Nazareth: Surviving The Law
Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 15/4/2022
Produzione: Nazareth
Durata dell’album: 48.10 min.
Genere: Hard Rock / Rock’N’Roll
Voto: 8.5/10
Eh già. Nazareth. Sì, proprio loro, quei Nazareth, una delle figure più importanti del rock’n’roll, arrivati da Dunfermline, in Scozia, e a più di 50 anni dall’uscita del disco d’esordio ancora inesauribili. Nazareth? Sì. Senza Dan McCafferty. Prego? Come fanno a essere ancora gli stessi Nazareth? Non possono esserlo. Ma nell’era delle ‘correttezze’ senza confini, ormai va bene tutto e tutto si accetta. In effetti non possono più essere i Nazareth, anche se nell’era senza McCafferty in formazione hanno rimesso a posto parecchie cose in modo furbissimo, e in un modo che, se non altro, giustifica la prosecuzione di un’eredità altrimenti inafferrabile con McCafferty in line-up. Dobbiamo parlarci chiaro. Subito, in apertura. Sulla ‘godibilità condizionata’.
Anche se «Surviving The Law» è un album eccellente. Brillante. Ma Sentance non è McCafferty, e Pete Agnew con gli altri due compagni di viaggio – il chitarrista Jimmy Murrison e il batterista nonché figlio Lee Agnew – né lo cerca in primo luogo, né lo vuole. Mano sul cuore: cambiare nome starebbe bene un po’ a tutti. Ma poi ci ripensi. Che affluenza avresti ai concerti se rinunciassi a un nome così grosso? Comunque la si giri, i Nazareth vivono ancora. Quello che fanno oggi senza McCafferty lo fanno molto bene. Sì. Molto bene. Lo ha dimostrato anche il predecessore «Tattooed My Brain» (2018), che in qualche modo ha aiutato la band a ‘sopravvivere e restare in piedi’.
A differenza del predecessore, molto buono se non addirittura ottimo, «Surviving The Law» è un seguito molto più sciolto e spensierato della storia di questa leggenda del rock ‘n’ roll delle Highlands scozzesi. E fa bene. Carl Sentance canta come sa cantare solo lui e si innesta alla perfezione sul senso rock ‘n’ roll che Pete Agnew e la sua ciurma seguono da sempre. Il suono è ricreato in modo magistrale. Cioè, ti basta rimettere McCafferty al posto di Sentance e ottieni i vecchi, classici Nazareth. La produzione, il suono in sé, soprattutto il fraseggio chitarristico di Jimmy Murrison e il contrasto tra i mattoni del sound: Nazareth tagliati con l’accetta. Ogni tanto, e soprattutto quando ti imbatti nelle armonie vocali a più voci che arricchiscono i ritornelli di alcuni pezzi, come tra gli altri Mind Bomb, questi momenti del nuovo disco evocano con un’energia davvero azzeccata l’epoca pre-Sentance della band.
Insomma, se alla fine togliamo il cambiamento con cui la band e il suo pubblico convivono più o meno dal 2014 – che comunque è tutt’altro che trascurabile – tutto il resto sta al suo posto. La band ha rovesciato di nuovo un sacco di riff rock ‘n’ roll tostissimi, come oggi riescono a servirli solo i musicisti della generazione che ha messo in piedi l’hard rock (ascolta il basso di Pete Agnew che sferraglia nell’incredibilmente affilata Ciggies & Booze: sembra un pezzo dei Nazareth che a metà anni Ottanta lui e McCafferty si sono dimenticati di registrare). Va tenuto presente che Pete, Lee e Jimmy suonano insieme da più di vent’anni e per questo sono diventati una fortezza hard rock che si incastra quasi alla perfezione.
Surviving The Law è un album eccellente. Comunque la giri. Una combinazione di essenzialità in cui il rock’n’roll flirta con nonchalance con elementi di blues e anche di boogie. Riff pieni di fantasia stuzzicano il vero amante dell’hard rock da ogni lato. Un pezzo come Psycho Skies esplode di una svolta atmosferica potentissima, quando segui la strofa e poi il ritornello esplosivo. L’album ha una stampede ritmica continua e di momenti in cui i Nazareth si ‘ammorbidiscano’ anche solo per un attimo, stavolta non ce ne sono. Eppure sul disco ci sono ben quattordici pezzi nuovi, ‘belli grossi e lunghi’. Ma nel complesso non annoia mai, nemmeno per un attimo. La fretta adrenalinica e l’eccesso di testosterone non finiscono mai. E mi azzardo a scriverlo anche considerando che questa band ha pubblicato il disco d’esordio nel 1971. Per quanto sembri incredibile, il quartetto, con il nome Nazareth e con i pregi di «Surviving The Law», anche nel 2022 resta una prosecuzione legittima e credibile della storia dei giganti scozzesi del rock ‘n’ roll. E, tra parentesi, Carl Sentance è una storia vocale a sé. In tutto, eccezionale.
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Strange Days
2. You Gotta Pass It Around
3. Runaway
4. Better Leave It Out
5. Mind Bomb
6. Sweet Kiss
7. Falling In Love
8. Waiting For The World To End
9. Let The Whisky Flow
10. Sinner
11. Ciggies And Booze
12. Psycho Skies
13. Love Breaks
14. You Made Me
Formazione:
Carl Sentance – voce
Jimmy Murrison – chitarra
Pete Agnew – basso, cori
Lee Agnew – batteria
