My Flying Testicles – rock n’ roll, padrini della schiuma bianca (2010)

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Luogo: Bar Jutro / Medvode / Slovenia
Data dell’intervista: 15.03.2010

Testicoli volanti! My Flying Testicles. Non c’è niente di più bello, no? Chiacchierata spassosa con il bassista Blaž e il cantante Sebastjan, un’altra band rock di mascalzoni che cerca il suo posto al sole, non si fa problemi con le parole, spara rock n’ roll a pieni coglioni e, quel che più conta, si gode la dissolutezza di un’immersione senza limiti nel mondo della sessuologia e dell’alcol. Tutto per la gioia e la soddisfazione delle ragazze. Non è uno scherzo.

RockLine: Da dove salta fuori un nome così delizioso? Chi se l’è inventato?

Blaž: In pratica è una parodia dei My Dying Bride. Il nome l’ha tirato fuori la nostra primissima chitarrista, che con noi ha resistito appena due prove. Così siamo passati da Maligani a My Flying Testicles. Il nome ha superato la prova del tempo, e noi ci siamo tenuti anche tutti i nostri attributi. Anche se il nostro membro più bello, anzi la nostra membra, cioè la chitarrista, di un simile patrimonio non può vantarsi.

RockLine: Una chitarrista? Eh, che cosa non può frullare nella testa delle donne…

Blaž: In linea di massima con i chitarristi in formazione abbiamo sempre avuto problemi.

Sebastjan: Sono i membri più instabili della band.

Blaž: Tra i tanti, uno era particolarmente interessante: quello che credeva di essere Joe Satriani sul palco… Adesso comunque abbiamo due chitarre.

RockLine: Ehi, il vostro rock n’ roll non ha mica bisogno di Satriani.

Blaž: Ovvio che no.

Sebastjan: La cosa peggiore era sempre aspettare che finissero i suoi assoli infiniti, così che io potessi finalmente avere lo spazio per cantare i miei versi.

Blaž: Così i nostri pezzi dal vivo duravano anche 10 minuti. Certo, il tipo non prendeva chissà quali stimolanti. Gli piaceva solo da matti fare l’assolo.

RockLine: Quindi la sezione ritmica dei My Flying Testicles è una costante.

Blaž: Io e il batterista siamo quelli che stanno nella band da più tempo. Dall’inizio. Per quanto riguarda i cantanti, alla fine è arrivato Seba (Sebastjan, n.d.r.), che ha preso il posto del suo predecessore Strojan. Con Trojan, ah ah ah…

Sebastjan: Esatto. All’inizio io andavo alle prove dei My Flying Testicles solo per permettere alla band di suonare in modo normale finché non trovava un cantante fisso. Nel frattempo canto anche nei Defekt, per un motivo preciso, ma poi è andata a finire che adesso i My Flying Testicles sono la mia band numero uno.

RockLine: Quando hai sentito che da quel momento in poi venivano prima i My Flying Testicles e solo dopo tutto il resto?

Sebastjan: Dal 20.02.2010. E da quando è arrivata in band la nuova chitarrista.

RockLine: Che cos’è successo in quel “lontano” 20.02.2010?

Sebastjan: Avevamo un concerto a Kranj ed è stata una vera orgia. Abbiamo alzato troppi boccali di birra. Mi sono sdraiato per bene sul palco, credo che stessimo suonando R.A.M.O.N.E.S. dei Motorhead.

RockLine: Motorhead?

Blaž: Sì. Quel pezzo per noi è una bomba, perché è completamente a base di speed. Stiamo giusto parlando di mettere in repertorio anche Ace Of Spades, da suonare ai raduni motociclistici.

RockLine: Sebastjan, la nuova chitarrista che influenza ha avuto sulla tua decisione?

Sebastjan: Devo ammettere che è molto sexy quando suona la cover dei Metallica Master Of Puppets, e così ho deciso di unirmi in pianta stabile ai My Flying Testicles, ah ah…

RockLine: Quindi il 20.02.2010?

Sebastjan: No, no. Quello era il concerto. Lei è arrivata nei My Flying Testicles prima, all’inizio di febbraio di quest’anno.

RockLine: Come avete definito voi My Flying Testicles il vostro stile? Si è sviluppato spontaneamente, o c’è dietro un’idea, diciamo la visione musicale di una persona o di due, tre membri?

Blaž: Jure e io abbiamo più o meno piantato i paletti di base della nostra musica. Siamo stati noi due a fissare le linee guida. Definiamo la nostra musica come rock n’ roll testosteronico con le palle. Per il resto non vogliamo farci mettere in un cassetto in base alle etichette di genere. Ci limiterebbe e basta. Nella nostra musica mettiamo dentro parecchi elementi di heavy metal, anche di thrash metal, e non ci facciamo problemi con le etichette. Semplicemente rock n’ roll testosteronico.

RockLine: Insomma, sparare a pieni coglioni.

Blaž: Esattamente.

RockLine: Sebastjan, tu come cantante, che cosa conta di più per te nella performance sul palco? Ti muovi tanto, o stai più fermo?

Sebastjan:  Mi sembra di essermi inserito piuttosto bene. Spesso non hai proprio l’occasione di muoverti più di tanto. Per chi lo faresti, se c’è poca gente? Ma quando il pubblico è più numeroso, do di più anche io. Durante il pezzo Ona rada da succedono cose interessanti…

RockLine: I versi di quel pezzo sono dedicati a una persona in particolare?

Sebastjan: Oh. Quel pezzo è stato scritto prima di Pussy dei Rammstein.

Blaž: Quel pezzo ha la stessa età della band. Del resto, le ragazze così sono le nostre preferite. Il pezzo parla di una nostra fan. Ogni volta che passa da noi, stiamo sempre benissimo insieme, ah ah…

RockLine: Ok, ma da cantante probabilmente ne spari qualcuna subito all’inizio per rompere la barriera tra band e pubblico, o basta che la band spacchi tutto con un riff d’apertura?

Sebastjan: Assolutamente. L’ultima volta ho salutato i presenti subito all’inizio: Buonasera, noi siamo gli M.F.T., e vorrei scusarmi perché devo andare subito in bagno!”

Blaž: E così per un po’ il nostro povero bassista ha dovuto fare le veci del cantante sul palco… Proprio adesso stiamo discutendo di come far mettere su un po’ di ciccia a Sebastijan, così gli starà bene una motosega in mano come una volta a Koli dei The Drinkers, e si strapperà di dosso le magliette come fa Milan Krušič con i Leni kosti….

RockLine: Questi trucchi funzionano. Secondo voi le band oggi in Slovenia sfruttano troppo poco sul palco il cosiddetto elemento di shock theatre?

Sebastjan: Dipende molto dall’artista, cioè dalla band nel suo insieme, e naturalmente anche dal cantante, come singolo.

Blaž: Da noi ovviamente non puoi aspettarti che saliamo sul palco come i Turbo di una volta con le croci, ma usiamo citazioni e slogan di scandalo sessuale, davanti ai quali le ragazze sotto il palco cominciano a svenire e i ragazzi diventano sempre più gelosi, ah ah… Il rock n’ roll non è per i bravi ragazzi gentili. Devi essere arrogante, ripugnante, sporco, a modo tuo anche depravato. Tutto questo fa parte del carattere, del gioco, del carisma che costruisce una rock band. Ovviamente parlo di quando sei così nel momento in cui ti presenti con la band e di fatto rappresenti la band, non intendo che devi esserlo anche nella vita privata.

RockLine: Chi scrive i testi?

Sebastjan: Blaž mi porta i testi e mi dice che cosa devo cantare.

Blaž: Qui non ci sono filosofie complicate. Tutto gira intorno a sesso e alcol. Proprio adesso ho sfornato una rima fantastica, che fa così: “Questo non è un pezzo su pace e amore, lasciatelo fare alle band che sono sobrie!”

RockLine: E ogni tanto ci sono dei grattacapi quando devi capire che cosa frullava nella testa di Blaž mentre scriveva i versi, visto che poi tocca a te dar loro un senso nella musica?

Sebastjan: Oh, Blaž non è proprio difficile da capire. Il problema è solo come certe parole si adattano alla musica. In pratica, dopo mi trovo ad avere a che fare solo con questo: adattare le parole in modo da spremerne il massimo effetto in termini di esecuzione e di trasmissione del messaggio nei versi. Cioè, come dire, devi portare i versi nella melodia giusta, quella che ti resta sotto pelle.

RockLine: Oggi è difficile assicurarsi dei concerti in Slovenia?

Blaž: Due anni fa, quando abbiamo iniziato a suonare dal vivo, la situazione era parecchio diversa. Mi ricordo che non ho speso nemmeno un centesimo per riuscire a fare un concerto. Ci chiamavano gli altri. Adesso la situazione è molto più dura.

RockLine: Perché?

Blaž: Sinceramente non lo so. Probabilmente il rock n’ roll da noi è molto messo ai margini e non interessa alle masse.

Sebastjan: Secondo me al momento ci sono troppe band in giro. Il mercato è saturo.

Blaž: Un bel po’ di spazio se lo mangiano le cosiddette band rock “sdolcinate”, dietro cui c’è un’organizzazione dell’autopromozione migliore della nostra. E poi c’è anche questo: una band come noi, con base da qualche parte tra Medvode e Škofja Loka, che magari vuole suonare sul litorale, chiede soltanto il rimborso delle spese di viaggio. È il minimo. Rinunci al cachet e intanto conti sul fatto che i gestori dei locali capiscano che non puoi andare in perdita e che almeno la benzina te la devono dare. E poi arriva un tizio, un pezzo grosso locale, il proprietario di un club, e ti dice: “Sai, dalle nostre parti ci sono un sacco di band simili, che vengono a suonare da me completamente gratis!” Per quanto mi riguarda, ha senso che una band come noi si unisca ad altre band in quelli che chiamiamo pacchetti di più gruppi, e cerchi così le date. Soprattutto unendosi a band più vecchie, già affermate.

RockLine: Evidentemente gli sloveni hanno un gusto parecchio da cafoni in fatto di musica. Da noi fai il tutto esaurito con band che a sud del Vardar e a nord del Triglav non si fila nessuno, mentre le band che hanno gettato le fondamenta del rock mondiale non le sosteniamo. E proprio queste ultime hanno posto le basi su cui si regge anche la vostra musica.

Blaž: Già. È molto triste. Ceca, RBD, Plavi Orkestar….

Sebastjan: Forse i nostri testi perversi ci apriranno la strada.

Blaž: Sì, è vero. Prima di noi nessuno aveva il coraggio di essere così apertamente perverso. Sì. È interessante guardare le espressioni sulle facce durante il concerto. Per esempio nella parte tranquilla, quando i testi si distinguono meglio, come in: “Quando è arrivata la brama della lussuria, ce la siamo scopata come cani!”, la gente non riesce a nascondere la sorpresa. È la prova che noi sloveni siamo gente parecchio conservatrice. E spesso veniamo anche censurati.

RockLine: Dove fate le prove?

Blaž: Nei vecchi locali del club MKC Jedro. Parecchie band condividono questo spazio con noi, tra cui perfino Andrej Šifrer.

RockLine: Fin dove vi spingete, nei My Flying Testicles, ad adattare un pezzo sul palco? Cioè un vostro brano originale, magari amato dal pubblico, definito in studio e su nastro con un arrangiamento, con testa, corpo e coda fissi?

Sebastjan: Per esempio i finali dei pezzi. Su come far finire un pezzo non abbiamo mai ragionato. Ed è lì che ci sono le differenze maggiori quando confronti i nostri pezzi con quello che facciamo in sala prove.

RockLine: Che piani avete per il vostro album d’esordio in studio?

Blaž: Per quest’autunno ci siamo messi d’accordo con D.Y.Z. per registrare l’album.  È stata una mia proposta, naturalmente in band abbiamo “giocato a carte” un po’ sul consolidamento, ma alla fine è passata la mia proposta. D.Y.Z. è davvero un ottimo produttore.

Sebastjan: Ovviamente la priorità è prima finire di scrivere tutto il materiale originale.

RockLine: Per chiudere, è rimasto qualcosa di non detto che sarebbe bene far sapere alla gente?

Blaž: Vorrei citare e ringraziare due amici della band, che ci hanno aiutato un sacco ultimamente. Il primo è Miro Mutvar dei The Drinkers. Se esistiamo ancora, è merito suo. Il secondo è Milan Krušič dei Leni kosti, che si è dato da fare anche per noi e ci ha organizzato questa intervista.

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