Mr. Big: Ten

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 12/7/2024
Produzione: Jay Ruston & Mr. Big
Durata dell’album: 46.16 min.
Genere: Hard Rock
Voto: 8.5/10


Non è più una grande novità che i Mr. Big si stiano congedando dalla scena musicale da un bel pezzo. Ma a giudicare dalla sostanza dell’ultimo lavoro, che secondo la band è davvero l’ultimo, il decimo tondo tondo intitolato «Ten», nell’album si sente che nel serbatoio del quartetto è rimasta ancora un sacco di benzina ad alto numero di ottani.

Se «Ten» è davvero l’ultimo album dei Mr. Big, la ciurma se ne va, come si suol dire, in grande stile. Con la posa giusta, nel modo giusto. Come si conviene. Eppure. Eric Martin, che negli ultimi anni con la voce non raggiunge altezze vertiginose, ma il cui carattere vocale allo stesso tempo dimostra che invecchia come il buon vino, dice che in futuro la band potrebbe ancora suonare qualche concerto in formato ridotto. Davanti a un pubblico selezionato. E magari anche di più. Quando lo hanno incalzato chiedendogli se sia davvero finita anche in studio, ha spiegato che durante la registrazione di «Ten» si sono divertiti da matti e che le idee arrivavano spontanee: «Oh… qui potremmo aggiungere questo e quello…». Vale quindi il vecchio detto: «Mai dire mai.»

Vedremo. La band prevede di pubblicare già quest’anno anche un album dal vivo tratto dall’ultimo tour, intitolato Big Finish. Con quel tour ad aprile hanno fatto tappa a Lubiana per la seconda volta. La registrazione arriva dal Budokan giapponese, che, vista l’enorme popolarità della band nel paese del Sol Levante, è l’unica scelta onesta con cui i Mr. Big possono farsi perdonare dai fedeli fan giapponesi.

Insomma. L’album «Ten» trabocca di vibrazioni energetiche positive da tutti i pori. È un ottimo mix di blues e fraseggio rock, che non fa che sottolineare la proverbiale voglia di giocare come un bambino di Paul Gilbert in studio. E sopra a tutto? Tutta quell’energia primordiale e cruda, che la produzione stessa del nuovo lavoro, curata dall’esperto Jay Ruston, trattiene e arrotonda, e che qui semplicemente deve esserci per poter parlare di un vero carattere rock and roll. E i Mr. Big lo sanno dannatamente bene. A questi musicisti brillanti, semplicemente, non sfugge niente.

Il contenuto? L’opener Good Luck Trying è il riassunto preciso del paragrafo qui sopra, con una genuina ispirazione alla tradizione del rock and roll a cavallo tra i Sessanta e i Settanta. Subito dopo, I Am You, intrisa di acustica, scarica l’attacco carico di voltaggio dell’album con un dialogo raffinato (molto musicale) tra strofa e ritornello. Qui si aggiunge un velo di struggimento malinconico: Martin canta in modo splendido, nessuno gli toglierà il suo carisma ‘soul’. Un pezzo così dovrebbe sentirlo uno come Jon Bon Jovi: un po’ di istruzione non fa male, magari solleverebbe qualche mossa dei Bon Jovi dell’era moderna, fino a una credibilità espressiva tangibile (a questa associazione più avanti nell’album si aggiunge anche As Good As It Gets).  Right Outta Here è una fuga verso le distese di un cazzeggio beffardo, a cui però il passaggio ‘orientaleggiante e sinuoso’ di Gilbert aggiunge una punta di oscurità. Anche se i tempi sono cambiati, per tutto «Ten» soffia quella sensibilità di chi cerca di sfondare nelle classifiche della fine degli anni Ottanta (ho in testa il singolo Green Tinted Sixties Mind), il che non sorprende. I ritornelli di Sunday Morning Kinda Girl e, subito dopo, della sensuale ballad Who We Are lo confermerebbero in fretta. What Were You Thinking è un rock’n’roller scaltro, che deve un grazie per l’ispirazione anche a Chuck Berry. Up On You è invece il singolo definitivo dei Mr. Big in «Ten», che dal punto di vista compositivo è un’ottima trasposizione dei bei vecchi tempi della band e della sua maturazione evolutiva fino a oggi. Un rocker splendente che pulsa e afferra con un groove eccezionale!

I Mr. Big sono, che dire  – ancora una volta ‘intriganti’ dal punto di vista esecutivo. Con quei nomi potrebbero servirti un album velenoso di fusion jazz-rock, ma non è quello che cercano. Eppure… Quando metti il disco sul piatto, non puoi non accorgerti che è un album di puro divertimento in studio, in cui i fenomeni Sheehan e Gilbert e il maestro della batteria Nick D’Virgilio (tra l’altro Genesis, Tears For Fears, Big Big Train, Spock’s Beard) tengono costantemente impegnato l’ascoltatore, perché diabolici numeri da funamboli virtuosi, nonostante la compattezza dei brani, stanno in agguato quasi a ogni passo dell’album. Niente di tutto questo è una novità per i Mr. Big. Ma D’Virgilio ha di sicuro portato una ventata di freschezza in più. Nick è anche polistrumentista, ottimo cantante e, all’occorrenza, abile arrangiatore e songwriter. Insomma, anche per questo sarebbe un peccato se «Ten» fosse l’ultimo album dei Mr. Big.

Martin ha ragione a non saper rispondere chiaramente se «Ten» sia davvero la fine della storia dei Mr. Big. E speriamo che il quartetto abbia fatto il passo più lungo della gamba con gli annunci di ritiro. Di cartucce da sparare ne sono rimaste ancora tante e «Ten» regala ai fan della band un bellissimo tassello in più per la loro collezione di album, uno che ‘va in heavy rotation al primo ascolto’ e non ne vuole più sapere di uscire dal lettore. È esattamente quello che cerchi quando vuoi un album di qualità. Soprattutto di questi tempi strani, in cui l’essenza artistica è estremamente diffusa e difficile da riconoscere. «Ten», e con lui i Mr. Big, hanno (ancora) tutto.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Good Luck Trying
2. I Am You
3. Right Outta Here
4. Sunday Morning Kinda Girl
5. Who We Are
6. As Good As It Gets
7. What Were You Thinking
8. Courageous
9. Up On You
10. The Frame
11. 8 Days In A Row

Formazione:
Eric Martin – voce, chitarra
Paul Gilbert – chitarra, cori
Billy Sheehan – basso, cori
Nick D’Virgilio – batteria, cori


Mr. Big – “Ten” (Frontiers Music Srl., 2024)
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