Mosh Beach Party, quinta edizione! (2016)

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Autore: Primož Novak

Luogo: Lubiana/Gala Hala/Slovenia
Data del concerto: 29.06.2016
Prezzo del biglietto: 22€/25€

Il Mosh Beach Party è diventato negli ultimi anni una specie di tradizione che apre la stagione dei festival estivi. Gli organizzatori, Dirty Skunks, riescono sempre a portare qualche nome di peso nelle acque dell’hardcore, del metalcore, del deathcore o dell’emocore. Con i Thy Art Is Murder è toccato ai fan del deathcore, con gli The Amity Affliction a quelli che giurano sulle sottospecie più morbide del metalcore.

Purtroppo il concerto non si è tenuto sul palco all’aperto, come si usava fare prima. A quanto pare l’interesse per le due band non è bastato a riempire altro che la sala del Gala Hala. Sul palco sono saliti per primi gli australiani Thy Art Is Murder, che si erano già fatti valere alla grande come opening act dei Suicide Silence nel dicembre 2014 al Kino Šiška (il report lo trovi QUI). L’anno scorso la band ha perso il cantante CJ McMahon e da allora gira in tour con vocalist diversi. Si è visto abbastanza in fretta che anche il famigerato CJ McMahon è sostituibile. In fin dei conti si tratta solo di un tizio che deve grugnire in profondità e che viene visto più come uno strumento ritmico. Con la loro esibizione i Thy Art Is Murder hanno probabilmente entusiasmato i fan. Sono stati suonati i pezzi noti degli ultimi due album, più commerciali, dove spiccano ovviamente i breakdown. C’è stato spazio anche per qualche brano più vecchio, di taglio più tecnico e pure più originale. I pezzi nuovi, con qualche eccezione, sono parecchio triti e ritriti. Detto questo, i Thy Art Is Murder hanno portato a casa un set solido, e soprattutto la band è ben rodata, quindi ci si poteva godere la brutalizzazione all’australiana.

Dopo mezz’ora di pausa si è ripartiti con un’altra formazione australiana, gli The Amity Affliction. Già al primo pezzo la band ha messo le carte in tavola. I brani puntavano tutto su ritornelli melodici in grande evidenza, cantati con foga dal bassista. Ovviamente tutte le sue parti vocali melodiche erano dirette al pubblico, perché potesse cantarci sopra. Musicalmente la band è semplice: i pezzi sono fatti di quattro accordi, e anche coi ritmi non si sono certo sprecati in complessità. Perché il cliché fosse completo, non potevano mancare le voci incazzate. Gli The Amity Affliction hanno presentato la loro ricetta »unica«, che mescola elementi di post-hardcore, emocore e metalcore. Il pubblico, in maggioranza minorenne, ha partecipato con impegno ai pezzi degli The Amity Affliction saltando, e si sentivano pure le urla delle teenager, che ricordavano i concerti delle boy band. Per qualcuno gli The Amity Affliction hanno sicuramente fatto una vera festa. Con la loro dolcezza hanno ammorbidito ancora di più le prime file. Purtroppo, però, nella band non si sente niente di speciale. Si tratta solo dell’ennesima band teen d’effetto, adatta a suonare ai balli di fine liceo. Quello che separa gli The Amity Affliction dalle altre band pop è solo la distorsione.

Alla quinta edizione del Mosh Beach il pubblico si è beccato una dose di dolcezza con gli The Amity Affliction e una dose di brutalità con i Thy Art Is Murder. Per la prossima volta si spera, ovviamente, in meno eccessi di sdolcinatezza.

foto e video: Klemen Udovč

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