Mechanical Resonance Live

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Tesla
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2016
Durata: 59:24
Voto: 4/5

Sono passati trentacinque begli anni da quando ha preso forma la hard rock band col nome più strambo di tutti i tempi (contando anche gli anni dei City Kid). Parliamo dei Tesla, i celebri hard rocker di Sacramento, che in questo momento sono impegnati in una nuova, lunghissima tournée, dove se non (di nuovo) negli USA, e cioè in compagnia degli amici Def Leppard (e REO Speedwagon). Il 2016 per i Tesla è speciale anche per un altro motivo. Passano infatti trent’anni dall’uscita del loro debutto in studio, intitolato a uno dei famosi esperimenti dell’inventore della corrente elettrica alternata, Nikola Tesla. Stiamo parlando di »Mechanical Resonance«, che oggi è considerato uno dei migliori debutti dell’intera era del rock’n’roll.

La band, che fino a oggi ha venduto oltre 25 milioni di copie dei suoi album, per festeggiare il trentesimo compleanno di »Mechanical Resonance« ha deciso di suonare l’album per intero sui palchi, da cima a fondo. Dall’inizio alla fine. Ma non nell’ordine che conosciamo dal disco: per questa esibizione live i Tesla hanno rimescolato le canzoni, così da sfruttare meglio l’album e ottenere un impatto maggiore dall’atmosfera del concerto. Ad aprire le danze non c’è quindi Ez Come Ez Go, ma la scatenata Rock Me To the Top, che si rivela un ottimo catalizzatore d’apertura. Subito porta il clima del concerto fino al punto di ebollizione. E con questa tensione, anzi intensità, da concerto altissima i Tesla tengono il pubblico fino all’ultima nota sparata e all’ultimo colpo, quando a chiudere il documento live sono i due grandi hit di »Mechanical Resonance«, cioè Lil’ Suzie e, ovviamente, Modern Day Cowboy. Non ci si poteva aspettare un approccio diverso.

I Tesla sono musicisti temprati, con un chilometraggio live fuori dal comune. Anche sull’esecuzione del materiale di questo documento non c’è proprio nulla da ridire. Dal punto di vista dell’esecuzione l’album suona incredibilmente coeso e, per il voltaggio energetico che i Tesla sviluppano oggi, ancora estremamente compatto. Il legame tra i costruttori del suono, compreso il vocalist integrale e inconfondibile, quello del frontman unico Jeff Keith al centro dell’attenzione, funziona come se fosse intessuto di granito a prova di proiettile. Prima di Ez Come Ez Go Jeff saluta il pubblico e da quel saluto non è difficile capire che siamo nel mezzo di un concerto a Salt Lake City (stato americano dello Utah). La sezione ritmica scava con una dedizione estrema, costruendo il telaio dell’immagine sonora del live, mentre le chitarre di Hannon e Rude convivono in una sintonia continua e creano un muro sonoro massiccio, completandosi in modo incredibile. Le chitarre sviluppano un suono rock bello grasso.

Anche se i più pignoli avrebbero magari voluto l’intera dose dello show di due ore dei Tesla su questo nuovo documento live, vale la pena sottolineare che è difficile desiderare una setlist più bella, a meno che i Tesla (utopia pura) non suonassero, dopo questo album, per intero anche il suo successore »The Great Radio Controversy«. Per la band la scelta di riproporre i brani del debutto, che da anni non trovavano posto nei repertori live regolari dei Tesla, è una specie di sfida speciale. Rivivere ancora una volta i loro anni dell’innocenza e delle grandi speranze, e allo stesso tempo mettere alla prova come funzionano quelle stesse canzoni sui palchi anche dopo trent’anni. La ruggine non può proprio attaccarsi a un album composto in modo così impeccabile, ed è superfluo dilungarsi sul fatto che oggi »Mechanical Resonance« rientra tra i classici hard rock senza tempo, sempreverdi, che devono stare nella collezione di ogni casa che scommette un po’ sul buon rock’n’roll.

Nel mix del suono dà un po’ fastidio la regolazione volutamente aggiustata del volume delle voci di Keith, che di conseguenza ogni tanto saltano troppo in primo piano. Il primo caso lo incontriamo in Gettin’ Better, poi più avanti in Before My Eyes.

Ah, e perché questo documento fosse ancora più appetibile (in vista dell’acquisto), i Tesla ci hanno infilato un brano del tutto nuovo, intitolato Save That Goodness, scritto interamente per i Tesla dal chitarrista dei Def Leppard Phil Colen, l’uomo che si è occupato anche della produzione del pezzo. È un brano solido, ma niente di speciale, perché i Tesla sanno fare molto meglio! La mossa porta un sacco di divertimento a tutti i coinvolti, soprattutto a Colen, che compare anche nel video musicale del pezzo. Starebbe benissimo sull’ultimo album dei Tesla, cioè »Simplicity«, anche se forse meglio su nessuno dei due. Ha un retrogusto di southern rock e country, che fa bene alla posa artistica solita della band.

Insomma. »Mechanical Resonance Live« è un documento live davvero bello: i Tesla dimostrano di aver mantenuto una carica live e una concentrazione esecutiva eccezionali anche nella maturità della loro carriera. Anche la voce un po’ consumata di Keith, che gli si è attaccata addosso negli anni, stavolta non salta fuori per niente: il tizio supera in modo esemplare tutti gli ostacoli esecutivi del debutto in studio. Ed è bellissimo scoprire quanto funzionino alla grande i singoli pezzi di questo album. Penso soprattutto alla drammatica Before My Eyes o a We’re No Good Together. Nessuna delle due è infatti la tipica sfondatimpani hard rock. Forse proprio perché sono i gioielli trascurati di »Mechanical Resonance«.  

Dalla risonanza meccanica al rinascimento meccanico!

Tesla – Save That Goodness (video ufficiale):

 

Formazione

Jeff Keith – voce
Frank Hannon – chitarra, cori, pianoforte, basso
Dave Rude – chitarra, cori, basso
Brian Wheat – basso, cori, pianoforte
Troy Luccketta – batteria, percussioni

Produzione

Tesla

Tracklist

01. Rock Me to the Top 
02. Ez Come Ez Go
03. Gettin’ Better 
04. Comin’ Atcha Live 
05. Changes 
06. Before My Eyes 
07. 2 Late 4 Love 
08. We’re No Good Together 
09. Love Me 
10. Cover Queen 
11. Lil’ Suzie 
12. Modern Day Cowboy 
13. Save That Goodness (traccia bonus)

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