Na cesti

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Kasal, Polona
Etichetta: Celinka
Uscita: 2014
Durata: 37:15
Voto: 4.5/5

Polona Kasal, fino a poco tempo fa metà fin troppo nota del duo pop Gušti & Polona, si incammina sulla strada solista. E si può dire che l’abbia imboccata in un modo decisamente particolare. Più provocatorio di così non si poteva. Polona è sempre stata quella »alternativa«, o meglio, preferisco dire »indipendente«, del duo Gušti & Polona, mentre Gušti era quello »manageriale«. Ora è arrivato il momento che questa spinta »indie« di Polona si esprima a tutto volume. Ha infatti riarrangiato brani scelti del compianto cantautore sloveno Tomaž Pengov. L’album »Na cesti« è uscito intorno al nuovo anno, mentre Tomaž Pengov ci ha lasciati il 10.02.2014. Senza volerlo, quindi, l’album »Na cesti« di Polona si è ritrovato con un valore simbolico in più. Pur essendo un lavoro di Polona Kasal, lo si può considerare una specie di omaggio a Pengov arrivato troppo tardi per essere recapitato, e non solo da parte di Polona, ma di tutti gli artisti sloveni delle nuove leve, che le opere di Pengov hanno segnato e ispirato, in un modo o nell’altro, nella loro maturazione artistica.

Una mossa, diciamolo, a dir poco coraggiosa. Mettere le mani nell’eredità dell’inafferrabile e inconfondibile Tomaž Pengov, che con le sue opere ha lasciato un segno indelebile sulla scena musicale slovena e ha contribuito a formare tantissimi artisti delle generazioni più giovani, non è uno scherzo! Parliamo di uno dei musicisti più profondi e sinceri del nostro tempo e del nostro spazio. Per questo imprese del genere somigliano a una camminata sui carboni ardenti. Può andarti bene e cavartela senza un graffio, oppure ti ritrovi con i piedi grossi come la coda di una balena. Devi sapere subito e con precisione cosa vuoi, in cosa ti stai cacciando, e avere sempre ben chiaro l’obiettivo che vuoi raggiungere. Se lì non riesci a metterci la tua sincerità, sei bruciato in un attimo. Che tu sia nel ruolo del cantautore o, come nel caso di Polona, di chi veste di nuovi arrangiamenti i brani di un cantautore scelto. La copia non può essere migliore dell’originale. Quindi devi affrontarla in modo del tutto personale, perché si riaccenda. Seguendo alla lettera la tua percezione musicale, ma allo stesso tempo essendo capace di travasare nella materia musicale, nel modo più autentico possibile, quella percezione, che è frutto dell’ispirazione del momento (e non di calcoli). È questa la parte più difficile. Portare un’idea dalla testa alla sostanza musicale in modo che ne sia un riflesso fedele! L’album »Na cesti« è un riflesso autentico della sensibilità musicale e di arrangiamento dell’anima di Polona, o in altre parole: il restyling degli originali di Pengov è per Polona Kasal una missione riuscita! Ma niente di tutto questo sarebbe possibile senza un fattore fondamentale. Devi nutrire un grande rispetto per la figura e l’opera dell’artista che ti accingi a »smontare e rimontare«, o per dirla senza giri di parole: devi saper amare sinceramente la sua musica. Polona è stata addirittura così rispettosa da voler pubblicare l’album solo in vinile. Un altro punto a favore.

Polona ha fatto la parte del leone sull’album da sola. È l’autrice di tutti gli arrangiamenti delle cover, perfino co-produttrice e tecnica del suono. Ovviamente canta tutto da sola e suona anche qualche strumento. Al suo fianco ha riunito una squadra di maghi da studio collaudati che, con la loro grande attenzione, la loro esperienza e i loro preziosi suggerimenti,  hanno aiutato Polona a navigare con abilità lungo il percorso impegnativo che l’album »Na cesti« ha attraversato nella sua evoluzione. I nomi di Aldo Ivančič (Borghesia), Luka Jamnik (Laibach, Kamerad Krivatoff) e Jernej Jurc (Gušti), con la meccanica di precisione di sottili finezze sonore da studio fatte di »contrasti« e »colori« sugli arrangiamenti di Polona e sulla sua impostazione vocale, hanno dato un contributo importante perché i brani di »Na cesti« funzionino in modo così fenomenale.  Si tratta dell’inserimento di »sotto-ritmi« aggiuntivi sotto forma di pattern ritmici e di loop programmati, piazzati nei punti esatti dei brani, che accendono lo sviluppo dinamico e i cambi d’atmosfera pieni di colore (Čakajoč nase, brat). In questo modo, accanto all’approccio vocale raffinato e sofisticato di Polona Kasal, diventano importanti co-creatori dell’amplificazione di sensazioni e passioni così come le racchiudono i testi di Tomaž Pengov.  

»Na cesti« è un album in cui Polona Kasal ha messo a nudo la sua anima fino in fondo. I testi di Tomaž Pengov, oltre alla sensualità con cui percepiscono l’ambiente attorno e dentro di sé, sono un impasto della straordinaria intelligenza spirituale dell’artista, che mostra senza vergogna anche il suo straordinario intreccio con la natura. La natura incontaminata è il luogo dell’essenza primordiale, della verginità, dell’autenticità, dell’ingenuità immacolata e perciò della vulnerabilità. È la strada verso la libertà, verso il vero senso della missione di ciascuno, che però, nella ricerca della sincerità, può anche ferirti nel profondo, e nei testi e nella stessa melodia lo esprime con sensazioni di oppressione, angoscia, malinconia. Dolore e struggimento. È difficile indicare dei picchi. Sarebbe perfino ingiusto. Ma l’intreccio di Pengov con la natura è sottolineato in modo particolare in brani come Drevo e nella conclusiva Tihe so njive. E Polona segue Pengov con devozione. Da vera artista.  Polona Kasal ha soffiato la propria anima nell’interpretazione della poesia di Pengov, cioè il principio femminile, quasi tattile, con cui percepisce i brani e i testi scelti di Tomaž Pengov.

Il risultato è una collisione perfetta di scenografie organiche ed elettroniche che abbracciano la performance vocale flessibile di Polona Kasal. Quest’ultima raggiunge sull’album un vero punto di ebollizione! Le linee melodiche delle parti vocali sono state un po’ adattate! Era necessario, visto il nuovo abito stilistico in cui ora vivono gli originali. Nella nuova veste sonora, queste melodie ereditate dagli originali suonano del tutto personali. Come se fossero nate di nuovo. Eppure, anche dal punto di vista musicale, partono dagli originali di Tomaž Pengov. La voce di Polona evoca con maestria le emozioni e le passioni che i messaggi dei versi richiedono. E il suo approccio è contrastato in modo superbo, quasi da filigrana, dall’intreccio già citato, lavorato con finezza, tra movimenti organici (pianoforte, chitarra, arrangiamenti d’archi) ed elettronici (sintetizzatori, loop programmati) del paesaggio sonoro. La voce suona spesso »ipnotica«, sognante, con lo sguardo perso, esoterica, mentre veleggia sulle ali di una ricca scenografia sonora. In certi punti la sensazione è ancora più forte, soprattutto nei brani in cui è armonizzata con linee vocali aggiuntive passate nel vocoder (Danaja), o con l’effetto eco.

La maggior parte dei brani è »esplorativamente trascendentale«, perché si regge su tempi medi o rallentati. Proprio nei punti in cui le scenografie di accompagnamento sono inserite negli arrangiamenti e/o suonate con particolare morbidezza, la voce sincera e sensibile di Polona viene ulteriormente amplificata e messa in primo piano. Colpisce in modo particolarmente intenso in brani come Tihe so njive, Čakajoč nase, brat, Ladja konkvistadorjev, Bila sva vse. L’unico brano con più verve ritmica è l’ottima cover di Danaja. Qui si usa un semplice pattern ritmico da ballo, in cui il basso di Hace è sepolto in modo pulsante, mentre Peter Dekleva stende sullo sfondo una linea di chitarra semplice ma ricca di atmosfera, sul modello del »less is more«. Sullo sfondo si aggiunge un tappeto di sintetizzatori, al centro una voce fragile, e il passaggio d’atmosfera in crescendo dalla strofa al ritornello è eccezionale. Il brano ha avuto più di un passaggio radiofonico su Val 202. Meritatissimo. In altri tempi, più indulgenti con gli artisti di spessore, questo brano avrebbe raggiunto lo status di evergreen radiofonico. Ha una melodicità che ti si attacca addosso.

Un album sloveno fino al midollo! Nella melodia, nel racconto, nella vibrazione e nell’energia! Pengov rivestito e aggiornato per il nuovo millennio. Sono sicuro che si sarebbe complimentato con Polona per questo disco davvero bellissimo. Con questo lavoro Polona ha mostrato anche il suo lato più intimo e confessionale. A tutti quelli che forse erano respinti dall’impostazione commerciale (»condita con un po’ di zucchero«) del duo Gušti & Polona, faccio un’ammiccata: su »Na cesti« ad accompagnarci c’è »l’altra« Polona Kasal. La profondità del racconto di Tomaž Pengov non lascia proprio spazio a »zuccherosità«! Per questo Polona Kasal, in fondo, solo con questo album può davvero guadagnarsi un posto credibile a tutto tondo tra la manciata di cantanti più compiute della scena musicale slovena. Quelle che mettono il valore artistico dei propri lavori davanti alla sete di successo commerciale. Su questo album, infatti, con tutto il suo coraggio ha messo a nudo la sincerità di una grande intelligenza musicale. Ha trasfuso la confessione quasi intoccabile della poesia senza tempo di Pengov, seguendo con onestà i propri sensi, in un magico documento musicale che suona unico e irripetibile. Proprio come suggerisce il titolo eloquente dell’album. Polona Kasal »Na cesti« di Tomaž Pengov. Autentico fino all’osso.

Se prendiamo questo album come un esordio, nonostante lo spunto sia la figura e l’opera di Tomaž Pengov, è chiaro che, se Polona Kasal continuerà a insistere in futuro su questo tipo di arrangiamento anche quando nascerà il vero materiale d’autore, da questa musicista possiamo aspettarci ancora tante ottime creazioni musicali.

Formazione

Polona Kasal – voce, arrangiamenti, chitarra nel brano n. 6
Peter Dekleva – chitarra nei brani 2, 3 e 5 
Sašo Vollmaier – pianoforte nei brani n. 2, 3 e 9
igor Vicentič – pianoforte nel brano n. 8
Jani Hace – basso nel brano n. 5
Gašper Gantar – basso nel brano n. 1
Andrej Zavašnik – batteria nei brani n. 4 e 8
Jernej Jurc – arrangiamenti aggiuntivi per i brani n. 4 e 5
Luka Jamnik – arrangiamenti aggiuntivi per i brani n. 1, 2 e 3
Aldo Ivančič – arrangiamenti aggiuntivi per i brani n. 1 e 6

Produzione

Polona Kasal

Tracklist

lato A:
1. Kamor greš
2. Drevo
3. Cesta
4. Čakajoč nase, brat

lato B:
1. Danaja
2. Ladje konkvistadorjev
3. Oče
4. Bila sva vse
5. Tihe so njive

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