Messin’

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Manfred Mann's Earth Band
Etichetta: Vertigo Records
Uscita: 1973
Durata: 48:04
Voto: 4/5

»Messin’« è stato il terzo album in studio dei campioni dell’art rock britannico Manfred Mann’s Earth Band, che sotto la guida del brillante tastierista, arrangiatore e cantante occasionale sudafricano Manfred Mann diventavano, disco dopo disco, sempre più sofisticati nel suono e rifiniti negli arrangiamenti. Come la maggior parte degli altri album degli Earth Band, contiene composizioni originali e cover di altri artisti. Curiosità: negli USA »Messin’« uscì con il titolo »Get Your Rocks Off«, e »Black And Blue« fu sostituita da »Pretty Good« per un motivo davvero banale: gli americani, proverbialmente zucconi, avevano frainteso i riferimenti alla schiavitù nel testo.

La formazione originale dei Manfred Mann’s Earth Band, sotto la guida acuta di Mann all’organo, su »Messin’« brilla in tutto il suo splendore, anche se i loro risultati migliori sarebbero arrivati in realtà con i tre album successivi, e non c’è da stupirsi: in Mick Rogers avevano uno dei chitarristi britannici più dotati (purtroppo anche tra i più trascurati) degli anni Settanta e un cantante splendido, mentre la sezione ritmica, formata dal batterista di culto Chris Slade (poi anche negli Uriah Heep, negli Asia e negli AC/DC) e dal bassista Colin Pattenden, dal tocco melodico, non aveva nulla da invidiare ai migliori nomi del classic rock settantiano. Lo stile chitarristico di Rogers, oltre a sparare cannonate hard rock, pescava a piene mani da blues e jazz, e si completava alla perfezione con il capo della banda, il mago delle tastiere Mann, che oltre al classicismo giurava anche sul jazz, mentre si dedicava ai suoi strumenti preferiti, l’organo Hammond e il mini Moog.

Il disco si apre con la title track, scritta da Mike Hugg, membro fondatore della band originale di Manfred negli anni Sessanta e poi anche del breve progetto jazz rock fusion Manfred Mann Chapter Three, dove suonò in entrambi gli album. Oggi Hugg guida la replica dal vivo dei Manfred Mann degli anni Sessanta che, ironia della sorte, si esibisce senza Manfred. »Messin’«, un appello lirico ecologista come Manfred ne ha firmati parecchi in carriera, è piena di effetti «sciamanici» che creano un’atmosfera africana. Una prova che Mann non ha mai dimenticato la sua terra d’origine. L’ossatura del pezzo è fatta di robusti giri di chitarra, della voce carismatica di Rogers, delle astute manovre all’organo del «capo» e delle armonie vocali femminili di accompagnamento. Nonostante le tante complesse improvvisazioni di chitarra e tastiere, la compagnia mantiene sempre il motivo melodico centrale e un’atmosfera drammatica, da hard rock vero, che nel ritornello assume dimensioni epiche.

»Buddah«, dove regnano eteri accordi di chitarra acustica e malinconiche trame di sintetizzatore, è un brano interamente originale nato dalla collaborazione tra Mann e Rogers. Ha la svolta prevedibile verso acque più dure, dove possenti frasi di chitarra e colpi spietati sulla batteria dettano un ritmo deciso, mentre la prestazione vocale spiccatamente sensuale di Mick torna a prendersi il centro della scena. Lo strumentale »Cloudy Eyes«, un altro pezzo originale, si piega sotto il peso delle malinconiche improvvisazioni di tastiere e chitarra di Manfred e Rogers, che in un attimo costruiscono un’atmosfera possente e al tempo stesso struggente. Il livello di virtuosismo tra i due principali strumentisti degli Earth Band è impressionante, ma stavolta lo »scettro da star« va all’incredibile Rogers, che tra l’altro tira fuori uno dei migliori assoli di chitarra della sua carriera.

Dopo l’hard rock speziato di »Get Your Rocks Off«, senza dubbio il pezzo più commerciale del disco, c’è una cover di Bob Dylan, e non sorprende che gli americani l’abbiano scelta come titolo della loro versione di »Messin’«. È di sicuro il brano che suona più «americano» di tutti, soprattutto grazie al tipico testo «da cowboy» sull’autostrada, ai passaggi di chitarra sporchi e bluesy e a un ritornello smaccatamente commerciale. Lo strumentale »Sadjoy«, un altro pezzo di Mann, è pieno di improvvisazioni melodiche di chitarra, complessi passaggi di batteria e sognanti vocalizzi corali sullo sfondo: insomma, un’altra leccornia art rock da godersi.

»Black and Blue«, la già citata cover della band blues australiana Chain, che non doveva comparire sul mercato americano nonostante sia una dura critica della schiavitù e non il contrario, è un classico blues rocker che gli Earth Band condiscono per bene con una serie di complesse improvvisazioni strumentali alla chitarra e soprattutto al mini Moog, con cui il signor Mann si concede una vera e propria orgia improvvisativa. »Mardi Grass Day«, cover del musicista americano Dr. John, impregnata di atmosfere caraibiche e «hawaiane», chiude l’album in modo piuttosto leggero, con ritmi da ballo, armonie vocali allegre e melodiosi passaggi di chitarra che accentuano ancora di più la struttura scanzonata di tutto il pezzo.

La ristampa di »Messin’« del 1998 contiene la versione single, accorciata, dello strumentale »Cloudy Eyes« e la già citata cover del cantante country/folk americano John Prine, »Pretty Good«, un divertente blues rock dal sapore tipicamente americano che gli Earth Band, come ci si aspetta, riarrangiano in acque più hard rock aggiungendo un pizzico di improvvisazione in più.

Con »Messin’« i Manfred Mann’s Earth Band hanno annunciato di voler diventare una concorrenza seria per i gruppi di punta del prog rock di quegli anni: la loro musica originale, insieme a tante cover di qualità altissima, diventava sempre più sofisticata nel suono e rifinita sul piano tecnico, mentre per il grande successo commerciale dall’altra parte dell’Atlantico dovettero aspettare altri quattro anni, quando la formazione che aveva registrato questo classico in studio era ormai cambiata.

Formazione

Manfred Mann – sintetizzatore, organo
Mick Rogers – chitarra, voce
Colin Pattenden – basso
Chris Slade – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Laurie Baker – effetti sonori su “Messin’ “
Liza Strike – cori
Vicki Brown – cori
Judith Powell – cori
Ruby James – cori

Produzione

Manfred Mann

Tracklist

1. Messin’ (10:00)
2. Buddah (7:00)
3. Cloudy Eyes (5:30)
4. Get Your Rocks Off (3:00)
5. Sadjoy (4:30)
6. Black and Blue (8:16)
7. Mardi Gras Day (3:00

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