Nel punto di ebollizione di volume sfrenato e potenza rock (2010)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Backstage / Monaco di Baviera / Germania
Data del concerto: 23.11.2010
Pubblico: 400
Prezzo del biglietto: 30,00€
Pretty Maids, questi hard rocker danesi indistruttibili e duri a morire, a cui negli anni Ottanta il colpo grosso non è mai riuscito, quest’anno possono davvero vantarsi di un nuovo album in studio eccellente, intitolato “Pandemonium”. Se diamo un’occhiata alla discografia dei Pretty Maids, un disco brutto non c’è mai stato. “Pandemonium” però è l’araldo che annuncia con gioia che i Pretty Maids, nonostante una carriera lunghissima fatta di alti e bassi, non mollano nemmeno nel 2010! Dimostra che nelle loro vene scorre ancora sangue di giovanile sfrontatezza e imprevedibilità. “Pandemonium” è ovviamente un vero album dei Pretty Maids! Malizioso e carico, con una dose di melodia che stavolta è particolarmente contagiosa, possiamo perfino dire che è una specie di mini momento AOR per i Pretty Maids. Quando ti balenano per un attimo i mitici anni Ottanta. Con un pizzico su misura di benefica arroganza rock, ovviamente.
Comunque, i nostri valorosi danesi, che non è proprio facile incrociare sui palchi dei loro tour se sei cittadino della Repubblica di Slovenia (niente di nuovo, no?), visto che puntano soprattutto al nord Europa, stavolta hanno confermato una data a Monaco di Baviera! Ferie prese. Quattro culi riempiono un’auto. Le lancette del tachimetro puntano ripide verso l’alto, i giri mordono senza pietà, l’ago della bussola si rivolge di nuovo a nord! Tra una spruzzata e l’altra di neve leggera. Perfino il grigiore si squarcia nel gioco col vento e dalle parti del Katschberg fa capolino qualche raggio di sole sperduto.
Eppure stavolta tutto ha richiesto sforzi extra. Io e Jani praticamente mettiamo radici a terra, sfiniti dall’attesa per l’intervista con la band. Poi però ci tocca pure l’onore di chiacchierare con quattro quinti del gruppo nel backstage. Ma di questo altrove. Andiamo piuttosto dritti al concerto. Sono le 20.00 in punto! Sul palco ci sono gli Hotwire, arrivati a Monaco di Baviera da Ingolstadt, in Germania, la loro città d’origine. Ingolstadt? Può questa città essere nota per qualcosa che ci colleghi all’hard rock? Il buon vecchio hard rock melodico? La parola Bonfire è ovviamente la risposta. Anche questi ragazzi calzano le scarpe dell’eredità dei loro più celebri “cugini” di Ingolstadt. Suonano rilassatissimi e propongono una versione contagiosa e di impatto del principio hard rock old school, popolare soprattutto nella seconda metà degli anni Ottanta. Diciamo che è la scelta giusta per scaldare il pubblico prima dei Pretty Maids.
I Pretty Maids sono sul palco già alle 21.00! I tecnici hanno impiegato appena 10 minuti per preparare il palco al loro show! Record. La band attacca con la title track del nuovo album. La saletta del Backstage mostra subito i denti. Davanti le casse ruggiscono, Ken Hammer con la sua chitarra copre nettamente tutto il resto, la voce di Atkins non si sente abbastanza. La gente si stringe. Nella sala, che è appena un po’ più grande della Gala Hala a Metelkova, si raccolgono 400 teste, niente male. Rocker di vecchia data e giovani consapevoli che nella musica danno la precedenza alla melodia!
Curioso che nella sala accanto, nella stessa location, che ne contiene più di 1000, si tenesse il concerto del pacchetto Amorphis (più Orphaned Land, The Ghost Brigade). Anche quel concerto era pienissimo, ma con un pubblico completamente diverso. Quindi sull’affluenza al concerto dei Pretty Maids non ha influito per niente. Be’, in realtà sì. Trovare parcheggio era più difficile. Ma finisce qui.
Ai danesi si vedeva la stanchezza, strascico dell’influenza che aveva messo a dura prova la salute dei ragazzi. Già prima del concerto, quando abbiamo avuto l’onore di chiacchierare, Ken Hammer era il perfetto avvocato della raucedine del Cancelliere di ferro Lemmy Kilmister (Motorthead), anche Ronnie Atkins non mostrava segni di un umore particolarmente scoppiettante, e Morten Sandager poteva vantare delle vere e proprie “borsine” di occhi gonfi. Insomma. Anche i ragazzi del nord a volte non sono abituati al freddo.
Questo però non ha scalfito le ottime sensazioni che ci ha dato passare la serata con i Pretty Maids durante il loro show a Monaco di Baviera. Stavolta a salvare la situazione, con la prima linea meno in forma, è stata la sezione ritmica scatenata. L’eccellente batterista Allan Tschicaja ha riempito qualche minuto anche con un assolo. Ha entusiasmato il nuovo bassista, ex membro della ben più famosa band danese King Diamond, Hal Patino, che “scavava” con dedizione nel suo basso e agitava instancabile la sua chioma. Dall’aspetto, Hal potresti tranquillamente piazzarlo in qualche formazione di “glammer underground” tipo i Pretty Boy Floyd.
L’ottima scaletta ha proposto un’esibizione dei classici dei primi due album, come Queen Of Dreams, We Came To Rock, Back To Back e quelli ancora più obbligatori: Rodeo, Love Games, Future World e Red Hot And Heavy (con questi ultimi i ragazzi hanno spinto il concerto verso un finale intenso). In più hanno buttato benzina sul fuoco con la cover dei Thin Lizzy Please Don’t Go (in origine inclusa come cover nell’album “Sin-Decade”)! Il repertorio eccellente è stato completato anche dai brani dell’album “Sream” Walk Away e Savage Heart dall’album “Jump The Gun”. Il resto della scaletta è stato per lo più dedicato al nuovo album in studio “Pandemonium”, da cui sul palco ha risuonato in modo particolarmente intenso Cielo Drive. L’ottimo singolo del nuovo album “Pandemonium”, Little Drops Of Heaven, la band se l’è invece tenuto per il bis.
Ronnie, nonostante dovesse stare attento a cosa faceva con le sue corde vocali, ha convinto ancora una volta di essere un frontman eccezionale, capace con un piccolo investimento di energia di portare il pubblico a seguirlo fiducioso e a mangiargli in mano. Presenza scenica eccezionale, movimenti, il popolo continuamente incitato. Comunicazione senza sosta con sguardi e gesti che non ti lasciano respirare. Devi semplicemente abbandonarti al gioco dettato dai Pretty Maids. Con questo show i ragazzi hanno dimostrato di avere i denti ancora affilati come ai tempi migliori e che la potenza dell’audacia e dell’aggressività rock non li ha abbandonati. Beh. Stavolta con un po’ di freno a mano. L’influenza ha fatto il suo.
Da quel che si è visto a Monaco di Baviera, ai Pretty Maids starebbe decisamente meglio un palco molto più grande, perché sono una band molto cinetica sul palco, che non vede l’ora di potersi “scatenare”. Un’ora e mezza di pittoresco voltaggio hard rock nella morsa salda dei Pretty Maids ha ripagato ogni singolo metro del nuovo viaggio a Monaco di Baviera. Anche a concerto finito, la band ci ha invitati nel backstage per una festa, dove abbiamo brindato per qualche giro. È stata un’altra notte che sembrava non finire mai. Un’altra indimenticabile avventura a godersi l’energia rock unica e immortale.
foto: Aleš Podbrežnik
Setlist
HOTWIRE: 1. Take Me To Your Heart 2. Stay In Motion 3. Talk To Me 4. Waterfalls 5. Danger Is Calling 6. Skytrain 7. Escaping 8. Crying In The Night PRETTY MAIDS: 1. Pandemonium 2. I.N.V.U. 3. We Came To Rock 4. Wake Up The Real World 5. Final Day Of Innocence 6. Walk Away 7. Savage Heart 8. It Comes At Night 9. Queen Of Dreams 10. Drum Solo 11. Cielo Drive 12. Back To Back 13. Rodeo 14. Please Don’t Leave Me 15. Love Games —bis— 16. Future World 17. Little Drops Of Heaven 18. Red, Hot And Heavy
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