Mike Parker’s Trio Theory e un nuovo capitolo jazz a Cerkno (2017)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Cerkno / Gabrijel / Slovenia
Data del concerto: 08.04.2017
Pubblico: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!)
Cerkno, una delle ultime enclavi libere che il implacabile frustino burocratico-poliziesco di questo sistema ormai annacquato non ha ancora raggiunto, si sta preparando con calma alla ventiduesima edizione consecutiva del festival internazionale Jazz Cerkno. Per scaldare i motori in vista del festival, lo staff del bar Gabrijel ha messo in programma due serate jazz questo aprile. La prima c’è stata sabato scorso, con sul palco Mike Parker’s Trio Theory; la seconda andrà in scena il 22.04.2017, quando da queste parti arriverà con la sua band il noto trombettista sloveno Igor Matkovič.
RockLine ha fatto quindi tappa sabato 08.04.2017 al bar Gabrijel, ancora una volta. Davanti a un giro di ottima birra di frumento salisburghese, la Stiegl, a godersi l’esibizione di un trio composto dagli americani Mike Parker (contrabbasso) e Frank Parker (batteria), che di solito suona nella band del noto vocalist jazz Kurt Elling, e dal polacco Slawek Pezda (sassofono). Il concerto era diviso in due parti, con una pausa di quindici minuti nel mezzo. Nella prima il trio ha suonato per 40 minuti, nella seconda (bis compreso) per 50.
Anche se il trio l’ha fondato Mike, la sua base è proprio in Europa. Mike, infatti, qualche tempo fa si è trasferito dagli Stati Uniti in Polonia, e l’attuale incarnazione del trio è la prosecuzione della formazione nata a New York nel 2011.
Durante il tour dello scorso anno il trio ha registrato e pubblicato l’album »Alive Out There«, che a Cerkno ha presentato a fondo. In due set separati ha servito un mix di prima qualità di jazz classico ispirato, tra gli altri, alle opere di Charles Mingus, Ornette Coleman e Thelonious Monk, mentre una gran dose di swing arrivava da una base stilistica post bop e bebop. Il solido tappeto ritmico e le frasi musicali a tratti ben squadrate, con i motivi guida di Mike Parker al basso, spingevano a fondo sugli elementi funk, mentre Slawek Pezda al sassofono si occupava di far saltare i canoni consolidati, lanciandosi più volte in modo eruttivo in una valanga di variazioni free jazz. La band ha messo in mostra un’ottima intelaiatura musicale. Facile da seguire all’orecchio e, proprio per questa accessibilità, con un’enorme dose di ascoltabilità generale, che con quei ritmi civettuoli risultava ancora più magnetica.
Che dire della verve e della precisione del trio? Brillanti. Frank Parker, che suonava un set di batteria ridotto all’osso, ha impressionato sfruttando al massimo il suono dei piatti, con una precisione degna di un orologio svizzero. La comunicazione tra i tre è riuscitissima e segnata da un’evidente, incredibile sicurezza. Sulla straordinaria cinetica rotatoria delle dita di Mike, sull’ingegnoso incastro di più prese tonali (accordi tenuti su due o tre corde) mentre suonava il contrabbasso, che in alcuni attacchi e finali dei singoli pezzi ha completato anche con l’archetto da violino, non c’è nemmeno bisogno di sprecare parole. Le sue dita sono callose e oliate con un’abilità incredibile.
L’esibizione del trio è volata via in un attimo, tanto ti è entrata sotto pelle. Il pubblico ha premiato i musicisti con un bel po’ di applausi fragorosi e si è meritato anche il bis. Stavolta, a Cerkno, vibrazioni ed energia fuori dal comune. Diciamocelo chiaro: Cerkno resta la città dove la passione e la sincerità musicale hanno messo casa da un pezzo. Questa tradizione proseguirà già quest’aprile con Igor Matkovič, e poi ci trasferiamo da quelle parti per tre giorni, a goderci le avventure della 22ª edizione del festival internazionale Jazz Cerkno!
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