Mark Knopfler – Alpe-Adria a Stožice (2019)

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Il terzo passaggio solista di Knopfler a Lubiana ha servito un mix eccellente di pezzi da tutta la sua carriera, e anche i fan dei Dire Straits sono tornati a casa soddisfatti.

Location: palazzetto Stožice/Lubiana/Slovenia
Data: sabato 29.6.2019


Era il 1977 quando i fratelli Knopfler, insieme al batterista Pick Withers e al bassista John Illsley, fondarono la rock band Dire Straits. Già il loro primo singolo, ‘Sultans of Swing’, li catapultò in cima alle classifiche mondiali e il gruppo divenne una vera leggenda del rock, con un bel carniere di evergreen. Dopo lo scioglimento nel 1988 e la reunion nella prima metà degli anni Novanta, la storia dei Dire Straits era finita. Ma dove si chiude un capitolo se ne apre un altro, e a portarlo avanti, insieme a una ricca eredità, ci pensa più che egregiamente la mente della band, chitarrista e cantante, Mark Knopfler.

Anche se Mark ha iniziato ufficialmente la carriera solista solo dopo lo scioglimento definitivo dei Dire Straits, già negli anni Ottanta aveva pubblicato un bel po’ di colonne sonore, tra cui spicca per popolarità ‘Going Home’ dal film ‘Local Hero’. Dal 1995, quando ha imboccato per davvero la strada in solitaria, non si è fermato un attimo. In ventidue anni il nostro ha sfornato un EP, nove album in studio e altri quattro di colonne sonore, e in più ha collaborato ai dischi di altri artisti.

Già la passeggiata fino al palazzetto Stožice ha ispirato il titolo di questo report: un mare di auto con targhe dei nostri vicini, marciapiedi pieni di discussioni accese in tedesco, italiano, croato e, naturalmente, anche in sloveno. In parterre stavolta c’erano le sedie, segno che sarebbe stata una serata musicale più tranquilla, ma non è andata proprio così. L’inizio del concerto è slittato di un quarto d’ora, perché un sacco di gente, invece di cercare il proprio posto, preferiva rinfrescarsi all’ombra di una piacevole serata estiva attorno al palazzetto. Ma il ritardo era evidentemente calcolato bene, perché ai primi accordi di ‘Why Aye Man’ il vociare si è spento all’istante.

Già durante il primo pezzo c’è stato un piccolo incidente: uno spettatore in parterre stava riprendendo l’esibizione col cellulare, con tanto di torcia accesa, che ha dato così fastidio a Mark da invitarlo a smettere di filmare e a spegnere la luce. Per fortuna è stato un episodio isolato e il concerto è filato via nello stile e nel suono delle melodie e delle armonie di Mark. Un pubblico educatissimo, stavolta in effetti un po’ più attempato, ha garantito un’ottima resa sonora sia durante i brani sia nelle pause tra l’uno e l’altro. E persino l’acustica del palazzetto di Stožice, famosa per essere pessima, stavolta è stata sorprendentemente buona.

Per questo tour Mark si è portato dietro ben dieci musicisti di altissimo livello: Guy Fletcher (tastiere), Richard Bennet (chitarra), Jim Cox (pianoforte), Mike McGoldrick (tin whistle e flauto), John McCusker (violino e liuto), Glenn Worf (basso), Danny Cummings (percussioni), Ian Thomas (batteria), Grame Blevins (sassofono) e Tom Walsh (tromba). Anche se il tour serve a presentare l’ultimo album di Mark, ‘Down the Road Wherever’, da quel disco sono arrivati solo due pezzi – My Bacon Roll e Matchstick Man, quest’ultimo accompagnato da un divertente aneddoto della sua giovinezza. Ai concerti di Mark, ovviamente, non possono mancare nemmeno i successi dei Dire Straits, che stavolta hanno occupato ben un terzo della scaletta.

Se buona parte del concerto è scivolata via su toni piuttosto tranquilli, verso la fine anche il pubblico ha cominciato a scatenarsi: prima con qualche ballo sui ritmi latini di ‘Postcards from Paraguay’, poi l’esplosione definitiva durante l’ultimo pezzo della parte regolare dello show, ‘Speedway at Nazareth’, quando il parterre si è alzato ed è corso sotto il palco, e in piedi sono finite anche le tribune. Il finale è andato nel migliore dei modi possibili: prima il megasuccesso rock dei Dire Straits ‘Money For Nothing’, seguito da un altro loro cavallo di battaglia, la ballad ‘So Far Away’, e infine la chiusura con la magica strumentale di Mark, ‘Going Home’.

La band si è meritata più che giustamente una standing ovation, e Mark, nonostante i quasi settant’anni (il tondo lo compie tra poco più di un mese), ha dimostrato di essere tutt’altro che da rottamare. Con questo concerto ha unito non solo popoli vicini, ma anche almeno tre generazioni di spettatori.


autore: Sebastijan Videc
foto: Sebastijan Videc


Scaletta:
1. Why Aye Man
2. Corned Beef City
3. Sailing to Philadelphia
4. Once Upon a Time in the West (Dire Straits)
5. Romeo and Juliet (Dire Straits)
6. My Bacon Roll
7. Matchstick Man
8. Done With Bonaparte
9. Heat Full of Holes
10. She’s Gone
11. Your Latest Trick (Dire Straits)
12. Postcards From Paraguay
13. On Every Street (Dire Straits)
14. Speedway at Nazareth
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15. Money For Nothing (Dire Straits)
16. So Far Away (Dire Straits)
17. Going Home


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