Devet življenj
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Vanič, Miha
Etichetta: Razplet
Uscita: 2011
Durata: 45:26
Voto: 4/5
A volte un album ti finisce tra le mani più tardi del solito. Ma non è mai troppo tardi per scriverne due righe, soprattutto se si tratta di un lavoro di qualità. Miha Vanič è un vocalist sloveno ormai riconosciuto, temprato dalle collaborazioni con Amala, Brizani Project, Bassment e Dejan Pečenko Trio. Con loro ha girato più di una scena concertistica slovena di peso e di tradizione, come il Cankarjev dom e il festival Lent. Esperienza, mestiere e talento non gli mancano di certo, anche se il tipo non ha mai avuto un ruolo da protagonista nelle band del passato. Con il suo debutto in studio in solitaria, »Devet življenj«, ha finalmente fatto anche quel passo, mettendosi al centro di tutto quello che succede nel disco.
Nelle collaborazioni passate Miha ha messo insieme un bel mucchio di legami e conoscenze con i musicisti sloveni più in vista, e anche con qualche straniero, che ha chiamato a partecipare al suo primo album in studio. La parte del leone l’ha fatta il celebre musicista (soprattutto bassista di altissimo livello) e produttore Traja Imer Brizani. Ha curato lui tutti gli arrangiamenti dei brani e ha sistemato ai posti giusti una vera pleiade di musicisti ospiti! Questa pleiade variopinta è la garanzia che a Miha è riuscito esattamente quello che sotto sotto desiderava. Le idee di base sono sviluppate fino alla forma ottimale dell’arrangiamento delle composizioni. Il risultato merita tutti gli elogi. Ci troviamo infatti davanti a un album vario e variabile sia nelle idee che negli arrangiamenti, che si lascia ascoltare con piacere dall’inizio alla fine, soprattutto grazie al livello altissimo dell’esecuzione e alle soluzioni musicali piene di inventiva offerte dalla squadra di musicisti coinvolti, e naturalmente grazie all’interpretazione vocale di Miha, vissuta e palpabilmente convincente, di cui si può dire che ha un carisma evidente e un carattere vocale riconoscibile e ben rifinito.
Anche se alla base l’album è orientato al mid-tempo e chiama a gran voce le rotazioni radiofoniche, diciamo pure senza giri di parole di impronta pop, non smette mai di regalare decisi scarti verso il jazz, il soul, il funk e persino la world music, e allo stesso tempo contiene un bel po’ di momenti in cui la chitarra »rombaa« con decisione, così che in tutto questo Miha non si è affatto dimenticato della spezia rock ‘n’ roll che ci vuole. Insomma, »Devet življenj« farà gola a tutti gli amanti degli arrangiamenti sofisticati, dell’arte furba di unire piccole ma succose finezze in un puzzle dinamico che, nonostante tutta la varietà stilistica, resta sempre ottimamente ascoltabile. In questo senso è un debutto in studio molto maturo, che non conosce soluzioni ingenue, di quelle che portano alla banale prevedibilità dei cliché già sentiti.
La produzione è sublime! Calda, organica, dinamica. La bella voce di Miha Vanič è abbracciata da un paesaggio sonoro curatissimo e pensato come un tutt’uno. Al ritmo di base si aggiungono i ricami delle percussioni, che nobilitano il groove, e dentro questa forma si insinua l’incredibile gioco del bassista Traja Imer Brizani, che aggiunge quell’effetto groove jazz-funk come puntello elementare per la maggior parte dei brani. Traja è un maestro del suo strumento e crea contrasti eccezionali all’interno dei singoli pezzi (Med mesečino in snom). L’accompagnamento della prima linea è un intreccio notevole di fiati (sassofoni, trombe, flauti), chitarre e tastiere, mentre la voce di Miha è circondata in abbondanza, e sempre con gusto, da cori femminili che in un punto come Ocena arrivano persino a svoltare in chiave »gospel«. Tutti i brani hanno un »condimento solistico« nel mezzo, che allenta la forma compatta dei pezzi. Le parti »mid-eight« sono condite in modo particolarmente pregiato, e musicisti eccellenti eseguono i propri assoli (soprattutto di taglio jazz) sempre nella giusta via di mezzo, che esalta il pregio espressivo del singolo solista senza mai smettere di servire la melodia o il motivo guida.
Anche se al materiale del disco si addice soprattutto lo sloveno (i brani cantati in sloveno sono i più forti), Miha ha provato qualche pezzo anche in croato e in inglese. C’è la calma Pola svijeta, quasi una ballata, che presenta il duetto di Miha con l’interessantissima cantante croata Zdenka Kovačiček. Un po’ più di giocosità la porta la collaborazione di Miha con la cantante australiana Jackie Marshall nel brano The Few Steps, dove non mancano nemmeno elementi di world music. Find Me The Way (un altro brano pacato, di nuovo in duetto con Jackie) è invece il punto meno interessante del disco, e a dare un po’ fastidio sono soprattutto le ripetizioni eccessive del ritornello quando il pezzo si avvia verso il »fade-out«. Meja è senza dubbio uno dei brani migliori dell’album! L’intro ricorda di sfuggita la solennità di Show Must Go On dei Queen, poi il pezzo si calma del tutto e nella strofa si insinuano elementi etno con la tamburica. Il brano ha un passaggio splendido verso il crescendo del ritornello. Un capolavoro drammatico, giocato sui toni minori!
L’album ha un inizio e una chiusura energici. Cioè, all’inizio ti carica l’apripista di taglio rock Še eno noč mi daj, e si chiude più o meno allo stesso livello energetico con la scanzonata Tvoje sledi, a cui un momento speciale regala l’inserto di improvvisazione vocale di Zdenka Košiček nella parte finale. La frase di chitarra è messa chiaramente in evidenza in un brano come Še eno noč mi daj, ma non si prende il primato negli arrangiamenti sugli altri strumenti. Considerando il background musicale da cui arriva Miha, le collaborazioni passate in formazioni numerose (con orchestre e così via…) e il sodalizio musicale con il guru Traja Imer Brizani, anche i brani del disco sono arrangiati come se fossero nati per un’orchestra. L’orecchio non può non cogliere le mille spezie e i mille dettagli di questo variopinto puzzle musicale fatto di movimenti brevi, essenziali e filigranati, di finissima meccanica d’arrangiamento.
Visto questo debutto in studio davvero bello e ricco di contenuti musicali, che riflette con grande sincerità la sensibilità musicale stratificata di Miha Vanič, Miha potrebbe, se continuasse su questa strada, crescere fino a diventare uno di quei cantautori capaci di dettare legge ai vertici del »mainstream« di casa nostra (come, per dire, Gibonni in Croazia). Ma siccome il nostro “mainstream” al momento è saturo di »zavorra« che in un altro ambiente sano non potrebbe mai definire il “mainstream” musicale del paese d’origine (leggi: »Hja, takle mamo!«), e siccome la gente non ha più tempo di separare il grano dalla pula, probabilmente anche questo album resterà ai margini della scena musicale slovena e lentamente finirà nel dimenticatoio. Speriamo di no. »Devet življenj« è un prodotto di grande qualità che, in termini di sana postura artistica, offre a Miha Vanič tutti i trampolini necessari per lanciarsi verso un sano »mainstream« pop (e rock), cosa che per la Slovenia di oggi si può dire che prima di tutto deve imparare a ritrovare. La domanda è quale sia la motivazione di Miha, ma visto il contenuto del debutto è subito chiaro che abbiamo a che fare, in primo luogo, con un maturo documento di sincera autenticità d’autore, e che per la fame di kitsch e per la posa da protagonista nel bagliore dei riflettori “pubblicitari” in una storia così non c’è (per fortuna) spazio.
…e no! In copertina non c’è Zoran Thaler.
Formazione
Miha Vanič – voce
Imer Traja Brizani – basso elettrico, basso “fretless”, tastiere
Igor Bezget – chitarra elettrica, chitarra acustica
Šemsudin Đopa – chitarra acustica
Uroš Rakovec – chitarra elettrica, chitarra acustica
Armando Brizani – tastiere
Dejan Pečenko – organo “Hammond”
Robert Ivačič – armonica
Žiga Kožar – batteria, percussioni
Žiga Šercer – percussioni
Mikavž Ašič – sax soprano, sax tenore
Andreas Morinello – sax contralto
Miha Hawlina – sax contralto
Matjaž Mikulteič – trombone
Bajsa Arifovska – tamburica, kaval, clarinetto
Franci Zakrajšek – effetti speciali
Zdenka Kovačiček, cori, improvvisazione vocale, voce nel brano n. 3
Jackie Marshall – voce nei brani n. 4 e 7
Ana Kučan – cori
Andrej Babič – cori
Sewer Nuhi – cori
Produzione
Imer Traja Brizani
Tracklist
2. Med mesečino in snom
4. The few steps (feat. Jackie Marshall)
5. Človek med ljudmi
6. Vstani spet
7. Find me the way (feat. Jackie Marshall)
8. Meja
9. Ocean
10. Tvoje sledi