Mimic

0 10

Autore: Rok Klemše

Artista: Brutart
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: 2008

La formazione di Jesenice e Bled dei Brutart si è fatta notare già con la sua prima uscita ufficiale, il demo Arab Dream (2003), che ha sparato in un lampo i ragazzi dell’Alta Carniola tra le band metal più uniche che ci siano dalle nostre parti. Dopo qualche cambio di formazione la line-up si è stabilizzata e di recente ha pubblicato l’attesissimo disco di debutto. Mimic ti stende già quando lo prendi in mano per la prima volta, perché esce in uno speciale formato digibook A5, con illustrazioni semplici ma efficaci e davvero notevoli di Vesna Rodman, che si è occupata anche dei testi scritti a mano in modo artistico. Un packaging per cd più bello non l’avevo ancora visto: è senza dubbio un vertice di design, sia sulla scena nostrana che all’estero, e, secondo la logica Brutart, un prodotto che non si piega agli standard grafici prestabiliti.

I Brutart non accettano compromessi nemmeno nella musica vera e propria, che è così particolare che bastano pochi secondi di un pezzo per capire che non possono essere altri che loro. Ma i Brutart non sono un boccone facile da mandar giù. Riff pesanti, ritmi spezzati, atmosfera cupa e voci intrappolate nell’agonia si fanno strada nelle orecchie solo col tempo. I pezzi sembrano semplici, ma in realtà sono fatti di tanti ritmi e tempi diversi stipati in strutture dinamiche e complesse – sotto questo aspetto i Brutart si potrebbero definire addirittura un po’ progressive. I Brutart non si piegano alle linee guida generalmente tracciate dai generi musicali; del resto anche il nome della band viene dall’espressione l’art brut, con cui Jean Dubuffet nel 1945 descrisse le opere realizzate da chi è immune alla cultura artistica, in cui l’imitazione non ha alcun ruolo; e davvero, per quanto ci pensi, non trovo nessuna band con cui si possano paragonare i Brutart. La loro essenza è ancorata a un metal oscuro con un tocco di death e doom metal. Le chitarre sono possenti e sporche, le melodie semplici ma incredibilmente efficaci. Sopra di loro veglia la voce cruda di Blaž Kelbl, aggressiva e imponente ma non brutale, a tratti simile a quella di Jan-Chris De Koeijer (Gorefest). La voce è sofferta, ma allo stesso tempo distinta, chiara e comprensibile. L’interpretazione di testi ottimi, profondi e “thoughtprovoking” è emotiva, anche se in certi passaggi forse un filo monotona. Ma poco male: quando senti una volta il ritornello da brividi del pezzo Delirium con quel possente “Father, I’m Sorry”, non te lo scordi facilmente. In una guerra apparentemente caotica ti scaraventa il brano d’apertura, Fade, che picchia duro, ma già i primi istanti rivelano che ogni secondo è calcolato, niente è di troppo e non manca assolutamente nulla. Blaž suona come un dittatore che arringa da un palco un popolo cieco, Sebastjan alla batteria come un generale supremo che detta blitzkrieg senza compromessi. Alla batteria Mimic è un vero vertice: Sebastjan dietro ai tamburi è un vero polpo, le idee non gli mancano mai, i passaggi sono innovativi e i piatti sfruttati fino all’ultimo. Una piccola critica va alla somiglianza a volte eccessiva tra i pezzi, soprattutto negli attacchi, visto che partono tutti con un’entrata immediata della voce; ma dopo qualche ascolto del disco, ogni brano funziona come un vero blitzkrieg in cui i colpi dei carri armati rimbombano a ogni passo e centinaia di cingoli ti passano sopra. I Brutart sono completamente originali e possiamo essere contenti di avere, in un momento di ritorno del metal dalle nostre parti, una band così valida e unica.

Mimic è un album che non si digerisce facilmente, ha bisogno di tempo per maturare, come un buon vino. Ma in fondo l’essenza della buona musica è proprio questa: a ogni nuovo ascolto ne sveli i segreti e scopri nuove bellezze. E Mimic è esattamente questo!

Formazione

Blaž – voce, chitarra
Andrej – chitarra
Sebastjan – batteria, voce
Erik – basso

Produzione

Brutart e Dali Sterniša

Tracklist

1. Fade
2. Termites
3. Immigrant
4. Delirium
5. Fabric of Illumination
6. Rebellion
7. Materia
8. The Verge
9. Marionette
10. Fiends of Sympathy
11. Desert

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