in fretta con la loro banale orecchiabilità. Il trio si intende alla perfezione, e David e Miha sono musicisti espertissimi che da questo punto di vista si sono ritrovati subito sulla stessa lunghezza d’onda con la filosofia musicale di Marina Martensson.
Decisamente un’esperienza live che merita attenzione e che vale la pena vivere di persona. Lo ha confermato anche il fragoroso applauso scatenato più volte dal pubblico entusiasta del locale. Ma evidentemente non è bastato, perché dopo la fine della parte regolare la band non è tornata sul palco per il bis, che avrebbe dovuto essere una Wonderwall (Oasis). Vabbè. Se becchi un concerto di Marina dalle tue parti, fatti un favore. Soprattutto se vuoi dare un po’ di brio al tuo venerdì sera.
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