My Personal Holiday
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Bernays Propaganda
Etichetta: Moonlee Records
Uscita: 2010
Durata: 39:12
Voto: 3/5
Bernays Propaganda è il virus della rivoluzione che si è infilato illegalmente nell’opera più celebre del manipolatore di massa della nostra epoca, Edward L. Bernays. Da lui questo quartetto non ha preso solo il nome: continua anche a girare a vele spiegate, senza alcun freno creativo, svelando il complotto della “Propaganda”! I ragazzi e la ragazza ci offrono il loro secondo disco in studio, arrivato dopo una pausa di poco più di un anno dal debutto “Happiness Machines” (2009).
Qui la formazione indie rock macedone continua a tenersi stretta allo stile che aveva definito col primo album. Si tratta di una combinazione entusiasmante di post punk, un’onda che affonda le radici negli anni Ottanta, poggiata su ritmi leggeri ma solidi e marcati, che non faranno fatica a farti dondolare a tempo di danza. Bernays Propaganda sono quindi riusciti a farsi appiccicare addosso l’etichetta di band dalla riconoscibilità unica.
L’elemento base della loro musica, quello che ti dà la sensazione di ascoltare sempre qualcosa di fresco e diverso, è la voce della cantante Kristina Gorovska. Anche nel nuovo album la cantante mantiene tutta quella combinazione irresistibile di “grinta da bambolina”, sparando a raffica slogan taglienti di cui il disco è pieno zeppo. Il cantato spezzato, spesso ripetitivo, unito a un ritmo marcatamente asciutto – quasi da ballo (con un bel kick pieno e corposo) – e all’approccio chitarristico totalmente minimalista, aggiunge un tocco di ipnotico.
Eppure si ha la sensazione che con il nuovo album i Bernays Propaganda non riescano a offrire la stessa varietà di acume sul fronte dell’artisticità autoriale che avevano mostrato col debutto ” Happiness Machines”. I pezzi si somigliano parecchio di più e non raggiungono la vivacità di motivi che riusciva al predecessore. In più, su “My Personal Holiday” ci becchiamo una mossa che nel caso dei Bernays Propaganda non è delle più felici. La band ha infatti deciso di proporre tre brani (My Perosnal Holiday, Blackmail, VIP in Paradise) in inglese. Il risultato è che in tutti e tre ha perso quella scintilla di eccitazione e diversità che è incoronata dall’ottima ed efficace incisione della lingua macedone nel lessico autoriale del gruppo. Inoltre, l’inserimento della voce maschile nel brano Ovaj den da pomine ha l’effetto piuttosto fastidioso di un’irritazione pungente, che distoglie senza motivo l’attenzione dall’approccio vocale della cantante Kristina Gorovska, altrimenti dominante e riuscitissimo – non solo in questo pezzo, ma lungo tutto il materiale del nuovo disco.
I picchi del disco sono l’iniziale Namesti frizuru i gladuvaj (Sistemati i capelli e muori di fame), la particolarmente accelerata Preziveav (Sono sopravvissuto/a) con una svolta d’atmosfera pittoresca nel ritornello in maggiore, la benvenuta distensione della tensione energetica del disco nella pacata Se plasam od lugje (Ho paura della gente) e la conclusiva Koga e dovolno (Quando basta), rallentata e, nel suo clima cupo, la più incendiaria. In quest’ultima è messo in particolare risalto l’elemento dei contenuti post punk anni Ottanta, dove è tipico che sia il basso a condurre la melodia di base dei motivi principali. Con questo brano drammatico l’album si chiude in modo efficace, mettendo in vetrina tutti gli ingredienti più importanti dei Bernays Propaganda, che portano la responsabilità dell’unicità artistica della loro musica. Ancora una volta la voce di Kristina è sfruttata con abilità, dato che stavolta la cantante usa un timbro insolitamente profondo, che rafforza la particolarità del pezzo stesso. Il risultato è un finale intenso.
Con “My Personal Holiday” la band ha consolidato ancora di più la propria indipendenza sonora e stilistica unica, nonostante il nuovo album offra un contenuto artistico meno pittoresco rispetto al predecessore “Happiness Machiness”. Speriamo che in futuro il gruppo la smetta di sperimentare in inglese, perché mosse così gli tolgono quell’autoctonia, quella particolarità, quella riconoscibilità e quel fascino che sono incoronati dall’efficace integrazione della lingua macedone nell’unica predica di questa band.
Formazione
Kristina Gorovska – voce
Vasko Atanasoski – chitarra, tastiere, voce di accompagnamento
Nenad Trifunovski – basso
Dzano Kuč – batteria
Produzione
Nenad Trifunovski
Tracklist
1. Namesti frizuru i gladuvaj
2. Buldožer
3. Ovoj den da pomine
4. My Personal Holiday
5. Preživeav
6. Se plašam od lugje
7. Blackmail
8. VIP In Paradise
9. Koga e dovolno